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La strada hi-tech
dello spostamento urbano

Secondo la società di consulenza McKinsey, entro il 2030 quasi il 60% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane. Ben Webb sostiene che il trasporto necessario sarà fornito in base ai progressi tecnologici

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La pittoresca località costiera di Cascais, Portogallo, conta 210.000 abitanti; in estate tuttavia essa si popola con 1,2 milioni di turisti. Nonostante l'invasione, le strade sono stranamente tranquille e silenziose. Non ci sono ingorghi stradali, non si sentono fastidiosi clacson: solamente locali allegri e turisti che passeggiano in relax.

La strada hi-tech dello spostamento urbano

A quanto pare Cascais non solo è un bel luogo da visitare per i turisti; essa è anche una destinazione di ricerca eccellente per i progettisti di trasporto urbano di tutto il mondo, in quanto il successo della gestione del trasporto a Cascais non avviene per caso. È infatti una piattaforma di mobilità integrata (IMP) – MobiCascais – che connette tutte le opzioni di trasporto a disposizione del pubblico in un unico sistema economico ed efficace. 

L'app MobiCascais può essere scaricata per trovare il modo migliore per raggiungere un determinato luogo e prenotare il trasporto con un semplice click. L'offerta prevede servizi di car sharing e parcheggio intelligente, taxi e automobili on-demand, car pooling e ricarica dei veicoli elettrici, bike sharing e bike parking, navette bus e, per chi vuole osare sulle onde, anche l'autobus locale per i surfisti diretto a Guincho. 

Il sistema MobiCascais unisce in maniera intelligente i due elementi fondamentali di un ecosistema di mobilità smart: i sistemi di trasporto e le infrastrutture dell'area e gli svariati sistemi digitali che li connettono. Tuttavia, organizzare una località balneare per la gestione delle fluttuazioni stagionali è una cosa: dare forma alle città che crescono con popolazioni in espansione è un'altra.

Piattaforme per la mobilità integrata o IMP
I progettisti del trasporto urbano hanno parecchio a cui pensare quando devono sviluppare una IMP. Oltre alle aziende e pubbliche e ai produttori che forniscono il trasporto, un sistema di successo deve includere fornitori di connettività e applicazioni mobili, tecnologia della piattaforma, biglietteria elettronica, monitoraggio del flusso del traffico e motori per i pagamenti. 

“Integrando diverse modalità di trasporto, le IMP semplificano enormemente la pianificazione degli itinerari, rendendo gli spostamenti più efficienti e fornendo un'offerta personalizzata basata sulle preferenze selezionate,” spiega Ralf Baron, Global Practice Head Travel and Transportation presso l'azienda di consulenza Arthur D Little, nonché co-autore del report Integrated Mobility Platforms. “E poiché le IMP inviano i dati ad applicazioni smart di mobilità back-end, che supportano lo sviluppo futuro delle infrastrutture, esse sono destinate a diventare il fulcro degli ecosistemi della mobilità moderna.”

La mobilità integrata va oltre la pura teoria. Cascais è solo un esempio, seppur di grande successo. Singapore dispone di un Intelligent Transport System integrato da un ampio sistema di trasporto pubblico; esso include i pedaggi stradali elettronici, i pedaggi urbani e il monitoraggio del traffico tramite sensori posizionati nelle autostrade e applicazioni per taxi su GPS che forniscono informazioni aggiornate sugli spostamenti.

A Helsinki i residenti già utilizzano un'app di mobility-as-a-service (MaaS) chiamata Whim per la programmazione e il pagamento di svariate tipologie di trasporto pubblico e privato, che include treno, taxi, autobus, car sharing e bike sharing. È sufficiente toccare la destinazione per attivare la selezione del tragitto più efficiente utilizzando una o più modalità di trasporto. Gli utenti possono sottoscrivere un abbonamento mensile pre-pagato oppure possono pagare al momento, utilizzando un conto collegato al servizio.

Il settore pubblico e il settore privato si prendono per mano
Con il rapido aumento delle popolazioni urbane, è evidente la necessità di opzioni di trasporto intelligente. Da oltre un secolo i progettisti urbani si affidano e valutano il trasporto pubblico, che rimane comunque essenziale per lo spostamento di numerosissime persone, riducendo al contempo la congestione sulle strade e l'inquinamento. Attualmente però, è sempre più probabile che essi dovranno operare anche nel settore privato, che è al momento alla guida di una rapida evoluzione tecnologica. La mobilità condivisa, la guida autonoma, la connettività e l'elettrificazione dei veicoli sono tendenze che si potenzieranno a vicenda e che avranno una crescente influenza sulla modalità con la quale ci spostiamo nelle nostre città.

Secondo il McKinsey Center for Business and Environment and the Coalition for Urban Transitions, le partnership tra il settore pubblico e privato sono la conseguenza logica. Esso ha analizzato l'impatto di tre servizi di mobilità a gestione privata (minibus elettrici on-demand, ride sharing sovvenzionato e programmazione degli spostamenti) a Londra, San Francisco e Città del Messico ed è giunto alla conclusione che essi renderebbero il trasporto pubblico più conveniente, accessibile e sostenibile.

La collaborazione con gli sviluppatori di app per la programmazione degli spostamenti e di biglietteria, sostiene Shannon Bouton, Chief Operating Officer presso il McKinsey Center for Business and Environment, permetterebbe alle città di offrire ai passeggeri una piattaforma integrata per la programmazione e il pagamento degli spostamenti, agevolando così il trasporto multi-modale e potenziando l'utilizzo del trasporto pubblico.

Nuove opzioni di mobilità 
Il concetto di collaborazione tra pubblico e privato è perfetto, ma il mondo del trasporto urbano del futuro promette di essere estremamente competitivo. Una città può lanciare la propria IMP che colleghi metropolitana, treni, itinerari di autobus e molto altro, ma le ambiziose società private si adoperano sicuramente per conquistare una fetta del trasporto altrettanto ampia.

Aziende come Uber, per fare un esempio. Uber è partita come azienda simile al servizio di taxi, ma è in atto una rapida diversificazione per offrire servizi di ride sharing (Uber Pool), consegna (Uber Eats), truck sharing (Uber Freight) e e-bike sharing (Jump). In collaborazione con la start-up di car-sharing peer-to-peer Getaround, Uber Rent consente agli utenti di noleggiare un veicolo tramite l'app Uber.
 
Affinché un sistema possa funzionare in maniera efficiente, il pagamento deve essere semplice ed integrato tra i servizi. Ecco perché Uber ha raggiunto un accordo con Masabi, un'azienda che fornisce opzioni mobili di pagamento ai sistemi di trasporto pubblico a New York, Boston, Los Angeles ed in altre città di tutto il mondo. Gli utilizzatori potranno così acquistare ed utilizzare i biglietti utilizzando, guarda un po', l'app Uber. In altre parole Uber sta sviluppando la propria versione di una IMP.

A quanto pare i progettisti del trasporto di oggi devono svolgere un duro lavoro e non si può certo dire che le loro ferie non saranno meritate. Magari a Cascais?

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