Pirelli HangarBicocca conferma il suo impegno ventennale nella promozione dell'arte contemporanea attraverso un palinsesto espositivo aperto, accessibile e ispirato alle logiche della contemporaneità. Le otto mostre monografiche annunciate per il biennio 2026-2027 ‒ e progettate dal dipartimento curatoriale guidato dal direttore artistico Vicente Todolí ‒ si muovono nel solco di un'indagine improntata a leggere criticamente il tempo nel quale viviamo, in linea con gli intenti che guidano l'attività della fondazione non profit milanese nata nel 2004.
Il 2026 vede protagonisti negli spazi dello Shed – ospite, come di consueto, dei lavori di personalità emergenti ‒ Benni Bosetto (dal 12 febbraio al 19 luglio) e Aki Sasamoto (dal 17 settembre al 17 gennaio 2027), accomunati da una ricerca che chiama in causa la comunicazione, il corpo e la valenza dei gesti quotidiani. La prima mostra istituzionale di Bosetto estende la riflessione dell'artista sulle tematiche identitarie e sulla decostruzione del corpo, tramutando lo Shed in un contesto domestico e mettendo in luce le peculiarità di una pratica nella quale confluiscono disegno, installazione, performance e scultura. Ha radici in un terreno simile il linguaggio creativo elaborato da Aki Sasamoto che, per la sua prima rassegna europea, punta lo sguardo sull'idea di connessione e sul complesso universo relazionale in opere realizzate nell'arco di due decenni combinando giocosità e intuizione.
Ad alternarsi negli ambienti delle Navate ‒ destinati ad accogliere gli interventi di artisti storicizzati ‒ sono invece Rirkrit Tiravanija (dal 26 marzo al 26 luglio) e Luciano Fabro (dall'8 ottobre al 21 febbraio 2027), entrambi mossi dal desiderio di interrogare i luoghi e di analizzare il legame fra spettatori, opere e spazio. Noto, fin dagli anni Novanta del secolo scorso, per la sua capacità di porre installazione, fotografia, performance, scultura e disegno al servizio di un approccio partecipativo e socialmente consapevole, Tiravanija raccoglie, nella monografica, non solo alcune opere ormai celebri, ma anche lavori installativi che evocano gli edifici di architetti del calibro di Frederick Kiesler, Le Corbusier, Jean Prouvé. Pure Luciano Fabro, punto di riferimento dell'Arte Povera, è stato in grado di sondare i territori dell'abitare, dando forma a un nuovo modo di intendere la scultura, osservata attraverso la lente dei materiali che la compongono – dal ferro al vetro, dal marmo alla seta. In occasione della prima retrospettiva italiana dopo la scomparsa dell'artista nel 2007, con la collaborazione di Silvia Fabro (Archivio Luciano e Carla Fabro), Pirelli HangarBicocca fa da sfondo a una ricca selezione di sculture e installazioni, fra cui le strutture, spesso ottenute ricorrendo alla carta, che Fabro definiva “Habitat” e che hanno il compito di ambientare le sue opere.
La materia è anche il fil rouge che percorre il vocabolario visivo multidisciplinare di Carlos Bunga, il quale, nell'ambito della sua prima mostra personale in Italia, tra febbraio e luglio 2027, rimodella i contorni e i volumi dello Shed ampliando la sua disamina della disparità economico-sociale e delle tensioni autoritarie che definiscono gli spazi della nostra esistenza. Arte e scienza sono invece i punti di ancoraggio della poetica di Hicham Berrada che, da settembre 2027 a gennaio 2028, animerà lo Shed con ambienti immersivi e multisensoriali, al centro della sua prima monografica in un'istituzione italiana. Combinando leggi fisiche, atmosfere oniriche, immaginario cinematografico e rimandi al mondo naturale, Berrada studia la realtà da una prospettiva originale.
Si focalizza sull'esperienza sensoriale e sulla creazione di installazioni multimediali la pratica di Janet Cardiff e George Bures Miller, il cui longevo sodalizio artistico ha dato esiti applauditi in tutto il mondo. Erodendo il limite fra reale e virtuale, il duo canadese utilizza il suono come strumento per ragionare sul valore della memoria personale e collettiva. Da marzo a luglio 2027, le Navate di Pirelli HangarBicocca saranno il palcoscenico della prima grande retrospettiva di Janet Cardiff e George Bures Miller in un'istituzione italiana negli ultimi vent'anni: un mix di installazioni poderose e interventi più raccolti, di opere note e nuovi lavori.
La programmazione 2027 si concluderà con la personale di Cecilia Vicuña visitabile da ottobre a febbraio 2028. Conosciuta come una delle voci più radicali nel panorama contemporaneo, Vicuña antepone all'idea di un progresso soverchiante la riscoperta di saperi ancestrali che tutelano il concetto di comunità. Scultura, poesia, pittura, installazione, video e performance veicolano importanti riflessioni sull'ecologia e sulla giustizia sociale, evidenziando la fragilità del mondo odierno. Grazie alla presenza di numerosi lavori dell'artista, la mostra assumerà le sembianze di un archivio vivente, abitato dalle tante istanze che orientano il pensiero di Vicuña.