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A qualcuno piace caldo

Mentre due blogger di Pirelli si mettono alla guida di una Bentley Convertible per spostarsi da Los Angeles a Las Vegas, il giornalista Will Hide si occupa della parte più dura del viaggio: la traversata in auto della Death Valley

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A qualcuno piace caldo

Come insegna il brand marketing, il nome “Death Valley (Valle della Morte)” è un vero e proprio colpo da maestro. Di sicuro è in grado di suscitare brividi di paura nei turisti che programmano un viaggio nella California orientale. Saremmo disposti ad allacciare le cinture e ad allontanarci velocemente dalle nostre vite ossessionate da salute e sicurezza se la valle si chiamasse, ad esempio, Valle del Sole?

A qualcuno piace caldo

Persino chi tra noi è più avverso al rischio, desidera, a livello inconscio, provare di tanto in tanto qualcosa di avventuroso: fuggire dalla quotidianità, dal lavoro, dalla scuola, dalla spesa, dalle lezioni di tennis e dal cane che deve andare dal veterinario. 

Allora andiamo. Alziamo l'aria condizionata, prendiamo con noi un bel pò di acqua e guidiamo verso il punto più in basso, più arido e più caldo dell'America del Nord. Prendiamo la I-15 a nord di Los Angeles, proseguiamo lungo la Mojave National Preserve, oltrepassiamo Tecopa, le dune di sabbia e le montagne e impostiamo il GPS per Furnace Creek.

Proprio dentro l'inferno
Per i pionieri che attraversarono questa parte della California attorno al 1840, alla ricerca dell'oro, le cose non furono così semplici. In questo paesaggio desolato e dimenticato da tutti, hanno probabilmente creduto che avrebbero incontrato il Creatore; da qui l'edificante nome Valle della Morte. 

Come biasimarli? A 86 metri sotto il livello del mare, la Valle della Morte detiene il record di temperatura più alta in assoluto nel mondo, 56.7°C registrata oltre un secolo fa.

Non vogliamo essere irrispettosi:  nella Valle della Morte si muore davvero e i titoli dei giornali non mancano di sottolineare le notizie di questo tipo. “Trovato il corpo senza vita di una donna di Las Vegas nel Parco nazionale della Valle della Morte”; “Attore di Harry Potter trovato morto nella Valle della Morte”; “Turista francese muore nella Valle della Morte dopo essere scesa dal bus a causa dell'elevata temperatura di 46 °C”. 

Vale la pena di agire con buon senso, quindi non dimentichiamo una buona scorta di acqua, protezione solare e un cappello, ed evitiamo di stare all'aperto nelle ore centrali della giornata. E soprattutto, assicuriamoci che la nostra auto sia in buone condizioni, soprattutto gli pneumatici. Cambiare una gomma a mezzogiorno di una torrida giornata di agosto non è di sicuro uno dei momenti più divertenti che possiamo augurarci. Non dimentichiamo poi di portare scarpe robuste: la temperatura del terreno potrebbe addirittura fondere le solette ... e non solo quelle.

Reinvenzione e redenzione 
L'America è un paese che si basa sui miti, sugli eroi e sulla possibilità di fuga, e guidare lungo la Valle della Morte dà forza all'idea, attraversando località con nomi quali Badwater e Devil’s Golf Course, dove il sale si accatasta e forma collinette ondulate e frastagliate nel fondovalle. (Non lontano, non lasciatevi sfuggire il tramonto presso l'Artists’ Drive, quando il sole fa scintillare le ceneri vulcaniche e i minerali. È un posto che Madre Natura sembra avere creato appositamente per Instagram.)

Gli Stati Uniti sono anche il luogo degli ampi spazi aperti, dove un uomo potrebbe montare in sella al cavallo, dirigersi verso occidente e iniziare una nuova vita. Ora che l'auto ha sostituito il cavallo, non c'è da meravigliarsi del fatto che essa regni ancora sovrana, creando le basi dell'immagine di sé dell'America. Il viaggio che attraversa il paese è un vero e proprio rito di passaggio, il compimento della maggiore età, senza genitori e senza preoccupazioni. Ed proprio quello che rappresenta per molti giovani californiani, che, dopo avere conseguito la patente di guida, si inoltrano nella Valle della Morte, andando o rientrando da Las Vegas.

Nel parcheggio della locanda di Furnace Creek ho incontrato Cole, 21 anni, che dal college di Boulder, in Colorado, si dirige verso Irvine, California, a bordo della Toyota della madre. “Avrei potuto prendere l'aereo, ed avrei speso pure di meno” mi spiega con tono pacato mentre allontana con una mano un insistente insetto che gli ronza attorno. “Ma se ci voli sopra, non la capisci. Volevo infatti fermarmi ed esplorare, camminare e sentire il terreno sotto i piedi, percepire il forte calore. È un'esperienza in cui rinunci alle tue comodità,  in cui ognuno di noi le mette da parte."  

Senti il calore 
Cole ha ragione. A pochi minuti dai comfort rassicuranti dell'hotel, mi accorgo che ho già la gola secchissima. Mi sembra quasi di sentire la pelle delle gambe che si screpola.  Credo proprio che aspetterò il tardo pomeriggio per fare un'escursione nel Desolation Canyon. Anche se l'acqua che ho con me è già tiepida, la ingollo con la stessa foga del primo respiro di chi è stato tanto sott'acqua senza potere respirare.

Nonostante il nome, la vita qui prospera, soprattutto al di fuori degli impegnativi mesi estivi. La neve a volte ricopre le cime delle montagne, mentre le piogge primaverili danno nuova vita ai fiori selvatici e riforniscono le oasi sparse nella valle. Allontanandoci, magari mentre ci dirigiamo verso le luci di Las Vegas per sfidare la fortuna al tavolo di blackjack, potremmo incontrare coyote, lepri e pecore selvatiche. Ma è forse un soffio di vento quello che ho sentito chiudendo la portiera dell'auto, o è il fruscio di un velenoso crotalo ceraste? Speriamo che il rumore provenga da fuori. Ora guidiamo con prudenza.

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