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le manutenzioni fai da te

Quando c’è l’opportunità di dedicare del tempo all’auto, può essere utile pensare a qualche piccolo lavoro di manutenzione alla portata di tutti

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La scusa più frequente di una mancata manutenzione dell’auto è attribuita al tempo. Lavoro, famiglia, impegni vari, tutto contribuisce a sottrarre quei pochi minuti che sarebbero sufficienti per effettuare nel box sotto casa quegli interventi che non necessariamente richiedono l’opera di un meccanico. E se il “problema tempo” non ci fosse? Non è necessario essere dei professionisti del bricolage, della meccanica o dell’elettronica per trarre piacere da questa attività basta un minimo di manualità. Anche perché spesso è la legge a porre dei limiti oltre i quali gli automobilisti non possono spingersi, per motivi di sicurezza.

Bricolage sì, ma non per tutto

Esistono alcune norme nazionali che dettano le regole, come in Italia dove si stabilisce che tutte le riparazioni e i tagliandi spettano alle officine, ma escludendo dalla lista “le attività di lavaggio, di rifornimento di carburante, di sostituzione del filtro dell'aria, del filtro dell'olio, dell'olio lubrificante e di altri liquidi lubrificanti o di raffreddamento, che devono in ogni caso essere effettuate nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela dall'inquinamento atmosferico e di smaltimento dei rifiuti”. Tuttavia le possibilità vanno oltre, poiché con tutte queste ore a disposizione c’è tutto il tempo per occuparsi della carrozzeria e degli interni, con risultati che possono essere davvero gratificanti. La prima regola da seguire, prima di iniziare, è quella di consultare il libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo, dove si possono trovare tutte le informazioni in merito alle procedure e ai materiali da utilizzare.

Si comincia con le gomme

Per prendere confidenza e gusto si può partire dalle verifiche più elementari ed economiche, che hanno il potere di evitare danni gravi quanto costosi. Come il controllo della pressione e dell’usura del battistrada dei quattro pneumatici (cinque se c’è una ruota di scorta che non deve essere trascurata). Sulle auto più moderne è presente una funzione di bordo che indica la pressione dei quattro pneumatici, mentre per le altre auto è consigliabile una verifica dal proprio gommista di fiducia non appena possibile. Per quanto riguarda il battistrada è consigliata la sostituzione a 3 mm per mantenere lo standard di sicurezza. Per misurarlo esiste un metodo corretto, ma non preciso, che è quello della moneta (uno o due euro, rispettivamente per le gomme estive e invernali) posta nella scanalatura centrale.  Se invece si vuole utilizzare il controllo più scientifico, esiste l’indicatore di usura sul battistrada stesso: un piccolo tassello alto 1,6 mm (limite fissato per legge) posizionato dentro una delle scanalature principali del pneumatico all’altezza della sigla TWI (che sta per ‘Tread Wear Indicator’) indicata sul fianco della gomma.

Si continua con l’olio

Il lubrificante sulle auto moderne ha intervalli di sostituzione lunghi, tra i 15 e i 30.000 chilometri, o in alternativa ogni anno. Le scadenze sono indicate dal costruttore, talvolta ricordate dalla strumentazione di bordo, e sono assolutamente da non sottovalutare, soprattutto quelle temporali per chi usa l’auto per brevi spostamenti. Perché la marcia intermittente, con il motore che non sempre raggiunge la temperatura ideale, è la più stressante per l’olio, che si deteriora di più.

OK il livello è giusto

Il rabbocco è un’operazione semplice, perché il tappo si identifica facilmente, è largo, e raggiungibile senza difficoltà. Bisogna però fare attenzione a non superare il limite, perché si potrebbero generare danni al motore, partendo da un intasamento dell’airbox. Non bisogna quindi riempire fino all’orlo il bocchettone, il livello ideale è indicato da una tacca sull’astina, che deve essere estratta e reinserita più volte nel basamento per verificare la giusta quantità.

È ora di cambiare

Un po’ più complesso è sostituire completamente l’olio, poiché il tappo sulla coppa del motore per lo scarico è raggiungibile agevolmente solo se l’auto è su un ponte in officina. Con un po’ più di fatica si svita anche sdraiandosi sotto l’auto, ma sono fondamentali due elementi: una chiave di buona qualità, per non spanare l’esagono della vite, e avere l’auto su un fondo piano, per favorire il completo svuotamento. Lo scarico si effettua a motore caldo, svitando lentamente il tappo e inserendo sotto il foro un contenitore adeguato. Una volta ultimato lo scarico, si riavvita il tappo, dopo averlo pulito e sostituito la guarnizione in rame. La quantità da inserire è quella indicata sul libretto di uso e manutenzione.

Smaltimento responsabile

Ma attenzione, come precisa la legge, l’olio esausto è considerato un rifiuto pericoloso; se è smaltito in modo scorretto o usato impropriamente è a tutti gli effetti un potentissimo inquinante. Quattro chili di lubrificante versati in acqua, infatti, contaminano una superficie pari a un campo di calcio. Per questo motivo non può essere versato in un tombino, lo smaltimento deve essere effettuato attraverso i centri dell’apposito consorzio di recupero, portando il contenitore sigillato in una discarica autorizzata. Questo è solo il primo esempio di come si può dedicare il tempo libero alla propria auto, ma se c’è la volontà c’è davvero molto da fare.

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