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Dal sogno alla realtà:
la storia di Grand Central

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la storia di Grand Central

La Storia di un Sogno. Questo è il titolo dell'evento che, dal 2 all'8 novembre, vedra’ insieme a New York due iconici marchi automobilistici: Pagani e Pirelli. L’occasione: le celebrazioni americane del 20° compleanno dell’eroe di casa Pagani, la Zonda.

E quale migliore vetrina per questo evento unico se non Grand Central?  Il luogo che, forse più di ogni altro a Manhattan, custodisce le Storie e i Sogni di milioni di persone che, da oltre un secolo, attraversano le sue sale.

In realta’ pochi conoscono la vera storia di questa “stazione”, diventata negli anni la destinazione piu’ visitata di New York, dopo Times Square. Molti la ricordano come set di film popolari come Superman, North by Northwest, Spellbound o The Avengers, ma Grand Central ha molto piu’ da raccontare.

Il primo progetto della stazione risale al 1871. Voluto dal magnate delle ferrovie Cornelius Vanderbilt, quello che allora venne battezzato Grand Central Depot serviva come hub per le locomotive a vapore. Ben presto pero’ il numero di locomotive crebbe cosi’ tanto che fu necessario demolire la struttura esistente e costruire un edificio molto piu’ grande, di ben sei piani, chiamato poi Grand Central Station.

Se per l'epoca la Grand Central Station era considerata una meraviglia dal punto di vista architettonico, i newyorkesi pero’ per decenni se ne lamentarono per l’insalubrita’  dell'aria causata dalla fuliggine e dallo smog dei treni. Fu cosi’ che le locomotive a vapore vennero bandite e il Grand Central divenne obsoleto. Tuttavia, non volendo far morire la stazione, la famiglia Vanderbilt sviluppò rapidamente nuovi piani per demolire la struttura esistente e costruirne una nuova, che avrebbe utilizzato l'elettricità anziché il vapore.

Dal sogno alla realtà: la storia di Grand Central 01

Il nuovo Grand Central Terminal venne ufficialmente inaugurato il 2 febbraio 1913 con una celebrazione alla quale parteciparono oltre 150.000 persone.

Negli anni successivi al suo completamento le attivita’ intorno al Grand Central crebbero in modo esponenziale, con hotel, uffici e ristoranti nati in pochissimo tempo. Il terminal divenne presto la stazione ferroviaria più trafficata del Paese.

Negli anni '40, il Grand Central Terminal ebbe un ruolo centrale negli sforzi bellici degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale: molti soldati, infatti, transitavano per Grand Central di ritorno o in partenza per il fronte.  Una volta terminata la Guerra pero’ gli americani iniziarono a preferire l’auto o l’aereo per i viaggi a lungo raggio. Grand Central rischio’ nuovamente di diventare obsoleta. E cosi’, mentre i profitti della ferrovia diminuivano e i valori immobiliari di Manhattan salivano alle stelle, qualcuno inizio’ ad ipotizzare la demilizione della stazione per fare spazio a un edificio che avrebbe ospitato uffici.

Dovette intervenire la New York City's Landmarks Preservation Commission che nel 1967 inseri’ il Grand Central Terminal nei luoghi di interesse storico protetti dalla legge, interrompendo ogni mira speculativa. In realta’ le lotte tra immobiliaristi e cittadini che volevano invece preservare Grand Central (alcuni anche illustri come Jacqueline Kennedy Onassis) andarono avanti per quasi 10 anni, prima che ogni progetto di demolizione venisse finalmente accantonato.

Nel 1994, Metro-North subentrò nella gestione dl Grand Central Terminal e iniziò ampi lavori di ristrutturazione per riportarla al suo originale splendore. Da quel momento, Grand Central è diventato uno dei luoghi iconici di Manhattan.

Nel grande Atrio principale, che ricorda una cattedrale, il soffitto a volta raffigurante la mappa stellare è decorato con le 12 costellazioni dipinte a foglia d’oro, oltre a 2.500 stelle, di cui 59 illuminate dai LED.

Dal sogno alla realtà: la storia di Grand Central 02

Curiosita’: la volta è stata dipinta al contrario. Nessuno sa per certo come sia avvenuto, ma il fondatore e benefattore della stazione ferroviaria di New York, Cornelius Vanderbilt, affermò che non era successo per caso. La mappa stellare avrebbe dovuto essere vista da una prospettiva divina e non umana, nel suo tempio per i viaggiatori.

E se si osserva l’immenso soffitto raffigurante la mappa stellare, vicino al Cancro, si nota una piccola macchia scura. Serve a ricordare come appariva il soffitto dell’edificio prima dei lavori durante il progetto di restauro negli anni ’90, reso nero dal catrame e dalla nicotina delle sigarette, quando ancora si poteva fumare nell’edificio.

Fiore all’occhiello del Grand Central Terminal e’ l’orologio della hall principale che, come tutti gli orologi della stazione ferroviaria di New York, è impostato su quello atomico dello U.S. Naval Observatory di Bethesda, in Maryland, con uno scostamento inferiore a 1 secondo ogni 20 miliardi di anni!
 
Questo celebre orologio in opale, posto sopra al Banco informazioni, ha un valore di 20 milioni di dollari:  è questa l’icona dell’Atrio principale che fa dire ogni giorno a centinaia di persone “incontriamoci sotto l’orologio!”.

Dal 2 novembre, sotto l’orologio si incontreranno anche Pagani e Pirelli per raccontare le loro storie e I loro sogni.

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