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Smartwatch VS Fitness watch:
cosa sono e perché spopolano

Smartwatch e Fitness watches prendono sempre più mercato. Ma quali sono le loro caratteristiche? E qual è il più adatto a te?

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Smartwatch VS Fitness watch:
cosa sono e perché spopolano

Il mondo della “mobile technology” è sempre in continua evoluzione e a partire dal lancio dei primi smartphone le principali aziende del settore hanno spinto sempre più in alto l’asticella dell’innovazione, sia sul fronte hardware che su quello software. La tecnologia “smart” inglobata nei vari device è stata capace di rivoluzionare le vite di tutti noi e con i prodotti che di anno in anno si sono susseguiti sul mercato è entrata a far parte, ormai in modo quasi irrinunciabile, delle nostre vite. Uno dei principali trend del settore da un paio di anni è quello legato ai cosiddetti “wearable”, ossia i dispositivi indossabili, che con il passare dei mesi hanno iniziato a ricoprire gli scaffali dei grandi negozi di elettronica di consumo e ad attirare l’interesse dei consumatori di tutto il mondo. Provando a effettuare una semplice ricerca online riguardo i dispositivi indossabili disponibili sul mercato la prima cosa che salta agli occhi è che essi si dividono prevalentemente in due categorie: smartwatch e smartband. Quali sono le principali funzionalità di questi due tipi di wearable e quale potrebbe essere la migliore scelta in base alle proprie esigenze?

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Smartwatch
Partiamo dagli smartwatch, i dispositivi che forse più di tutti hanno contribuito a generare l’illusione nella mente del grande pubblico (la potenza del marketing!) che il tempo degli smartphone sarebbe presto finito e che avremmo avuto tutte le funzionalità di questi ultimi sul polso. Non è stato così e, almeno per i prossimi anni, difficilmente lo sarà. Era il 2013 quando le prime aziende che decisero di investire in questo settore hanno iniziato a vivacizzare il mercato con le prime proposte dotate di display P-Oled touchscreen e quasi tutti con quadranti quadrati: Samsung con il Gear, Lg con il G Watch, Motorola con il Moto 360 (il primo con schermo circolare) e Pebble con il prodotto omonimo. Tuttavia è stato subito evidente che questi dispositivi nascevano incompleti e non erano che semplici “collaboratori” dei vari smartphone, con alcuni dei quali spesso risultavano anche incompatibili. Con il passare dei mesi la situazione è cambiata in meglio e oggigiorno la quasi totalità delle aziende tecnologiche propone un proprio smartwatch con funzionalità anche molto interessanti. Addirittura, per non perdere importanti quote di mercato, i produttori di orologi da gioielleria come Tag Heuer e Fossil hanno modificato la propria mission aziendale esordendo nel mondo tecnologico e proponendo modelli di smartwatch.

Un grosso passo in avanti nell’evoluzione di questo tipo di dispositivi è stato fatto soprattutto per merito dei progressi in campo software, sia dal punto di vista dei sistemi operativi che da quello delle applicazioni, queste ultime il vero motore della tecnologia smart.

Google ha rivoluzionato il mercato introducendo la piattaforma Android Wear, disponibile ormai sulla maggior parte degli smartwatch prodotti da terze parti (LG Watch Urbane, Huawei Watch Active e Watch Classic, Asus Zenwatch, Motorola Moto 360, Sony Smartwatch, ecc.) e perfetta per coloro che vogliono un prodotto versatile e intuitivo, con pochi fronzoli e compatibile pienamente con smartphone Android. In realtà Android Wear è diventato recentemente compatibile anche con il sistema operativo dei telefoni Apple, iOS, anche se non è ancora in grado (e forse non lo sarà mai) di offrire ai possessori di iPhone la totalità delle features previste con Android. Di rilievo la possibilità, per i migliori smartwatch Android Wear come LG Watch Urbane 2, di connettersi in maniera indipendente ad internet e di effettuare chiamate telefoniche grazie alla presenza di uno slot per le SIM.

Per chi desidera uno smartwatch ideato su misura per il proprio iPhone non resta che affidarsi all’Apple Watch, l’orologio intelligente di Cupertino svelato alla fine del 2014 tra annunci in pompa magna e grandi promesse per il futuro. L’Apple Watch, pur essendo il solito ottimo prodotto dell’azienda statunitense curato in ogni minimo dettaglio sul fronte del design, non ha ancora fatto pienamente breccia nel cuore del pubblico e ancor oggi sembra essere un oggetto apprezzato solo dai fan della Mela e dai “technology addicted”. Il sistema operativo creato appositamente da Apple per il suo orologio tech è WatchOS (arrivato alla seconda versione) che rappresenta qualcosa di ben più strutturato e complesso rispetto ad Android Wear e che permette di interagire con un numero di applicazioni inarrivabile per la concorrenza. Tuttavia l’Apple Watch non è indipendente e senza iPhone non ha senso di esistere (sarebbe solo un orologio elettronico). Oltre a un discorso puramente tecnologico, Apple punta moltissimo al concetto di “tech fashion”, ossia dispositivi che possono essere anche oggetti di moda. Tra tutti i prodotti della gamma Apple, l’Apple Watch è quello che maggiormente si presta a questo tipo di idea, essendo stato lanciato sul mercato in tre modelli, sportivo, classico e special edition, in duplice dimensione per adattarsi a diversi tipi di polso e affiancato da un catalogo cinturini, in gomma, pelle o metallo, con caratteristiche uniche e ricercate.
Samsung, altro grande colosso della tecnologia mobile mondiale, nel corso di questi anni ha sperimentato molto, lanciando sul mercato smartwatch dalle forme e sistemi operativi diversi. In particolare il Gear S2, l’ultimo arrivato in casa coreana, con display circolare e alimentato dal sistema operativo Tizen, promette molto bene per il futuro per la sua semplicità d’utilizzo e potenzialità dal punto di vista dello sviluppo delle app. La compatibilità è assicurata sia per telefoni Android che iOS.

Un ultimo accenno va fatto ai Pebble, gli orologi intelligenti dotati di schermo e-ink che hanno dato il via al settore dopo una riuscitissima campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Kickstarter ideata dall’azienda omonima.

Dopo aver dato un’occhiata all’enorme panorama smartwatch, dal punto di vista di brand e sistemi operativi, vediamo insieme quali sono le principali funzioni che un orologio intelligente o 2.0 può offrire. Innanzitutto uno smartwatch deve mostrare l’ora. La differenza rispetto a un orologio tradizionale la fa la tecnologia, in grado di garantire un numero praticamente infinito di watchface (i quadranti) e di personalizzazioni grafiche. Per ovviare a uno dei principali problemi degli smartwatch, ossia il consumo della batteria, le case produttrici hanno pensato bene di non permettere di lasciare sempre acceso il display. Basta un gesto del polso e lo schermo si attiva istantaneamente consentendo senza problemi di guardare l’ora.

Altra funzionalità essenziale di uno smartwatch è la visualizzazione delle notifiche del telefono. Anche qui le opzioni di personalizzazione sono tantissime e si può decidere di vederne solo alcune o tutte, lasciando il proprio smartphone in tasca per la maggior parte del tempo. Un ulteriore step in avanti, che consiste nell’interazione immediata con queste notifiche direttamente dal display degli smartwatch, lo si è raggiunto con i modelli di ultima generazione e con l’evolversi delle varie piattaforme software. Rispondere a un messaggio WhatsApp, ad un SMS o a un messaggio vocale con la propria voce o con un breve testo, immagine o persino disegno è questione ormai di pochi secondi, il tutto dal proprio polso.

Come gli smartphone, anche gli smartwatch dispongono di uno store dedicato per le applicazioni e ciò amplia enormemente le loro funzionalità. Si tratta di app molto più semplici rispetto alle controparti dei telefonini (le capacità di elaborazione di calcolo sono nettamente inferiori, anche se spesso i chip utilizzati, vedi Qualcomm Snapdragon 400, sono gli stessi), ma allo stesso tempo consentono di avviare delle azioni direttamente dal polso, come chiamare un taxi, annotarsi delle note, registrare delle conferenze, ottenere indicazioni meteo o stradali, visualizzare appuntamenti o biglietti per il cinema o l’aereo o rimanere aggiornati sulle ultime novità dei propri profili social, da Facebook a Twitter, passando per Instagram o Snapchat.

Altro aspetto da considerare per l’acquisto di uno smartwatch è quello legato al fitness tracking, poiché, come i fitness tracker, anche gli smartwatch integrano dei sensori al loro interno, accelerometro, cardio-frequenzimetro per le funzioni di “heart rate”, GPS, che consentono di controllare le proprie prestazioni sportive, il sonno e, in generale, la propria dinamicità. In più, grazie ancora una volta alla presenza di applicazioni dedicate, gli smartwatch permettono a chiunque di avere cura del proprio corpo e della propria persona, anche dal punto di vista dell’alimentazione, in maniera completa e immediata, basta solo dare uno sguardo al display e il gioco è fatto.

Infine gli smartwatch dispongono di una memoria interna (di solito 4 GB) in grado di “ospitare” video, foto e musica da ascoltare via bluetooth o wireless.

Fitness watch
Gli activity trackers o fitness watch o, ancora, le smartband, sono prodotti solitamente più economici che nascono per supportare e migliorare l’attività sportiva, dei registratori di dati legati alle prestazioni che riversano poi il proprio “contenuto” su smartphone o tablet una volta che l’attività sportiva si conclude. Quasi sempre non sono dotati di schermo e ciò permette loro di avere un’autonomia pari a diversi giorni o settimane. A seconda del modello scelto, è possibile memorizzare dei dati piuttosto che altri, questo perché più si spende e più sono i sensori presenti. Tra le smartband più note e che hanno avuto maggior successo sono da citare i Jawbone Up, i Garmin Forerunner, i Nike Fuelband, i FitBit Charge HR e Surge. Anche Xiaomi con i Miband o Asus con il VivoWatch hanno deciso di entrare in competizione in questo settore.

Le principali feature dei fitness watch dunque, riguardano il tracking del sonno, dei passi e del battito cardiaco, ma alcuni modelli offrono anche altre funzionalità, come la sveglia o le notifiche. La sveglia viene attivata e segnalata all’utente tramite vibrazione ma l’impostazione segue una logica ben precisa: a seconda dei dati rilevati riguardo il sonno, la smartband deciderà di vibrare in un preciso momento, ossia quando il sonno appare più leggero e solo dopo uno specifico lasso di tempo impostato dall’utente stesso. Più limitata rispetto agli smartwatch è la funzionalità legata alle notifiche. Non sono molti i fitness tracker che vibrano o mostrano led colorati quando arriva una notifica al cellulare e quelli che lo fanno non permettono di interagirvi rispondendo.

Infine, a differenza degli smartwatch, i fitness tracker sono decisamente più resistenti, proprio perché votati all’attività sportiva e più soggetti a imprevisti, sporcizia e sudore. Le smartband infatti, hanno sempre una qualche certificazione “waterproof”, ossia di impermeabilità e di resistenza ad acqua e polvere, fondamentali per tenere in vita l’oggetto in qualunque situazione.

Cosa scegliere?
In conclusione, cosa è meglio scegliere per appagare la propria voglia di possedere un dispositivo indossabile? Smartwatch o fitness watch?

Gli smartwatch inglobano in sé tutte le funzionalità dei fitness watch, dispongono di un parco applicazioni dedicate, consentono di interagire con le notifiche in vari modi e di poter temporaneamente lasciare in tasca il proprio smartphone. Inoltre, soprattutto nei modelli di fascia alta (Apple Watch, Huawei Watch, LG Watch Urbane, Samsung Gear S2 e Motorola Moto 360 di seconda generazione), anche l’aspetto risulta ben curato e le differenze rispetto ad un orologio classico sono minime.

Detto ciò, armatevi di pazienza e preparatevi a ricaricare il vostro gingillo da polso ogni giorno (difficilmente ogni due, Pebble a parte) a causa di una durata batteria limitata. Il nostro consiglio è di acquistarlo nel caso in cui si desideri qualcosa che limiti la necessità di tirare fuori il nostro cellulare dalla tasca frequentemente, pur essendo ben consapevoli che, con la sua pur buonissima ottimizzazione, uno smartwatch ancora non può sostituire uno smartphone.

Le smartband, come appare evidente dalla precedente descrizione, fanno poche cose e, tra queste, solo una al top, ossia il monitoraggio delle attività di fitness. Dunque consigliamo l’acquisto di un dispositivo del genere solo a chi è appassionato di attività sportive e non vuole affidarsi a qualcosa di troppo invadente o che richieda, comunque, una frequente interazione per il monitoraggio delle proprie prestazioni, né ha voglia di ricaricare quotidianamente l’ennesimo gadget elettronico.
Il tutto, anche per la felicità delle proprie tasche.

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