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Sognando il mare: 5 curiosità sul mondo della vela

5 curiosità illustrate sul mondo della vela: dall’osmosi con l’aeronautica alla scoperta della Vitamina C

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Sognando il mare: 5 curiosità sul mondo della vela

Da quest’anno Pirelli ha legato il suo nome all’Emirates Team New Zealand impegnata nella 35esima edizione dell’America's Cup. “Water is just another road” e, come ogni strada, anche il mare porta con sé curiosità che anche gli appassionati possono non conoscere.

In queste 5 illustrazioni raccontiamo il mondo della vela con un punto di vista inedito.

L’osmosi tra il mondo degli aerei e quello della nautica è sempre stata evidente: ci sono stati momenti in cui la nautica ha sperimentato soluzioniche poi sono state impiegate altrove.

Il carbonio, ad esempio, è l’elemento che accomuna le barche dell’America’s Cup e gli aerei.

Non tutti sanno che la scoperta della Vitamina C è da attribuire alle marine militari all’epoca dei grandi vascelli, con a bordo migliaia di persone di equipaggio.

La maledizione dei marinai era lo scorbuto, una malattia che causava gonfiore alle ossa, febbre, anemia, dolori muscolari, per la mancanza di verdura e frutta fresca nell’alimentazione.

Nel 1747, James Lind, chirurgo della marina reale, ispirato dal lavoro di un altro medico inglese, John Woodall, aggiunse al rancio quotidiano di alcuni marinai colpiti dallo scorbuto una porzione di arance e lime, e osservò che questa nuova dieta migliorava la loro salute.

Rispetto al tradizionale abbigliamento da barca, con pantaloni corti, polo e le famose scarpe da vela, oggi ci dobbiamo districare in un mondo di protezione che fa somigliare i velisti agli automobilisti.

Abbigliamento tecnico, che si asciuga facilmente, che non pesi troppo addosso, che dia libertà nei movimenti e che impedisca di scivolare sullo scafo durante le operazioni: l’evoluzione della tenuta da vela si è incentrata molto di più sulle performance e sulla massima resa “in pista”.

Rispetto alla Coppa America che abbiamo conosciuto con i motoscafi, è tutto estremamente più rapido e veloce: all’equipaggio è richiesta una fisicità maggiore, letteralmente più atletica.

Proprio in quest’ottica l’Emirates Team New Zealand ha introdotto la "pedal power revolution”: i grinder sull’imbarcazione sono girati da ciclisti per dare maggiore velocità e potenza alla produzione dell'energia necessaria per i sistemi idraulici rispetto al tradizionale movimento a braccia.

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Il vento è la materia prima del velista: capire da dove arriva, come sfruttarlo per muovere la barca, fare una previsione solo guardando il cielo è la sua principale abilità.

Tra i componenti più anziani dell’Emirates Team New Zealand, c’è Roger Badham, che ha studiato per 10 anni meteorologia all’università, e che proprio tra i kiwi svolge la funzione di meteorologo.

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