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DeLorean: l'auto del... presente!

Torna in produzione l'auto che ha fatto sognare tanti. E per tutti i nostalgici sarà un vero e proprio “ritorno al passato”!

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DeLorean: l'auto del... presente!

Sentire parlare della DeLorean è sempre un tuffo al cuore, non solo per gli appassionati dell’automobile e del mondo dei motori a quattro ruote, ma anche per i fan di una delle saghe cinematografiche più belle, celebri e appassionanti di tutti i tempi, una vera e propria pellicola culto degli anni ‘80: Ritorno al Futuro (Back to the Future).

De Lorean: l'auto del... presente!

Negli ultimi mesi la macchina dei sogni di milioni di persone, con portiere ad ali di gabbiano (pesantissime e dotate di barre antintrusione, ma leggere quando si aprono grazie a un’interessante soluzione costruttiva) e carrozzeria in acciaio inox, è tornata alla ribalta grazie all’annuncio ufficiale, shock per i tanti estimatori della serie diretta da Robert Zemeckis, di un ritorno sul mercato a partire dal 2017.

Prima di approfondire i dettagli di questo gradito ritorno e di capire in che modo la DeLorean tornerà in produzione, partiamo dalle origini.

Le origini
Quando 41 anni fa il modello originale dmc-12 iniziò a essere immaginata e concepita dalla DeLorean Motor Company, azienda nata a Detroit grazie a un estroso, ma abile ingegnere con un buon passato in General Motors, (a soli 42 anni arrivò a ricoprire il ruolo di vicepresidente), tale John DeLorean.

La storia della mitica vettura dmc-12 DeLorean della DeLorean Motor Company protagonista dei viaggi di Ritorno al Futuro inizia dunque, nel 1975, e fu l’italiano Giorgetto Giugiaro a essere incaricato dall’ingegner DeLorean di ideare e sviluppare le linee di una macchina sportiva, modello coupé, interamente in acciaio inossidabile non verniciato e dalle forme decise, nette, prontamente riconoscibili. Il telaio invece, fu affidato alla Lotus di Colin Chapman.

Il 1981 fu l’anno di esordio sul mercato della DeLorean dmc-12. Grazie alla popolarità e al carisma del suo ideatore omonimo, la visibilità fu enorme.

La casa americana non aveva alcuna esperienza nella produzione di veicoli, il proprio marchio era pressoché sconosciuto e decise quindi di non fare il passo più lungo della gamba, immettendo sul mercato, tra il 1981 e il 1983 solo 8.583 esemplari. L’Europa ebbe la sua parte in questa storia, visto che l’ingegnere DeLorean decise di aprire lo stabilimento di produzione a Dumburry, in Irlanda del Nord, grazie ai sovvenzionamenti del governo inglese che intendeva riappacificare quelle zone in piena lotta civile garantendo lavoro a numerosi operai (più di 3000).
In America fu mantenuta la sede sociale, e qui le auto venivano portate via mare. In un primo momento le DeLorean appena assemblate furono vendute solo negli Stati Uniti d’America, ma successivamente, per cercare di far fronte a un mercato semi-fallimentare, John DeLorean decise di espandersi anche nel Vecchio Continente.

Un po' di dati tecnici
La DeLorean dmc-12 appariva come un’auto facile da guidare, pensata per persone agiate, molto confortevole con interni spaziosi e sedili in pelle, silenziosa e sicura per gli standard dell’epoca. Le specifiche della DeLorean dmc-12 sembravano, di primo acchito, entusiasmanti, visto che la casa automobilistica americana dichiarava una velocità massima superiore ai 200 km/h. Nella realtà le cose erano ben diverse, poiché i 140 CV del motore PRV V6 (Peugeot-Renault-Volvo a 6 cilindri e 3000cc, derivante dal motore Volvo B28F, innestato con il sistema di iniezione Bosch K-Jetronic e modificato per essere montato al contrario, con monoblocco e testate in lega leggera e un singolo albero a camme per ciascuna testata) assicuravano a malapena 170 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 10,5 secondi. Da nuovo il PRV V6 poteva erogare 95 kW (130 hp) a 5.500 giri al minuto e 208 Nm di coppia motrice a 2750 giri. Il consumo indicato previsto era 8 km/l e, come se non bastasse, per velocizzare i tempi di immissione sul mercato, la DMC non riuscì a collaudare come avrebbe dovuto la DeLorean, con il risultato che questa risultò sia inaffidabile meccanicamente, sia dotata di una mediocre qualità costruttiva.

E’ vero anche che nel corso del tempo la DeLorean fu migliorata. Se i primi modelli prodotti risentivano di un assemblaggio non proprio preciso: le porte non chiudevano perfettamente a pari con la carrozzeria, molti pannelli erano disallineati tra loro e i paraurti erano di spessore diverso da un lato all’altro dalla carrozzeria, le ultime auto immesse sul mercato risultavano nel complesso ben progettate, anche perché i cambiamenti avvenivano “a caso” e di continuo durante la produzione, non annualmente, ma ogni qualvolta che John DeLorean lo ritenesse necessario. Ecco perché non esistono modelli di DeLorean dmc-12 “annuali”, ossia modificate e potenziate di anno in anno e individuate con una sigla o un nome specifico. Per il suo ideatore infatti i modelli annuali “rappresentavano solo una strategia utilizzata dalle compagnie di automobili per aumentare le vendite”.

Declino e ascesa
Altri disastri indipendenti dalla qualità dell’auto resero difficile il cammino della DeLorean: la pesante crisi economica che minò pesantemente il benessere della popolazione USA, lo sciopero dei portuali inglesi e il rivalutarsi della sterlina sul dollaro. Per non parlare del prezzo di listino, 25.600 dollari, ben 7.000 dollari in più rispetto a una Chevrolet Corvette, che diede il colpo di grazia al futuro di questa auto. Nonostante i proclami di John DeLorean prima del lancio (un vero e proprio show americano), quindi, e la convinzione che la sua automobile fosse un vero e proprio gioiello, la DMC fu costretta a dichiarare il fallimento nel 1985. L’estroso imprenditore cercò di salvare la sua creatura fino all’ultimo raccattando fondi un po’ dovunque, ma un’ingiusta accusa di traffico di droga (fu definitivamente assolto negli anni successivi) gli tagliò definitivamente le gambe e troncò le speranze di una folta schiera di fan.

Proprio in quell’anno però, e subito dopo la bancarotta della sua casa madre, la DeLorean dmc-12 è risorta come un’araba fenice dalle sue ceneri ed è entrata da protagonista di diritto nella storia della cinematografia e, dalla porta posteriore, di quella automobilistica, visto che il regista Robert Zemeckis e lo sceneggiatore Bob Gale ebbero la geniale intuizione di renderla immortale nella speciale saga di Ritorno al Futuro. Per il primo episodio la produzione acquistò tre autovetture per 50 mila dollari. Due esemplari originali, e non repliche, fecero la loro comparsa nel film, adeguatamente modificate, “interpretando” la famosa macchina del tempo del folle scienziato Emmet Brown, detto “Doc”. La terza DeLorean invece, servì come fonte di ricambi per le altre due. La scena che ha garantito alla DeLorean di Ritorno al Futuro un posto nella storia del cinema è stata quella in cui l’auto, con a bordo l’altro protagonista del film, Marty McFly (interpretato da Michael J.Fox), grazie a un potente canalizzatore d’energia (un tubo al neon sotto il pianale) rompe la barriera del suono ad una velocità di 88 km/h e si proietta verso il futuro.

Complice il successo del film e l’importanza del “ruolo” della stessa dmc-12 nella saga, le quotazioni delle auto vendute subirono un’impennata e averla acquistata negli anni precedenti si rivelò una vera e propria fortuna. Schiere di "nerd" sostituirono i manager nell’acquisto delle DeLorean sopravvissute ed è grazie a loro che il mito di questo particolare modello automobilistico è rimasto intatto nel corso degli ultimi 30 anni.

Il ritorno
Proprio in occasione del trentennale di Ritorno al Futuro, la DeLorean Motor Company, azienda omonima ma non legata in nessun modo a quella originaria, ha annunciato di voler riproporre, a partire dal 2017, una DeLorean dmc-12 “aggiornata” dal punto di vista dell’elettronica, delle emissioni e delle componenti meccaniche (il motore, un V6 aspirato, avrà tra i 300 e 400 cavalli), ma di fatto identica in quanto all’estetica, a quella che ha fatto sognare tantissimi fan negli anni ’80 e che si era guadagnata l’immortalità grazie al film Ritorno al Futuro. Il tutto per circa 100.000 dollari. Non certo una passeggiata.

La DeLorean Motor Company dei “giorni nostri”, in realtà non è nuova nell’avere a che fare con la dmc-12. Dal 1997 infatti, anno della sua comparsa sullo scenario automobilistico grazie all’uomo d’affari Stephen Wynne, si occupa di rimettere in sesto le circa 6000 DeLorean ancora in circolazione (in Italia ne rimangono 30-40 esemplari) o restaurate e preziosamente conservate nei garage dei collezionisti e degli appassionati, il cui valore economico si aggira attualmente, in media, sui 35 mila euro (in base alle condizioni del veicolo, la valutazione oscilla tra un minimo di 17500 euro e un massimo di 52500 euro). In realtà l’idea di riproporre sul mercato la mitica auto non è per nulla nuova, visto che già nel 2008 la DeLorean Motor Company manifestò una prima intenzione di voler riavviare la produzione della DeLorean, ma tutto terminò con un nulla di fatto, soprattutto per problemi di tipo legislativo e burocratico.

La situazione è cambiata in positivo grazie all’acquisizione dei diritti, da parte della DeLorean Motor Company necessari per poter riprodurre le parti della dmc-12, e all’approvazione, negli Stati Uniti d’America, di una nuova legge federale, nota come “Legge per la produzione di piccoli volumi di veicoli a motore” (Low Volume Motor Vehicle Manufacturers Act), in grado di aiutare le piccole e medie aziende nella produzione di una quantità ridotta di vetture intese come repliche di auto originali immesse sul mercato oltre 25 anni fa. Grazie a queste due frecce nel proprio arco, la DeLorean Motor Company ha assicurato i fan di essere finalmente in grado di realizzare l’automobile in una serie limitata di 300 esemplari. La cosa che più sta facendo entusiasmare gli appassionati, è che, oltre alle già citate nuove parti meccaniche ed elettroniche (navigatore, sedili riscaldabili ecc.), gran parte dell’auto sarà originale, cioè prodotta con gli stessi pezzi della mitica dmc-12 degli anni ’80. La DeLorean Motor Company infatti, ha acquistato negli anni addietro tutte le rimanenze presenti nei magazzini dell’azienda originaria; quanto basta per assemblare 300 unità di autovetture.

Nelle ultime settimane sta facendo il giro della rete anche il primo spot pubblicitario della nuova DeLorean girato interamente in un deserto. Tra i pochi dettagli che è possibile notare, spiccano la leva del cambio automatico e un tachimetro che svela il limite massimo di velocità: 85 miglia orarie. I pochi eletti che riusciranno ad aggiudicarsi una delle 300 repliche potenziate della dmc-12 non avranno a che fare con una macchina sportiva, così come la intendiamo oggi, ma faranno i conti (e che conti!) con una vera e propria chicca da collezionismo, dedicata a una nicchia di appassionati piuttosto che al grande pubblico.

Nell’attesa di poter mettere le mani su una “moderna” DeLorean dmc-12, i veri appassionati intenzionati ad acquistarne e guidarne una tra quelle prodotte nei primi anni ‘80, possono rivolgersi alla DeLorean Europa, in grado di rassicurare gli acquirenti sulla bontà dei modelli a propria disposizione e perfettamente restaurati, con tanto di assistenza e garanzia. E’ possibile anche seguire una strada più tortuosa e “dolorosa” per le finanze, come quella del mercato online statunitense (ebay ad esempio), che offre tantissime DeLorean, spesso malridotte, da restaurare e far tornare a nuova vita con amore e passione. In un caso o nell’altro, per gli appassionati del Belpaese, sarebbe utile chiedere informazioni a chi ha già avuto esperienza nell’importazione della celebre dmc-12, ossia i soci del Club Italiano DeLorean, sui prezzi del mercato attuale dell’usato e sulla veridicità di eventuali annunci trovati su internet.

Tenetevi pronti quindi; non è un sogno. La DeLorean torna in produzione e presto la vedremo sfrecciare nel traffico delle nostre città.

Per tutti i nostalgici sarà un vero e proprio “ritorno al passato”!

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