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Uno sguardo alternativo sul GT a Monza

Incontro con Freekhand: nostro ospite a Monza per il GT. Ma abbiamo controllato le sue mani ed entrambe sembrano assolutamente normali

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Uno sguardo alternativo sul GT a Monza

Stato dell’arte
Freekhand, a.k.a. Miguel Herranz, non è affatto un freak. In effetti probabilmente non lo notereste nella folla: si confonde facilmente nel background – un attributo sicuramente utile nella sua professione – come un osservatore più che un partecipante. Calmo e anonimo, è anche molto diverso dallo spagnolo tipico. La conversazione non è il suo mezzo di comunicazione preferito; lui preferisce l’arte.
Il disegnatore è venuto a Monza al round del Blancpain GT Series dalla natia Barcellona per catturare in modo unico l’azione, disegnando velocemente tutto quello che catturava la sua immaginazione. 
La sua arte è spontanea e genuina: non è un fan particolarmente accanito delle corse, per cui la sua ispirazione è influenzata puramente dall’estetica più che da un brand particolare o da fedeltà tribale. 
Il suo lavoro quotidiano è realizzare illustrazioni pubblicitarie e, anche se Monza era un’esperienza nuova per lui, conosce bene l’Italia: ha trascorso 9 anni a Bologna facendo il disegnatore, prima di tornare in Spagna. 
“Mi piacciono le macchine, ma in modo astratto, non c’è una cosa che prediliga”, sottolinea. “Ma nel motorsport, non ci sono solo macchine. C’è un’atmosfera particolare, fatta dalla gente. Questo è un grande appeal per me, ed è questo che cerco di comunicare”.

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L’Ultima Cena – senza Giuda?

Il lavoro di squadra è ciò che l’attrae; la dinamica dell’interazione tra ingegneri, piloti e fans. “Da una parte volevo catturare le vere star dello show: le macchine e i piloti”, dice. “Dall’altra volevo anche disegnare le cose che la gente forse non vede: il lavoro dietro le quinte, la preparazione e la concentrazione”.

Ha fatto circa 15 disegni nel corso del weekend; dai piccoli dettagli che l’hanno affascinato a ritratti a grandezza naturale di gruppi di ingegneri chini sui loro tavoli, a masticare numeri. Un po’ come ‘L’Ultima Cena’ solo con macchine e computer. Per ciascun disegno può metterci da 10 minuti a un’ora, a seconda del livello di complessità. 

Alcuni team sono notoriamente restii a far avvicinare fotografi a dettagli sensibili nel loro box – considerandoli come dei potenziali paparazzi, pronti a cedere segreti – ma stranamente questo atteggiamento non vale per gli artisti: gli antenati della fotografia. 
“Temevo di essere di intralcio quando disegnavo nei garage, ma non è successo”, racconta Miguel. “La gente si fermava ed era interessata a quello che stavo facendo, invitandomi persino ad avvicinarmi e a guardare anche altre cose. È stato bello sentirmi così ben accetto. Un aspetto davvero piacevole del campionato GT”.

La forma incontra la funzione
A livello estetico, le due macchine preferite da Miguel sono state la Mercedes AMG GT3 e la Bentley Continental. “Mi piacciono perché c’è qualcosa di abbastanza classico in entrambe”, sottolinea. “Le macchine italiane sono un po’ più moderne; un po’ più aggressive. Mi piacciono particolarmente le linee più morbide della Bentley”.
Un altro dettaglio che ha catturato la sua immaginazione sono stati gli air jack automatici montati su ogni vettura GT, che consentono di sollevarle in pochi secondi per i cambi gomme o altri interventi. “Vedere queste macchine sollevarsi così è qualcosa di molto speciale: come se fossero vive!”, aggiunge Miguel.
Quell’aspetto è qualcosa che ha sempre amato, ecco perché la sua cultura del motorsport, come per molte persone cresciute in Spagna negli ultimi 30 anni, ha le radici nel rally.
“Il design delle auto da rally mi ha sempre affascinato: specie fino a qualche anno fa. Adesso tutte le macchine sono più generiche. Se dovessi scegliere il pilota che ho amato di più, è Carlos Sainz nel WRC.”
Sainz ha avuto un enorme successo in Spagna e fuori, ispirando una nazione, mentre gli attuali problemi di Fernando Alonso sono una visione dolorosa per i suoi connazionali. “Quando guardo la F1 in TV, tifo sempre per Carlos Junior e Alonso”, conclude Miguel. “Ma è molto più facile tifare per Alonso quando c’è effettivamente motivo per cui tifare! Almeno nel GT la McLaren sta facendo bene…”.

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