race

Quando Lada creò
una supercar

L'industria automobilistica russa, a lungo snobbata, custodisce segreti sorprendenti nell'ambito del Motorsport

Quando Lada creò
una supercar

Il cuore di Lada
A circa 1300 chilometri da Sochi, quindi ad un tiro di schioppo secondo i parametri russi, troviamo la città di Togliatti, famosa soprattutto per essere la patria di Lada.
Togliatti è la città di Lada in tutto e per tutto. Qui vi lavorano circa 66.000 persone, accomunate da un profondo senso di lealtà nei confronti dell'azienda e gli uni verso gli altri. Quando, nel 2008, l'azienda fu colpita dalla crisi finanziaria globale, il Presidente di Lada, Igor Komarov, scrisse a ciascun dipendente spiegando che sarebbe stato possibile evitare gli esuberi forzati a condizione che ognuno di loro accettasse una piccola riduzione del proprio stipendio. Furono tutti d'accordo, tranne 27.
La città prende il nome da Palmiro Togliatti, il leader del partito Comunista Italiano dal 1927 fino al 1964, anno in cui morì. Togliatti, un forte simpatizzante dell'Unione Sovietica, svolse un ruolo importante nel promuovere la collaborazione tra Avtovaz (una controllata di Lada) e Fiat. Da qui la città che era originariamente chiamata Stavropol sul Volga fu ribattezzata Togliatti.

La Rivoluzione Russa
Sulla Rivoluzione Russa si sa molto.  Ma ciò che invece rimane in ombra è il reparto dei progetti speciali. Nascosta in un deposito a Togliatti si trova un vera e propria auto sportiva chiamata Lada Revolution 3, progettata per essere la prima supercar russa in assoluto. Essa è stata realizzata completamente dall'azienda russa, con l'intento di offrire ai patriottici appassionati russi di automobilismo un'auto creata in patria con un look assolutamente avveniristico. 
Osservatela attentamente: da certe angolazioni assomiglia un pò a una Ferrari. Si tratta di un modello unico alimentato da un motore turbocompresso da 2 litri, presentato in occasione del Salone Automobilistico di Parigi del 2008 come concept car. Al momento sta prendendo polvere, ma è un'auto vera e propria in grado di funzionare perfettamente.  Il sogno sta per diventare realtà, 
ed è un sogno che ha pure un autentico pedigree sportivo.  La concept car ‘Lada Revolution’, culminata nell'auto sportiva da strada, è in realtà partita in occasione della serie monomarca in Russia, utilizzando prototipi sportivi su misura alimentati da motori da competizione Lada.
La serie in questione è il Campionato Lada Revolution, nel quale Vitaly Petrov ha gareggiato nel 2004 e nel 2005, quando si è aggiudicato il titolo.  Petrov è poi passato alla Formula Uno, dove ha gareggiato dal 2010 fino alla fine del 2012 come primo pilota russo e dove ha potuto assistere al sorgere dell'attuale era Pirelli.

Il debutto di Lada nell'automobilismo
Sappiamo che il primo Gran Premio di Russia si è disputato nel 2014, ma la prima autovettura sportiva a marchio Lada lo ha anticipato di quasi 45 anni. Si trattava di un'auto da rally basata sulla 2101 (una rivisitazione della Fiat 124) che partecipò al Campionato Rally russo. Tuttavia, il momento di svolta fu il 1971, quando la stessa auto fece il suo debutto internazionale partecipando al Tour of Europe e vincendo la classifica dei team.
Nel corso degli anni '70 Lada partecipò sporadicamente alle gare, anche se uno speciale reparto dedicato alle competizioni fu creato solamente nel 1977: fino ad allora era essenzialmente un gruppo di volontari che dedicavano il proprio tempo libero ai progetti speciali. 
All'epoca, comunque, il design Fiat degli anni '60 era già ampiamente superato. Il rally team di Lada ha in seguito fondato la propria attività sulla nuova Samara, con una forte presenza alle gare regionali e internazionali, soprattutto nei paesi del Blocco Sovietico. E la Samara è stata la prima automobile da rally di Markko Martin. 
Nel frattempo Lada ha partecipato anche a diversi rally raid: prima con l'iconica Niva 4x4 e poi con un prototipo, che pure fu realizzato partendo proprio dalla Samara. La Niva si aggiudicò il secondo posto al Rally di Dakar nel 1982 e nel 1983, mentre nel 1981 arrivò terza. La Niva è stata anche la prima vettura a raggiungere il Polo Nord: un record stabilito da Lada nel 1998 e ripetuto nel 1999. La Samara ha riscosso un successo più blando. 
Attualmente l'attenzione principale a livello di gare per Lada è il World Touring Championship, al quale partecipano tre esemplari della nuovissima Vesta. In occasione di una delle più recenti gare di quest'anno, in Slovacchia, il pilota olandese Nick Catsburg (che ha vinto anche l'edizione del 2015 della 24 ore di Spa su una BMW gommata Pirelli) ha portato la vettura sul podio.
Il sottinteso è chiaro: Lada ha il potenziale per vincere gare e per fungere da trampolino di lancio per giovani piloti di Formula Uno. Nessuno avrebbe mai immaginato che una società nata nel fiore del Comunismo dalla rivisitazione di datatissime Fiat degli anni '60 e salvata dalla bancarotta in più di un'occasione sarebbe stata in grado di creare tutto ciò.
Forse perchè in Russia l'orgoglio nazionale per le imprese del team Lada è altissimo e perchè Lada sta vendendo la nuovissima automobile Vesta Sport ad un ritmo di gran lunga maggiore rispetto a quante ne riesca a produrre. È una vettura sportiva di Lada a pieno titolo,  l'ultimo capitolo di una storia iniziata con la Revolution 3, poco apprezzata ed abbandonata a se stessa. 

Il presente e il futuro 
Nonostante i notevoli cambiamenti, il marchio Lada rimane saldamente ancorato alla tradizione russa.  In altre parole, la maggior parte della popolazione russa guida una Lada, come è possibile osservare se andiamo a vedere una qualsiasi gara del Gran Premio di Russia.  Per ogni oligarca russo che posta video su You Tube sfrecciando a bordo della sua Lamborghini nel circuito di Mosca, vi sono migliaia e migliaia di normalissime persone russe che guidano vetture Lada, con diversi livelli di competenza, controllo tecnico, modernità e qualità. 
A Togliatti la sede è sormontata da una statua a forma di barca che rappresenta il logo di Lada, poichè in russo la parola ‘lada’ significa appunto ‘barca’, oltre a essere un nome da donna che più o meno significa ‘Dea della bellezza’. A voi la scelta.  
Gli edifici sono rimasti essenzialmente quelli del 1966, quando la guerra fredda era all'apice e il primo missile Soyuz fu lanciato nello spazio.
Tuttavia, ciò che vi troviamo all'interno è molto diverso.  L'originale Lada Revolution aveva un nome realmente profetico.

Lada Supercar
Continua a leggere
Storie Correlate
Product info
Tutto il meglio della tecnologia Pirelli
Scopri il nuovo P Zero
Find
Scegli il prodotto perfetto per te
Vai al configuratore
race