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Cos'è premium?
Tutta una questione di valori

Qualità, spiccata identità e potenza evocativa: ecco cosa distingue i brand premium. Anche nell’automotive

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In principio era il lusso. Poi venne il “premium”. Sì, perché con la trasformazione dei desideri e delle aspirazioni dei “consumatori”, sempre più consapevoli, sempre più orientati all’acquisto non solo di oggetti, ma di esperienze in grado di incarnare mondi valoriali ed ideali, la pura dimensione economica legata al concetto di “lusso” è diventata insoddisfacente.

Si è fatta così spazio la dimensione “premium”. A popolarla non sono necessariamente i brand più cari, ma quelli in grado di esprimere una spiccata identità; quelli con una forte connotazione simbolica ed emotiva, che però non possono fare a meno di una gamma di prodotti e servizi altamente differenziata e, soprattutto, contraddistinta da un elevato standing qualitativo. “Qualità evocativa”: così si potrebbe riassumere la natura dei brand premium. E questo vale per tutti gli ambiti commerciali: nella moda, nella gioielleria e, soprattutto, nell’automotive.

Cos'è premium? Tutta una questione di valori

Non c’è dubbio che nel settore automobilistico l’evoluzione del segmento cosiddetto ‘premium’ abbia rappresentato l‘elemento di maggior innovazione del mercato negli ultimi anni. Se da un lato si è assistito alla crisi dei brand auto cosiddetti “generalisti”, la crescita di quelli premium invece ha rappresentato una costante. A contendersi lo scettro di questo segmento sono senza dubbio le tre maggiori case  tedesche: Mercedes Benz, BMW e Audi

In termini di volumi il 2019, cosi’ come i tre anni precedenti, ha incoronato Mercedes “regina” del premium. Il brand della Stella a tre punte ha chiuso il 2019 con 2.339.562 veicoli venduti (+1,3% sul 2018), mentre il marchio dell'Elica, nonostante un tasso di crescita maggiore (+2%), ne ha commercializzati 2.168.516. La Casa dei Quattro anelli rimane distante: l'anno scorso ha fatto registrare un aumento delle vendite dell'1,8%, ma si è fermata a 1.845.550 unità.

Se però si prendono in considerazione i dati di gruppo, ossia il contributo degli altri brand, la situazione cambia leggermente. In questo caso è il gruppo BMW, grazie al contributo di Mini e Rolls Royce, a detenere lo scettro di primo costruttore del segmento premium.

Al di là delle differenze tra chi può reclamare o meno la corona mondiale del mercato di fascia alta, ci sono alcuni tratti in comune che ormai da anni stanno caratterizzando i trend commerciali dei marchi premium.

Uno riguarda la suddivisione geografica delle vendite: la Cina, nonostante il generale rallentamento della domanda, rimane un’importante fonte di crescita per tutti I marchi premium, ma è sempre l’Europa a rappresentare il primo mercato.

Il secondo fattore, di maggior importanza per la domanda in generale, riguarda il prodotto: oggi “premium” fa sempre più rima con SUV. I brand di questo segmento abbracciano sempre di più il trend delle carrozzerie rialzate e spingono anche i marchi “generalisti” ad orientarsi  verso questa categoria. 

In generale, che si tratti di SUV o di berline, la progettazione di auto premium richiede sempre più una collaborazione stretta fra il costruttore delle vetture e quello dei pneumatici, che devono mostrarsi capaci di esaltare prestazioni e qualità dinamiche delle auto.

Pirelli ha saputo anticipare questa tendenza, diventando, con oltre 2000 omologazioni premium, leader mondiale del segmento: un modello premium su 4 nel mondo è infatti gommato Pirelli.

Che si tratti della gamma P Zero, Scorpion o anche Cinturato, la P lunga realizza pneumatici dedicati per ciascuno dei produttori di fascia alta, caratterizzati da un simbolo sulla spalla che ne indica lo sviluppo congiunto: MO per Mercedes; la stella per Bmw; AO per Audi, per citarne alcuni. 

Rispetto al pneumatico originario, i pneumatici “marcati” hanno caratteristiche distintive e specifiche nel disegno del battistrada, nelle mescole o nella struttura interna.

Tutto ciò è reso possibile da un profondo impegno nella Ricerca e Sviluppo che opera attraverso un modello di totale “Open Innovation”. Nel 2018, Pirelli ha investito in attività di Ricerca e Sviluppo il 6,1% dei propri ricavi da prodotti High Value un tasso fra i più elevati fra le aziende produttrici di pneumatici a livello mondiale.

A rendere il produttore italiano di pneumatici la scelta numero uno delle Case automobilistiche premium, oltre all’innovazione tecnologica, è anche la forza di un brand considerato a livello internazionale un’icona dell’eccellenza italiana; capace di incarnare uno stile esclusivo e di proporre dimensioni valoriali ed esperienziali uniche. Ovvero dotato di quella potenza evocativa senza la quale il premium non esisterebbe o sarebbe solo banale lusso. 

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