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L’arte
dell’automobile

Sulla Ferrari 250 GTO vige il diritto d’autore e l’automobile entra di diritto nel mondo dell’arte. In realtà ne ha sempre fatto parte, sotto diverse forme.

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Più bella della Nike di Samotracia”, così è definita l’automobile nel Manifesto del Futurismo. Ma non solo Balla e Boccioni ne hanno subito il fascino rendendola oggetto della loro arte. Dipinta, scolpita, stravolta, smembrata e poi ricomposta, ha trovato posto nei musei sin dalla sua comparsa. Ma anche senza essere trasformati, ci sono esemplari che per la loro bellezza diventano pezzi da collezione. Nata come mezzo di trasporto con un’utilità pratica, oggi l’automobile ha un valore estetico fondamentale, che sa emozionare anche a motore spento.  

Diffidate dalle imitazioni

Aveva già il record di automobile più costosa di sempre e dal 20 giugno vanta un altro primato: la Ferrari 250 GTO è la prima auto a cui è stato riconosciuto lo status di opera d’arte, in quanto protetta dal diritto d’autore. L’ha stabilito il tribunale di Bologna, per evitare che il design dell’auto fosse plagiato. E così un’automobile, uno degli oggetti-simbolo della produzione industriale di massa, entra a pieno titolo tra quegli oggetti che invece fanno dell’unicità il proprio valore: le opere d’arte. In effetti, questo esemplare è considerato uno dei più grandi capolavori mai usciti dalle officine di Maranello, battuto all’asta per 70 milioni di dollari per via della particolare livrea e del suo ricco palmares. Per valorizzare questa Ferrari speciale, nel 2018 ha debuttato un nuovo pneumatico: l’iconico Pirelli Stelvio Corsa è stato riprogettato appositamente per lei, con un aspetto fedele all’originale ma con tecnologie che permettono una guida più sicura ai pochissimi collezionisti che sono riusciti a mettersi una 250 GTO nel garage. 

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L’auto diventa una tela

Non è solo una questione di aerodinamica. Spesso le carrozzerie delle auto più prestigiose sono già di per sé considerate delle opere d’arte, oltre che d’ingegno. Questo non ha impedito a molti artisti di usare il prodotto finito come base per dare sfogo al loro estro creativo: nel 1958 Picasso battezzò l’auto di un giornalista arrivato a casa sua per un’intervista, dipingendo una “ghirlanda della pace” sulla fiancata; John Lennon fece ridipingere la sua Rolls-Royce Phantom V con colori e motivi hippie; famose sono le carrozzerie delle BMW Art Cars, riverniciate come se fossero dei quadri da artisti di fama internazionale, tra cui Andy Warhol; e poi c’è chi interpreta il “restyling” della carrozzeria in modo ancora più alternativo, dando vita ad opere d’arte “provvisorie”. È il caso degli artisti delle auto impolverate, che ricavano figure o paesaggi sbalorditivi disegnando con le dita sullo sporco delle auto o di altri mezzi parcheggiati in giro per le città.

...o una scultura

C’è chi ha stravolto le forme originali delle auto per farle diventare qualcos’altro: come lo scultore indonesiano Ichwan Noor che ha compresso dei Maggiolini d’epoca e fecendoli diventare dei cubi o delle sfere perfette; o come Chris Labrooy che le manipola e le distorce dando l’idea che siano fatte di materiale plastico. Oppure il contrario: si può creare un’auto partendo da materiali non convenzionali, come la riproduzione a grandezza naturale della McLaren Senna, un mega-giocattolino quasi completamente costruito con mattoncini Lego, di mezza tonnellata più pesante dell’originale. Quando si dice che la fantasia supera la realtà.

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