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Lo spettacolo dell’America’s Cup

Una storia di sfide tra uomini, imbarcazioni e tecnologia lunga 166 anni. Nel 2017 ci sarà anche Pirelli con Emirates Team New Zealand

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Lo spettacolo dell’America’s Cup

Adrenalina pura! Questa è l’essenza della 35ma edizione dell’America’s Cup, in programma alle isole Bermuda dal 26 maggio al  25 giugno. Nella sfida sportiva più antica del mondo, addirittura precedente alle Olimpiadi moderne, sei team di diversi paesi si affronteranno sulle barche a vela tecnologicamente più avanzate e che, per essere letteralmente domate, hanno bisogno di un equipaggio di superuomini, le cui doti atletiche saranno messe a dura prova da sfide estreme. 

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L’Americas Cup è innanzitutto una competizione di design e ingegneria: le imbarcazioni in acqua sono l’apice della tecnologia. Da sempre il regolamento della Coppa America ha spinto lo sviluppo tecnologico per realizzare le barche a vela più veloci di sempre. 

Le barche appartengono alla nuova “America’s Cup Class”: catamarani di 15m di lunghezza, con 6 uomini di equipaggio e una superficie velica che arriva sino a 101 mq.  Quando il vento soffia a poco più di 6 nodi, i catamarani si sollevano sull’acqua appoggiandosi su esili ali di carbonio (foil), controllati da lunghi timoni (rudder). 

Volando letteralmente sui foil, le imbarcazioni possono raggiungere i 50 nodi (la velocità di un aliscafo di linea) rendendo le regate delle vere competizioni di velocità: insomma la Formula 1 del mare.

La Storia della  Coppa America
Nell’agosto del 1851 il New York Yacht Club britannico sfidò il Royal Yacht Squadron in un percorso intorno all’Isola di Wight. Il primo partecipò con 14 imbarcazioni, il secondo con la schooner (veliero a due o più alberi) “America”. “America” vinse con 8 minuti di distacco sulla prima imbarcazione britannica, “Aurora”.

Originariamente il trofeo fu chiamato Coppa delle cento ghinee, ma dopo la vittoria degli americani, fu ribattezzata America’s Cup. La marina britannica visse la sconfitta come un affronto e negli anni successivi cercò di riportare la Coppa in Gran Bretagna senza mai riuscirci. Gli americani rimasero imbattuti per ben 132 anni.

Nel 1983 gli sfidanti furono sei: l’Australia con tre imbarcazioni, il Regno Unito, l’Italia, la Francia, il Canada. Per la prima volta gli sfidanti si contesero il posto in finale contro gli Stati Uniti in una serie di regate eliminatorie. Alla finale giunse Australia, che, clamorosamente, sconfisse anche gli americani, portando via la coppa dalle loro mani, per la prima volta dopo 132 anni. 

Gli americani riportarono a casa la coppa nell’edizione successiva. La sfida tra defender  e challenger nel corso degli anni divenne una sfida tecnologia, dove l’interpretazione del regolamento divenne una parte fondamentale dello sviluppo delle barche. Si arrivò fino in tribunale per stabilire se le barche fossero regolari o meno. Finalmente nel 1992 venne introdotta la International  America’s Cup Class, che rimase in vigore sino al 2007. In quegli anni si alternarono come vincitori America Cubed, Team New Zealand, la svizzera Alinghi. Con Alinghi, la Coppa America tornò in Europa nel 2003, per la prima volta dopo l’edizione originale del 1851.

Nel 2010 Alinghi perde la Coppa America, che ritorna negli Stati Uniti, grazie a BMW Oracle Racing che la difende nell’edizione successiva contro New Zealand. Incredibile la rimonta dell’equipaggio americano, che, ribaltando un parziale di 8 a 1, vince per 9 regate a 8. 

Il torneo 2017
La formula dell’Americas cup, prevede un primo girone eliminatorio a cui partecipano tutti i team in competizione, sfidanti  - Artemis Racing (SWE), Emirates Team New Zealand, Groupama Team France, BAR  Land Rover (UK), Softbank Team Japan - e difensore  - Oracle Team USA - . 

Dal girone eliminatorio escono solo 4 team che accedono ai play-off, mentre il difensore va direttamente in finale.  I play-off sono composti da due semifinali e una finaleil cui vincitore sarà lo sfidante di Oracle Team USA. Nota regolamentare: se il team che si aggiudica l’iniziale girone eliminatorio raggiunge la finale di Coppa America, parte con un vantaggio di 1 punto nella classifica di regate vinte. Il primo team a raggiungere 7 punti, sarà il vincitore della 35ma edizione dell’America’s Cup.

Lo spettacolo dell’America’s Cup 1

La sede
Visto l’articolato regolamento di competizione, ecco qualche informazione in più sulla sede della 35ma Coppa America: Bermuda, isola situata 600 miglia al largo dalla costa degli Stati Uniti, nell’Oceano Atlantico.  Bermuda ha vinto una seleziona che vedeva in gioco Chicago, San Diego e New Port nel Rhode Island. Avversari notevoli soprattutto per la facilità con cui possono essere raggiunti e per le infrastrutture già presenti. 

Allora perchè la scelta di un’isola a 600km dalla costa?

I motivi non sono pochi: innanzitutto  la possibilità di creare un villaggio per i team partecipanti. Alle Bermuda le sei squadre sono ospitate fianco a fianco nella stessa area. Solo a Valencia 2007 si riuscì a fare lo stesso. L’idea degli organizzatori è di creare una sorta di paddock, come nelle corse automobilistiche, dove fan, giornalisti e addetti ai lavori, nello stesso momento e nello stesso luogo, possono incontrare i protagonisti delle regate. 

Inoltre c’è il campo di gara: alle Bermuda è stata individuata una baia naturale, “Great Sound”. I punti di osservazione sono molteplici anche dalla terra ferma e non solo dalle imbarcazioni di supporto dei team e dell’organizzazione. 

Anche le condizioni metereologiche hanno svolto un ruolo fondamentale nella scelta delle Bermuda. Le condizioni di vento sono ideali per rendere spettacolari le regate dei catamarani classe America’s Cup. Tutti i team si sono dimostrati entusiasti delle condizioni di vento trovate a “Great Sounds” durante la fase di preparazione e i test match. 

Infine, il fuso orario delle Bermuda permette di seguire ad orari piuttosto comodi le regate sia in Europa che negli Stati Uniti. Sicuramente meno per Emirates Team New Zealand. Ma loro sono gli avversari da battere e l’organizzazione dell’evento è in mano al detentore della coppa! 

I Team
Partiamo dai detentori della Coppa: Oracle Team USA. Hanno vinto l’edizione del 2013 a San Francisco, con una epica rimonta sul Team New Zealand: sotto di 8 vittorie a 1, si sono aggiudicati la competizione con un clamoroso 9 a 8. Sono ancora i favoriti dell'edizione 2017 e in tanti si aspettano la versione velica della “triplete”. Se infatti vincessero l’edizione 2017, sarebbero l’unico team ad essersi aggiudicato il trofeo per tre volte consecutive, avendolo vindo già nel 2010. Lo skipper è australiano, Jimmy Spithill.

Ben Ainslie Racing(BAR) Land Rover è il team britannico, fondato nel 2014 vorrebbe portare la coppa nel Regno Unito per la prima volta dalla regata inaugurale del 1851. Durante le regate delle World Series, Bar Land Rover ha sconfitto in modo netto gli altri team. Per questo è considerata una delle teste di serie dell’America’s Cup 2017. Partiranno con 2 punti di vantaggio nel girone eliminatorio delle Bermuda. 

Nota: Ben Ainslie era lo skipper che ha guidato la rimonta di Oracle Team USA nel 2013.

Emirates Team New Zealand, di cui Pirelli è per la prima volta orgoglioso sponsor, è un simbolo per la Nuova Zelanda, paese in cui la vela è lo sport più praticato. Tutti parlano di ETNZ per l’introduzione innovativa e clamorosa dei verricelli a pedali. E tra chi dovrà spingere c’è anche la medaglia olimpica di ciclismo (bronzo a Londra 2012 nel keirin, una specialità del ciclismo su pista) Simon van Velthooven, ingaggiato come “motore” e trasformato in velista. Lo skipper è l’australiano Glenn Ashby.

Artemis Racing Sweden ha vinto tutte le regate di test svoltesi alle Bermuda dopo aver vinto anche il turno delle World Series tenutesi a Great Sounds. Il loro esordio nel 2013 fu purtroppo oscurato dalla morte di un membro dell’equipaggio, Andrew Simpson, a causa del ribaltamento del catamarano durante una fase di test e preparazione. La barca è guidata dallo skipper australiano Nathan Outteridge.

Softbank Team Japan sono  debuttanti dell’America’s Cup. Lo skipper, Dean Barker,  è un veterano della competizione con oltre 20 anni di esperienza. Era però lo skipper di Team New Zealand nella competizione del 2013. 

Groupama Team France guidati dallo skipper Franck Cammas, partecipano per la prima volta alla Coppa America. Sono considerati degli outsiders: gli scommettitori li danno 40 a 1. Nota: Cammas è reduce da un incidente che gli ha quasi staccato un piede durante una regata di test nel 2015.

Pirelli
Pirelli è sponsor ufficlae di Emirates Team New Zealand. In particolare colora i lunghi timoni del catamarano neozelandese di rosso e giallo e li firma con l’iconico logo di P Zero. Non è una scelta casuale: i timoni del catamarano permettono il controllo dell’imbarcazione e sono il risultato di un’avanzata ricerca tecnologica, nei materiali e nelle forme, per assicurare il massimo delle prestazioni dell’imbarcazione. Proprio come fa il  pneumatico P Zero sulle vetture sportive per cui è costruito. Colore e tecnologia, P Zero Color Edition e Pirelli Connesso, la rivoluzione che Pirelli ha portato nel mondo degli pneumatici nel 2017.

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