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Nastri, linee e colori: la tape art per raccontare la nostra contemporaneità

L'intervista a Nicolas Lawin e Stephan Meissner, due giovani artisti berlinesi del collettivo Tape That che sperimenta con una nuova forma di street art

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Nastri, linee e colori: la tape art per raccontare la nostra contemporaneità

Stephan Meissner e Nicolas Lawin stanno disegnando le ultime linee sulla parete. Una serie di curve sinuose che assomigliano a quelle di un circuito. Tratti ondeggianti che seguono una direzione precisa senza mai intersecarsi tra loro. La forza evocativa di questi disegni unita alla potenza del colore caratterizza i lavori dei due artisti berlinesi.

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Entrambi fanno parte di Tape That, un collettivo formato da sei persone che realizza tape art, un nuovo genere di street art che prevede l’utilizzo di nastri adesivi. In occasione del Gran Premio di Monza hanno realizzato per Pirelli un lavoro. “La gente spesso si stupisce di fronte ai nostri lavori. Ci piace sorprendere lo spettatore con idee innovative. In questo caso abbiamo cercato di avvicinare il nostro mondo a quello di Pirelli. Io associo la velocità alla potenza e ho cercato di trasmettere questo concetto tramite le linee” spiega Lawin.

La base operativa resta Berlino, ma il collettivo è richiesto in tutto il mondo. Uno dei punti di forza del gruppo sta nella libertà di scegliere con chi collaborare. Tape That non vuole troppe restrizioni, cerca di essere autonomo in modo da seguire e proporre le proprie idee. “Penso che sia un aspetto fondamentale del nostro lavoro. Noi non siamo prodotti e non ci piace avere troppe indicazioni dalle agenzie di comunicazione. La nostra arte è un medium per trasmettere qualcosa. Per farlo però dobbiamo avere totale libertà di scelta e creazione” racconta Meissner.

La filosofia del gruppo è molto chiara. Dietro ai loro lavori spesso non c’è uno schema preciso. Gli artisti captano gli input creativi e si lasciano trasportare dalle loro idee. “L’ispirazione può provenire da moltissime cose: spesso ci lasciamo molto influenzare dall’ambiente che ci circonda o dalla location in cui dobbiamo fare un progetto. Dipende da mille variabili”.

L’opera appena realizzata trasmette un’idea di velocità e potenza. Il percorso delle linee unite al colore che verrà poi aggiunto si sposa bene con il concept Pirelli. “È un po’ l’idea che volevamo proporre. Appena si è presentata l’opportunità di collaborare abbiamo subito colto al volo l’occasione. Per noi era stimolante un evento del genere. Credo che rispecchi anche il concetto di innovazione. Pirelli è sempre attenta alle novità e questo nuovo tipo di arte non può che aiutare a diffondere questo pensiero”.

Tape That punta molto sulla cooperazione. Si lavora come un blocco unico, ma ogni artista è libero di pensare e proporre idee. “È giusto confrontarsi e avere un continuo scambio di opinioni. In questo modo ci si ispira a vicenda”. Dopo il lavoro a Monza, Meissner e Lawin voleranno a Helsinki per la Design Week. “Al momento riusciamo a gestirci e vendere bene i nostri prodotti. Abbiamo molti lavori in ballo fino al termine dell’anno”.

Il contesto in cui i due lavorano sembra aiutarli e metterli a proprio agio. Berlino è una città cosmopolita che risponde alle esigenze degli artisti. “Rispetto all’Italia penso che la cultura riguardo la street art sia più sviluppata. Ovvio poi ci sono delle eccezioni: Milano ad esempio è una città che ci ha affascinato e sorpreso. Speriamo di creare sempre una maggiore collaborazione anche all’estero in modo da intensificare i contatti e sviluppare progetti. Penso che la nostra arte sia davvero unica nel raccontare la nostra contemporaneità”.

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