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Kiwis and sailboats

In Nuova Zelanda, l'industria nautica è la prima del Paese, e l'intera nazione è legata a doppio filo alla vela. Un legame che ha una lunga storia

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Kiwis and sailboats
Kiwis and sailboats 1

I kiwi e la barca a vela, si sa, sono una cosa sola: dove c’è una regata importante, c’è di sicuro un neozelandese a bordo, che sia al timone, in cantiere, o dietro il computer ha poca importanza. C’è. 

Chi arriva a Auckland viene accolto dal benvenuto nella City of Sails, perché la vela è ovunque. La bravura in barca neozelandese non è leggenda: affonda le sue radici in una profonda interazione tra la vela da competizione e cantieri, che ha consentito ai cantieri di diventare i più bravi nella costruzione di alta tecnologia. In Nuova Zelanda dichiarano che l’industria nautica è la prima del Paese, con due miliardi di dollari di fatturato. La storia di Giro del Mondo e della Coppa America è legata a costruttori come Cookson e Marten Marine, che hanno insegnato a quasi tutto il mondo a fare le barche di carbonio. A Auckland c’è uno dei produttori più importanti di alberi di carbonio, Southern Spars, che ha fornito numerosi team di Coppa.

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Quando nasce questa tradizione? Bisogna andare indietro agli anni Ottanta, quando il progettista Bruce Farr ha iniziato a esportare i suoi progetti e con quelli i velisti neozelandesi hanno iniziato a vincere su tutti i campi di regata. La prima storica partecipazione alla Coppa America è in Australia nel 1987, per la precisione a Perth: I neozelandesi si presentano con un 12 metri di stazza internazionale costruito di “plastica” mentre tutti gli altri sono di alluminio. È velocissimo con al timone il giovane Chris Dickson e arriva alla finale della selezione sfidanti da super favorito. Purtroppo l’esperienza di Dennis Conner gli fa saltare i nervi e l’equipaggio neozelandese deve arrendersi. Ma è il germe per continuare. Il finanziere Michael Fay prima prova a sfidare gli americani con un monoscafo di 90 piedi battuto dal primo catamarano che ha partecipato alla Coppa con una vela alare e poi ritenta nel 92. Questa volta è il Moro di Venezia a fermare le aspirazioni kiwi. Ma quella resta è una edizione chiave per determinare la fortuna in Coppa dello squadrone neozelandese. Il leader della squadra scelto da Michael Fay è Peter Blake, un eroe nazionale fresco vincitore del giro del mondo Whitbread con Steinlager. Fay si ritira e regala tuti i materiali al team.

Nella squadra c’è il giovane Russell Coutts con il tattico Brad Butterworth che diventano il nucleo della sfida del 1995, quella che consentirà ai kiwi di strappare la Coppa America agli americani a San Diego. Il team si prepara con una cura maniacale, Blake diventa famoso per le sue calze rosse e la vittoria è storica, ottenuta con un budget che è la metà di quello di altri team.

Nel 2000, nelle acque di casa, i kiwi, con lo stesso team del 1995 maturato, difendono con successo la Coppa dagli assalti della Silver Bullet Luna Rossa alla sua prima sfida. Ma l’equipaggio originario si sfalda: sono troppe le offerte di denaro che ricevono: una in particolare, quella di Ernesto Bertarelli che assume il timoniere Russell Coutts, il tattico Brad Butterworth e altri fedelissimi per allestire la sfida di Alinghi. 

Ad Auckland altri velisti non mancano, ma ancora sono acerbi e i kiwi quando allestiscono la difesa non hanno la stessa sicurezza delle edizioni passate. Il timone è passato in mano al giovane Dean Barker, che era il timoniere allenatore di Russell Coutts e che con un gesto di grande generosità da parte di aveva timonato l’ultima regata contro gli italiani.

Kiwis and sailboats 3

Nel 2003 Team New Zealand viene battuto da un Alinghi velocissimo e imprendibile. La Coppa America vola in Svizzera: gli autori della vittoria sono in realtà neozelandesi anche se in patria vengono considerati traditori. 

Il team neozelandese deve essere ricostruito, tornare quello che era e riportare la Coppa “a casa”. La questione diventa governativa: aver perso la Coppa si trasforma anche in un danno economico per la nazione australe. È un armatore italiano con la passione della nuova Zelanda a correre in aiuto del team. Si chiama Matteo De Nora, è proprietario di Imagine, una bella barca costruita a Auckland da Alloy. Inizia a finanziare e seguire il team dove arriva come leader Grant Dalton, un altro vincitore del giro del mondo con New Zealand Endeavour. Nel 2007 a Valencia i kiwi sono i più forti degli sfidanti e battono ancora una volta Luna Rossa (nella finale Louis Vuitton Cup) prima dello scontro con Alinghi che riesce a difendere con successo la Coppa. 

Emirates Team New Zealand si ripresenta nel 2013 a San Francisco sempre con l’intervento di Matteo De Nora. 

La Coppa è cambiata e sono arrivati i catamarani. L’idea dei progettisti neozelandesi è di farli volare, e riescono a imporre il foiling agli altri concorrenti. La storia è nota: stanno per battere il defender Oracle per 8 a 1 ma vengono sonoramente rimontati dagli americani che ogni giorno crescono di velocità. Una sconfitta dolorosa e difficile da digerire. Così il timoniere Dean Barker viene allontanato e al suo posto arriva Peter Burling, che aveva vinto la Red Bull Youth America’s Cup, ed è il giovane aggressivo che vediamo in campo adesso alle isole Bermuda. La storia è ancora da scrivere in questi giorni.  

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