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Pirelli Aragón Round,
il Campionato Superbike entra nel vivo nel profondo della Spagna

Al MotorLand si uniscono la modernità di Tilke e un paesaggio antico tutto da scoprire. Magari in moto, tra villaggi e colline

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il Campionato Superbike entra nel vivo nel profondo della Spagna

Il Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike sbarca in Europa per il terzo round del 2016, di cui Pirelli sarà Main Event Sponsor: per la sesta volta consecutiva il tracciato MotorLand Aragón, progettato da Hermann Tilke e inaugurato nel settembre 2009, ospiterà le avvincenti ed entusiasmanti sfide delle derivate di serie.

Il MotorLand è un complesso integrato nell’area urbana di Alcañiz, cittadina di oltre 16.000 abitanti ad un centinaio di chilometri da Saragozza, in un luogo profondamente segnato dai secoli dove si fondono culture diverse e scenari naturalistici mozzafiato: i dintorni della città, ad uno primo sguardo brulli e irti, offrono invece numerose occasioni per scoprire le bellezze di un territorio turisticamente ancora poco frequentato – a differenza delle città più importanti della Penisola Iberica – ma al contempo con un grande fascino ed una tradizione radicati nel tempo. Che valgono un giro in motocicletta.

A pochi minuti di distanza dall’ingresso principale del circuito MotorLand si trova la splendida riserva di La Estanca, il cui patrimonio naturalistico è di grande prestigio: formatasi da un ramo del río Guadalope, La Estanca presenta elementi faunistici (tra cui il famoso osservatorio ornitologico) e botanici davvero unici nel loro genere. Adiacente a La Estanca si trova Las Saladas, un’estesa salina il cui aspetto caratterizza fortemente i dintorni della cittadina di Alcañiz. Da non perdere il famoso Monumento al Tambor, opera dell’artista José Gonzalo Vives (1929-2010) e simbolo delle radicate tradizioni locali. Si tratta della scultura di un suonatore di tamburo, figura tipica della cultura aragonese, realizzata con caratteri marcatamente geometrici e sovrastante un basamento con i principali monumenti della cittadina. Un vero e proprio tributo al proprio territorio!


Nascosto tra le pendici si scorge inoltre il complesso di Val del Charco, un sito archeologico di enorme rilevanza per la datazione dell’insediamento umano nell’est della Spagna scoperto nel 1913 e divenuto patrimonio dell’UNESCO nel 1998: le 150 pitture rupestri riportate alla luce, la cui origine è riconducibile a quella di un luogo sacro deputato ai rituali religiosi, rappresentano principalmente attività di caccia e vita quotidiana.


Una visita turistica nei dintorni del MotorLand non può trascurare le bellezze artistiche del borgo di Alcañiz, fondato nel 1157 da Ramon Berenguer nei pressi dell’antico insediamento arabo di Alcanit.  


Una forte espansione territoriale sotto l’egida dell’Orden de Calatrava, una congregazione religiosa e militare, ha accompagnato la crescita del borgo durante il Basso Medioevo: i simboli tuttora visibili della potenza e del prestigio della cittadina sono la Torre Gotica e il castello calatravo, parzialmente distrutto nel corso del XVIII secolo.


Con la sua trasformazione in ciudad, avvenuta nel 1652 sotto Felipe IV, Alcañiz si è trovata alla guida di un’area geografica con una forte impronta folkloristica e tradizionale: tipici del territorio sono prodotti artigianali, in particolar modo collegati all’arte ceramica, oleari ed eno-gastronomici.


Durante l’Ottocento la regione aragonese, in particolar modo la zona che attualmente ospita il MotorLand, ha avuto un forte impulso nello sviluppo di industrie a carattere tessile che ha portato alla nascita di un parco industriale e alla necessità della costruzione di una ferrovia che collegasse il centro di Alcañiz a Saragozza e Terragona. All’impronta culturale si lega anche l’amore verso i motori, elemento assai caratterizzante la zona: con la realizzazione del MotorLand si è infatti giunti al compimento di un sogno iniziato mezzo secolo fa, quando Joaquín Ripollés diede vita al primo Gran Premio di Alcañiz su circuito cittadino. La necessità di raggiungere elevati standard di sicurezza ha portato negli anni Novanta alla volontà di realizzare una struttura integrata e polifunzionale dedicata al mondo delle due e quattro ruote, confluita poi nello splendido tracciato ospitato oggi dalle rosse pendenze aragonesi.

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