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Un test lungo quanto l'Equatore

Quasi 9000 giri spalmati in otto giorni ripartiti su due settimane: la Formula 1 ha messo la quinta

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Un test lungo quanto l'Equatore

Questo è il bilancio, in termini di percorrenza, dei test pre-campionato effettuati nelle ultime due settimane sul circuito di Montmelò, a nord di Barcellona. Facendo la media algebrica, ognuno dei 22 piloti scesi in pista (ognuno ha guidato in media quattro giornate) ha coperto oltre sei volte la distanza che a metà maggio caratterizzerà il Gran Premio di Spagna, quinta gara del Mondiale. Se ragioniamo in grande, i quasi 9000 giri significano poco meno di 42.000 km in totale: qualcosa in più della lunghezza dell’Equatore terrestre. O, se si preferisce, 2,6 volte la distanza aerea fra il centro d’Europa e Melbourne, dove a metà marzo la Formula 1® sbarcherà armi e bagagli per dare il via, domenica 20, al Mondiale 2016.

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Perché è a Melbourne che ora la Formula 1® guarda. Melbourne come prima delle 21 pagine di una stagione iridata che si concluderà soltanto a novembre, ad Abu Dhabi, dopo otto Gran Premi in Europa e 13 (se il campionato non perderà i pezzi sotto gli attacchi di una crisi che ormai non risparmia più nemmeno il Circus) fuori continente. Un viaggio continuo, un saltabeccare verso il Sud e poi l’Est e quindi l’Ovest. Dopo di che -conclusa a settembre una stagione europea ormai contratta ai minimi termini- nuovamente Est, Ovest e Sud del mondo. Un eterno decollare e atterrare, ma soprattutto montare e smontare e rimontare monoposto e container, casse e casse di materiale tecnico e computer e ognuna delle diavolerie tecnologiche senza le quali, oggi, la Formula neanche esisterebbe.    

Tutto questo lavorìo infinito vivrà da qui a una settimana uno dei suoi momenti più delicati e complessi. Già venerdì in tarda serata, una lunga serie di Tir lascerà il circuito e prenderà l’autostrada verso nord, direzione Francia. I mezzi della Ferrari costeggeranno il Mediterraneo fino a Nizza, quindi Liguria e arrivo a Maranello. Quasi per tutti gli altri seguirà il (lungo) attraversamento della Francia: neppure i severi limiti del traffico transalpino sono in grado di fermare i trasporti da e per un evento sportivo, proprio come accade per i camion che trasportano pesce e verdure. Quindi il tunnel sotto la Manica ed ecco, presumibilmente nella notte fra sabato e domenica, l’agognato arrivo in Terra d’Albione, con consegna di tonnellate di materiale tecnico nelle rispettive sedi dei team, quasi tutti situati i nord di Londra. E lì, al riparo da occhi indiscreti, inizierà, o meglio si completerà una vera e propria kermesse tecnica e tecnologica.

Le monoposto test utilizzate nei test spagnoli sono le prime realizzate in specifica 2016. Quindi le più pesanti, le più suscettibili a verifiche e cambiamenti. Quasi tutte non verranno quindi inviate in Australia: al primo GP andranno telai realizzati più tardi rispetto ai primi utilizzati in Spagna; e questi telai più giovani mostreranno quasi sempre modifiche frutto proprio delle prove conclusesi in questi giorni. Ma una montagna di materiale proveniente dalla Spagna sarà comunque da analizzare nel più minimo dettaglio: scoprire i segni di affaticamento e gli eventuali difetti sarà basilare per volare agli antipodi con il cuore abbastanza tranquillo. Ecco perché la settimana fra il 6 e il 13 marzo sarà una kermesse per tutti i team. Anzi: mezza settimana, a dire molto. Perché già il giovedì notte queste tonnellate di materiale dovranno essere rinchiuse nei container e inviate ai rispettivi aeroporti di partenza. Da lì un volo interminabile le porterà in autodromo a Melbourne, dove dovranno sbarcare al massimo entro domenica 13.
Tutto questo vale in parte anche per Pirelli. Quest’anno saranno disponibili in prove e gara pneumatici di tre tipi di mescola, anziché i due in vigore fino a fine 2015. Pirelli sa da molte settimane il totale delle gomme per tipo da portare a Melbourne, sulla scorta delle scelte che ogni team ha comunicato alla Federazione Internazionale. Ma la ripartizione per monoposto (e quindi per pilota) verrà comunicata soltanto all’inizio della settimana precedente quella del Gran Premio. Il lavoro di preparazione, assegnazione e distribuzione si aggiungerà quindi all’analisi tecnica che i nostri ingegneri saranno chiamati a effettuare sulla scorta dei dati accumulati nei test spagnoli. 
Ecco perché i test a Barcellona sono stati lunghissimi, più dell’Equatore. Ma sono soltanto il primo passo di una stagione infinita, che inizia adesso. Anzi: che è già iniziata. 

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