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L’automobile accende i “motori” dell’intelligenza artificiale

Guida autonoma, connettività, diagnosi in tempo reale: adesso il business è quello di far parlare i componenti

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L’automobile accende i “motori” dell’intelligenza artificiale

Il mercato globale dell’intelligenza artificiale vale attualmente poco più di 640 milioni di dollari. Il dato interessante riguarda però le previsioni per gli anni a venire: nel 2025 i sistemi di AI genereranno ricavi per oltre 36 miliardi, di cui l’86% sarà incassato dalla vendita di applicazioni enterprise.


La particolarità di questa tecnologia risiede nell’estrema personalizzazione dei processi di elaborazione delle informazioni e per questo ogni per applicazione servono molti anni di ricerca specializzata e di investimenti ingenti. Già oggi gli smartphone che rispondono ai nostri comandi vocali, il traduttore di Google che usa le reti neurali e i chatbot che ci danno assistenza online chattando come fossero persone, sono tutti ottimi esempi di AI. Ma il bello deve ancora venire. Prima o poi per le nostre strade viaggeranno le auto a guida autonoma e  i droni partiranno dai magazzini per consegnarci un acquisto online subito dopo un click, senza interventi umani. Almeno così prevede uno studio sull’intelligenza artificiale dell’Università di Stanford, che individua anche i mercati dove l’intelligenza artificiale farà davvero la differenza: i trasporti - dalle auto connesse alle autostrade intelligenti per esempio - poi la robotica, la sanità, l’educazione, la pubblica sicurezza e l’intrattenimento.

Anche le automobili cambieranno e molti di più nei prossimi cinque anni di quanto sia avvenuto negli ultimi venti. Guida autonoma, digitalizzazione e connettività saranno i “motori” che spingeranno il salto generazionale dall’auto come la conosciamo oggi a quella del futuro. Per tornare con i piedi, anzi, con le gomme per terra, va detto che le smart car già oggi guidano il mercato dell’internet delle cose, con 7,5 milioni di auto connesse circolanti. Ma non basta.

L’evoluzione dell’auto che diventa più intelligente presuppone una rivoluzione anche nel modo di progettare e costruire i suoi componenti, pneumatici compresi, e in questo le case automobilistiche giocheranno sempre più un ruolo di system integrator tra società hi-tech, centri di ricerca e produttori di componentistica di eccellenza. Solo così l’auto connessa abiliterà nuovi servizi per la sicurezza, la manutenzione, la navigazione, il risparmio energetico o la mobilità condivisa.

Il mercato premierà chi riuscirà ad integrare a bordo sistemi tecnologici capaci di abilitare nuovi servizi, dalla guida autonoma all’intrattenimento, dalla propulsione elettrica alla diagnostica artificiale. E in questo contesto, anche uno pneumatico, anche il più piccolo componente può fare la differenza.

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