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Un messaggio in una foto

La potenza di uno scatto nell’era digitale secondo Steve McCurry

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Un messaggio in una foto

Una foto che immortala un momento simbolico durante una manifestazione a Genova è subito diventata virale e si è guadagnata l’attenzione del pluripremiato fotoreporter Steve McCurry. Non necessariamente però per i suoi meriti fotografici, quanto piuttosto per il messaggio positivo che è in grado di trasmettere e per la sua immediatezza. 
McCurry ritiene infatti che l’immediatezza e l’ubiquità che il mondo digitale rappresenta per le foto abbiano cambiato in meglio il ruolo della fotografia nella società.

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La foto in questione ritrae una donna poliziotto di fronte a un operaio. L’uomo sta scioperando da tre giorni insieme a centinaia di suoi colleghi. Anziché la tensione che ci si potrebbe aspettare in situazioni come questa, accade qualcosa di diverso. La donna, 41 anni, si toglie il casco, liberando i suoi lunghi e scuri capelli ondulati, e stringe la mano all’operaio.

Un istante immortalato da una fotocamera digitale e subito postato sul web. 
Un’immagine positiva  che mostra come non tutti i confronti debbano necessariamente concludersi in violenza, ma che esistono anche altri modi. McCurry fa notare anche il fatto che la protagonista sia una donna. 
“Penso che le donne siano meno propense allo scontro. Sono più aperte al compromesso degli uomini e cercano sempre una soluzione. Forse dovrebbero essercene di più a ricoprire ruoli di potere” osserva McCurry.
McCurry ha poi sottolineato come il web e gli smartphone rappresentino un’opportunità per descrivere la realtà da parte di tutti, dai fotografi professionisti a coloro che quotidianamente inondano la rete di scatti. Reportage amatoriali e istantanei che tuttavia McCurry ritiene non potranno mai sostituire il lavoro di un buon fotografo. 
“Queste immagini sono un po’ come i messaggini di testo: non possono essere paragonati al lavoro di uno scrittore, di un poeta o di uno sceneggiatore. Se sei un grande scrittore, non ti sentirai mai messo in discussione da chi posta ‘sms’. Allo stesso modo chiunque scatti una foto con il cellulare non potrà mai pensare di competere con Annie Leibovitz. Questo, in ogni caso, resta un fenomeno positivo” aggiunge McCurry.
Tornando alla foto della donna poliziotto e del manifestante, McCurry concorda sul fatto che parte del suo potere stia proprio nella positività del messaggio in un contesto mediatico dominato da immagini di violenza e conflitto. 
“Abbiamo bisogno di storie positive e azioni distensive, nel mondo c’è già abbastanza tristezza e cattiveria. Abbiamo bisogno di questo conforto. Ci sono così tante persone aggressive e pronte allo scontro che l’idea che qualcuno, questa donna, possa venire fuori con un approccio diverso, un gesto di pace, un modo alternativo, è cosa che sicuramente può contribuire a rendere il mondo un posto migliore. E ciò di cui abbiamo bisogno”
McCurry è l’autore di una delle più recenti edizioni del Calendario Pirelli. Gli scatti, realizzati a Rio de Janeiro, rappresentano un omaggio allo spirito e all’energia della città, oltre che alla bellezza femminile. 

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