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Il ritorno al
“pedal power”

A volte, la risposta ai problemi moderni deve essere cercata nel passato

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“pedal power”
Il ritorno al
“pedal power”

E’ inutile dirlo. La congestione e l'inquinamento sono problemi che affliggono le città moderne da molto tempo. E l'aumento delle vendite online e delle consegne porta a porta  hanno contribuito ad aumentarli. Il tema è finito nell’agenda dei politici: hanno compreso che la sfida finale della consegna della merce fino alle nostre case è responsabile di una buona parte dell'impatto ambientale del trasporto in città ed hanno perciò iniziato ad imporre regolamenti più severi sulle emissioni.

La risposta dell’industria delle consegne è stata l’aumento dell’uso delle biciclette, soprattutto nelle grandi città occidentali, dove ormai abbiamo fatto l'abitudine alle biciclette dotate di contenitore posteriore che distribuiscono il cibo ordinato a domicilio. Ora assistiamo anche all'avvento delle loro leggerissime e iper-tecnologiche cugine, ossia le cargo bike.

Le cargo bike hanno il vantaggio di evitare problemi di congestione e di inquinamento. Sono più veloci rispetto al normale traffico urbano (quasi il doppio nella città di Londra), possono essere parcheggiate ovunque e non producono alcuna emissione di anidride carbonica.

All'assalto della città 

Se da un lato la cargo bike non è altro che un telaio con ruote, pedali e una catena, come una normale bicicletta, dall'altro essa vanta una capacità di carico compresa tra 125 kg e 250 kg. Inoltre, i suoi sostenitori la ritengono la soluzione logica per le mansioni attualmente svolte dai furgoni di piccole e medie dimensioni, ossia la consegna dei numerosi e piccoli pacchi all'interno delle grandi città, senza però l'inconveniente dei consumi di carburante.

Il corriere internazionale DHL ha già introdotto le cargo bike in 80 città europee, sostituendo i veicoli convenzionali con veicoli a pedale in più della metà dei suoi itinerari cittadini. Anche UPS sta sperimentando le nuove cargo bike in oltre 30 città in tutto il mondo, come pure le biciclette elettriche, ibride e a pedalata assistita, dotate di contenitori modulari. 

Ci sono inoltre tantissime cargo bike pronte a scendere in strada, insieme a mezzi simili su due o tre ruote in grado di trasportare intere famiglie, senza però l'inconveniente delle emissioni di anidride carbonica. I fornitori e produttori specializzati, quali London Green Cycles o Upcycles di New York, dispongono di cargo bike che assomigliano a grandi scooter, di biciclette simili a carrozzine enormi, ma anche di biciclette che sono biciclette vere e proprie. La differenza è che le cargo bike attuali sono caratterizzate da una ricca tecnologia, sono leggere e super efficienti.

Non c'è nulla come la potenza del pedale

Ma come può un mezzo a pedale svolgere la stessa mansione di un mezzo alimentato da un potente motore? Una possibile risposta è l'efficienza che deriva dai materiali moderni come la fibra di carbonio, le ruote che non generano attrito o quasi, i veloci pneumatici da strada e il miracolo della conservazione dell'energia della moderna trasmissione a catena. Steve Jobs di Apple amava sottolineare che la bicicletta è la macchina più efficiente mai inventata dall'uomo (prima del computer, ovviamente).

Niente di nuovo, forse. La ‘bicicletta di sicurezza’ con ruote ad azionamento meccanico a catena è stata inventata nel 1876 e la bicicletta per consegne seguì poco dopo. Ciò ha sicuramente rappresentato l'inizio di un viaggio lungo e lento, ma a quanto pare le cargo bike hanno finalmente raggiunto la velocità giusta e sono perciò in grado di affrontare le moderne sfide urbane.

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