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Come intervenire sulla trasmissione, il cervello della bicicletta

Ecco tutti i passaggi necessari per ottimizzare le prestazioni della trasmissione della bicicletta, dove tutto deve funzionare alla perfezione

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Come intervenire sulla trasmissione, il cervello della bicicletta

La trasmissione è l'insieme di componenti e ingranaggi che trasforma le pedalate nel movimento della ruota posteriore. Una sorta di cervello della bicicletta, a cui si deve prestare particolare attenzione nella scelta e nella manutenzione di tutte le sue parti: le due ruote dentate, la catena che le collega, il cambio e i deragliatori.

In certi casi si tratta di lavori complicati, che necessitano la mano di un esperto, ma per altri interventi ordinari funziona benissimo il fai-da-te, a patto di essere ben consigliati. Ecco, con l’aiuto di Stefano Casiraghi, meccanico del Team Colpack Ballan, come intervenire sulla trasmissione della propria bicicletta.

Scelta delle componenti

«Un gruppo di trasmissione è fatto per funzionare come una sinfonia, tutto insieme e ben sincronizzato: se cambio anche un solo componente, sia esso anche una semplice guarnizione o un filo del cambio, cala la resa di tutta la trasmissione», dice Stefano, che per questo motivo raccomanda, in caso di sostituzione, di utilizzare solo pezzi originali e pensati per quel gruppo, che garantiscono una durata e delle prestazioni maggiori. In ogni caso, sul sito dei produttori esiste una carta delle compatibilità che mostra con quali trasmissioni funziona un determinato pezzo.

Regolazioni di base

Una prima operazione consiste nel verificare l'allineamento del forcellino, il piccolo supporto che collega il cambio al telaio. «Bisogna vedere che il cambio sia perfettamente perpendicolare al pacco pignoni». Ci sono degli strumenti per misurarlo, ma «è una regolazione  - spiega Casiraghi - che si può fare anche a occhio. È fondamentale perché se il cambio lavora storto, in maniera non perpendicolare ai pignoni (e quindi parallelo alla ruota, ndr), finisce con l'usurare prima le componenti e soprattutto rischia di non funzionare». In questo senso, un rumore strano del cambio potrebbe essere un'avvisaglia del mancato allineamento del forcellino.

Un altro intervento standard sul deragliatore posteriore è quello di regolare le due viti presenti sul corpo del deragliatore, dette registri di finecorsa. Questi non sono altro che fermi meccanici, il cui compito è di fermare fisicamente il cambio sugli ultimi pignoni, sia in alto che in basso, in modo che il cambio non vada oltre, facendo cadere la catena o nei casi peggiori causando la rottura del cambio stesso.

Esiste poi un registro differente, un pomello, che regola invece la tensione del filo del cambio: in senso antiorario tendo il filo, in senso orario lo smollo. «Tenendo a mente che per far salire il cambio bisogna tirare il filo, e per farlo scendere sul rapporto più lungo bisogna mollarlo, nel caso in cui il cambio faccia fatica a salire, bisogna svitare il registro, in modo che allungandosi dia più tensione al filo. Se invece il cambio fa fatica a scendere verso il rapporto più lungo, basta avvitare a sufficienza questo registro, in modo da accorciarlo e lasciare il filo più morbido».

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Usura della catena

Per verificare lo stato della catena bisogna essere davvero esperti. Per fortuna esiste uno strumento semplice ed economico, il calibro, per determinare se la catena vada sostituita, una operazione comunque necessaria oltre i 4-5mila chilometri.

Il calibro solitamente ha due indicatori, che determinano lo stato di usura, 0,75 e 1. A catena allungata, si inserisce il puntello da 0,75 nella maglia: se non entra del tutto, vuol dire che la catena non è allungata, e quindi è ancora in buono stato. Se invece entra, si deve sostituire la catena. Se entra quello da 1, significa invece che la catena potrebbe aver già danneggiato i pignoni.

Esistono poi altri tipi di strumenti che vanno infilati nelle maglie e, una volta girata un'apposita rotellina, indicano lo stato di usura con una scala numerica o attraverso diversi colori.

Cambio della catena

Per installare una nuova catena bisogna innanzitutto acquistarne una dedicata al numero di rapporti della bicicletta, compatibile con il gruppo (meglio se originale). Dopo aver rimosso la vecchia catena con lo smaglia-catena, la si stende su una superficie piana accanto a quella nuova, per misurare la giusta lunghezza di quest'ultima. A questo punto, si rimuovono le maglie in eccesso della catena nuova (sempre con lo smaglia-catena, uno strumento molto semplice da usare) e si inizia con l'installazione di quella nuova.

Conviene partire infilandola nel deragliatore posteriore e facendola passare per il pignone più piccolo e poi ruotarla attorno alla gabbia del deragliatore anteriore. Quando la catena è passata per tutto il sistema di ingranaggi, si uniscono le due estremità con lo smaglia-catena e il gioco è fatto.

I gruppi elettronici

Sono molto diffusi anche su biciclette da amatore. Ogni gruppo ha il suo metodo di regolazione e, volendo, un proprio sistema di diagnosi. Questi ultimi sono strumenti non molto economici: «Costano circa 2-300 euro, ma una volta acquistati si può verificare dal computer lo stato di usura di tutte le componenti».

Sull'interfaccia si riesce anche ad aggiornare il firmware e a fare tutte le regolazioni che uno vuole: «Si può addirittura associare ogni comando a una specifica funzione. Prendiamo come esempio un atleta paralimpico che ha bisogno di avere tutti e due i comandi sulla sinistra, perché non ha il braccio destro: con un sistema di diagnosi di un gruppo elettronico si può settare che il deragliatore sia comandato da un pulsante sulla sinistra».

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