Costruire oggi un pneumatico invernale non significa semplicemente farlo “andare sulla neve”. Significa sviluppare un prodotto in grado di funzionare in condizioni opposte e spesso inconciliabili: ghiaccio, pioggia, asfalto asciutto e temperature che cambiano rapidamente. In sintesi, significa trovare soluzioni innovative per superare i compromessi tipici dello sviluppo dei nuovi pneumatici.
UNA QUESTIONE DI COMPROMESSO
“La coperta è sempre corta”, spiega Sven Schaedler, test driver Pirelli. “Se migliori la trazione sulla neve, rischi di peggiorare il comportamento sul bagnato. Se riduci la resistenza al rotolamento, puoi perdere aderenza. Il nostro lavoro è far convivere prestazioni che per natura tenderebbero a escludersi". Il cuore dello sviluppo oggi è la virtualizzazione: prima ancora di realizzare un prototipo, il pneumatico viene testato tramite simulazioni, che riproducono mescole, deformazioni, reazioni al variare della temperatura e del fondo stradale.
IL RUOLO DELLA SIMULAZIONE
“La simulazione ci permette di capire cosa succede anche cambiando un dettaglio minimo”, raccontano in Pirelli. “Non ci basiamo più soltanto sulle sensazioni di guida: oggi possiamo analizzare i fenomeni fisici e anticiparne gli effetti”. Il risultato è uno sviluppo più rapido, meno prototipi fisici e una maggiore precisione tecnica. Ma i materiali non bastano. Il disegno del battistrada è altrettanto determinante. Il nuovo battistrada adattivo possiede una rete di micro-artigli che si deformano e si aprono su neve e ghiaccio, aumentando la trazione senza compromettere le altre prestazioni. “Oggi non innoviamo solo la chimica del pneumatico, ma la meccanica delle forme”, spiegano Sven e l'ingegnere Paolo Artesani, Site Director del Pirelli Sottozero Center. “Ogni intaglio ha una funzione precisa: drenaggio, trazione, stabilità”.
IL CAMPO DI PROVA
Quando il progetto esce dallo schermo e diventa pneumatico vero, inizia la fase più spettacolare: i test sul campo. Il cuore delle prove invernali è il Sottozero Center in Svezia, dove Pirelli può testare pneumatici su neve e ghiaccio tutto l'anno. “Possiamo provare le stesse gomme nel giro di poche ore su ghiaccio, neve, bagnato e asciutto”, spiegano dal centro prove. “È una condizione unica che ci permette di confrontare realmente il comportamento del prodotto”. Accanto ai numeri c'è il giudizio dei collaudatori. I pneumatici vengono portati al limite su piste innevate, ghiacciate e bagnate.
UNA QUESTIONE DI SENSIBILITÀ
“Noi le guidiamo oltre il limite”, racconta il collaudatore. “Dobbiamo vedere come reagiscono quando perdono aderenza e quanto sono controllabili. La sicurezza nasce anche da qui”. Lo sviluppo di un pneumatico invernale dura anni e nelle fasi finali vengono testate numerose varianti. Ogni specifica è una combinazione diversa di mescola, struttura e disegno. Il risultato è un pneumatico pensato non solo per la montagna, ma per un mondo in cui l'inverno non è più una stagione stabile. “Oggi puoi partire con l'asfalto asciutto e trovare la neve dopo pochi chilometri” spiega. “Il pneumatico invernale moderno deve funzionare sempre”.