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La battaglia per il futuro dei videogiochi

Le nuove tecnologie promettono di migliorare l’esperienza di gioco e trasformare completamente la natura stessa del gaming. Chi sarà, tra le grandi aziende tecnologiche, a conquistare il primo posto in questo mercato in rapida crescita?

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La battaglia per il futuro dei videogiochi

L’ultima sfida del multiplayer non si gioca davanti a uno schermo, ma nel mondo reale. Per il mercato del gaming si prevede una crescita di 160 miliardi di dollari nel prossimo anno e la competizione tra Google, Sony, Apple e gli altri giganti della tecnologia non è mai stata così accesa. E, proprio come in un videogame, ognuno dei player in gara ha i propri punti di forza.

Oggi i videogiochi più popolari sono le battaglie multiplayer tutti contro tutti, come Fortnite di Epic Games, che ha conquistato 250 milioni di giocatori in tutto il mondo. Il grande vantaggio di questo titolo è di essere accessibile su qualsiasi piattaforma, dai PC alle console e dagli smartphone ai tablet. Fortnite l’ha dimostrato chiaramente, per quei servizi in grado di abbattere le barriere tra i diversi ambienti e rivolgersi non solo al mondo del computer e delle console, ma anche a chi gioca su dispositivi mobili, si aprono le porte di un mercato vastissimo e ricco di opportunità.

La battaglia per il futuro dei videogiochi

Giocare in streaming con un clic
Pensate alla possibilità di giocare a qualsiasi titolo, dovunque e da qualunque tipo di dispositivo. No, non si tratta di fantascienza, ma del concetto su cui si basa Stadia, il nuovo servizio che Google ha annunciato a marzo e dovrebbe lanciare più avanti nel corso dell’anno. Basterà un clic su un video di YouTube per avviare il relativo gioco entro cinque secondi, tutto senza bisogno di costose console, download o dischi. Non c’è da stupirsi del fatto che i giocatori siano elettrizzati all’idea. Per Google, il lancio di Stadia contribuirà anche a rafforzare la posizione di YouTube in un altro importantissimo mercato legato al gaming, quello del live streaming di videogiochi finora dominato da Twitch di Amazon. 

Con Stadia, i giochi saranno ospitati in un centro dati di Google da cui verranno compressi e trasmessi in streaming ai giocatori, mentre i comandi di gioco verranno inviati ai server con una latenza di pochi millisecondi. In questo modo, chiunque potrà sfidare in contemporanea migliaia di altri player, indipendentemente dal proprio sistema.

La sfida sarà garantire una grafica di alta qualità senza “lag”, il ritardo nel tempo di transito dei dati tra giocatore e server. Prendiamo ad esempio un gioco di calcio: quando c’è un’opportunità da goal non si può perdere tempo, bisogna tirare subito e i controlli devono rispondere all’istante. OnLive, un servizio simile, ha fallito nel 2015 proprio per questo tipo di problemi. Da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante e Google afferma di essere in grado di trasmettere in streaming giochi con risoluzione di 4K e 60 fotogrammi al secondo. Per usare Stadia, però, servirà una connessione Internet con almeno 25 mb/s di velocità in download.

Non resta che una domanda da farsi, forse la più importante di tutte: a cosa si potrà giocare su Stadia? Le console vendono grazie ai videogiochi ed è per questo che Sony, Microsoft e Nintendo fanno affidamento sui titoli in esclusiva oltre a quelli multi-piattaforma. Ad esempio, mentre il gioco di calcio Fifa di EA è disponibile su qualsiasi sistema, la serie Gears of War è riservata ai proprietari di una Xbox Microsoft.

Le console non sono ancora fuori gioco
A poche settimane dall'annuncio del lancio di Stadia, tra le varie notizie che davano le console per spacciate, Sony ha rivelato i suoi piani per la futura PlayStation 5 che dovrebbe uscire nel 2020. Questa console di nuova generazione offrirà diversi progressi tecnici rispetto alla PS4, da una maggiore potenza di elaborazione alle grafiche estremamente realistiche della tecnologia “ray-tracing”. Il realismo è infatti un fattore decisivo per chi gioca sulle console, sia che si tratti dei personaggi verosimili di The Division 2, uno sparatutto in prima persona, o delle riproduzioni fedeli delle auto da corsa di F1 2019, in cui la cura dei dettagli si estende fino ai loghi, compreso quello di Pirelli. Resta solo da vedere che peso daranno i consumatori alla qualità di una console, quando sull’altro piatto della bilancia c’è la possibilità di giocare con un semplice clic su un video di YouTube.

Che realizzare nuove console non sia redditizio non è un segreto. I guadagni arrivano dalla vendita di giochi, di abbonamenti per giocare online e add-on come livelli extra o armi speciali. Negli ultimi anni, i produttori di console hanno dovuto affrontare la concorrenza dei giochi per dispositivi mobili, spesso gratuiti e monetizzati esclusivamente con i contenuti aggiuntivi. Il modo in cui Stadia produrrà entrate è ancora un mistero, ma se Google riuscisse a offrire gratuitamente l’intero servizio, il settore delle console potrebbe di certo trovarsi in difficoltà.

Nel frattempo, alcuni produttori di console hanno deciso di prepararsi a ogni eventualità: verso la fine dell'anno Microsoft inizierà a testare xCloud, una soluzione che, come Stadia, dovrebbe funzionare su qualsiasi tipo di dispositivo, mentre Sony offre già PlayStation Now, un servizio di gioco in streaming destinato a chi utilizza il PC o possiede già una console.

Il gioco in movimento 
PC e console rappresentano poco più della metà del mercato del gaming, mentre il restante 50% appartiene ai dispositivi mobili. I migliori smartphone moderni sono abbastanza potenti da tenere testa alle console, almeno dal punto di vista della qualità, ma controllare un videogame complesso su un touchscreen non è certo un gioco da ragazzi e, per questo motivo, sui dispositivi mobili tendono a prevalere giochi meno impegnativi.

Come accade nel mondo delle console, anche chi opera in questo settore sta cercando di estendere la propria portata. Sembra che Tencent, il conglomerato cinese che possiede una parte di Fortnite, stia pensando di produrre uno smartphone dedicato al gaming, mentre Snap sta integrando dei giochi nella propria celebre app, Snapchat.

Nel frattempo, anche Apple sta facendo la propria mossa con Arcade, un servizio in abbonamento che dovrebbe essere lanciato a breve e promette “oltre 100 giochi nuovi ed esclusivi” su iPhone, iPad, Mac e Apple TV. Secondo alcune stime, entro il 2024 Arcade potrebbe generare per Apple più entrate dei suoi abbonamenti per TV e notizie.

Gli utenti di smartphone e console possono già giocare insieme, ma i servizi come Stadia hanno la possibilità di essere davvero multi-piattaforma e di riunire tutti i dispositivi attraverso una vasta libreria di giochi. Il risultato di questa evoluzione non sarebbe solo una migliore esperienza per i giocatori, ma anche una clientela più numerosa per i fornitori di servizi.

Stadia deve fare i conti con una concorrenza agguerrita, da parte di console, PC di fascia alta e anche del settore mobile mainstream. Parlando di videogiochi, quello che Google sta affrontando è sicuramente un livello difficile e, nei prossimi 12 mesi, vedremo se l’avrà superato o sarà stata costretta a ripartire dall’inizio.

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