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L'Arte di Pirelli: da Armando Testa alla Street Art

La collaborazione con più di 200 artisti che hanno realizzato opere capaci di catturare lo spirito del prodotto Pirelli. È così che l'arte è in movimento

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L'Arte di Pirelli: da Armando Testa alla Street Art

Il legame dell’azienda con l’arte risale a quando questa commissionò per la prima volta a dei grandi illustratori il compito di dipingere i suoi nuovi stabilimenti. La tradizione è poi proseguita fino ad oggi con una serie di talenti creativi che negli ultimi cinque anni hanno dato una nuova dimensione ai consueti annual report dell’azienda – culminando nell’edizione 2014 con un trio di artisti di strada.

Pirelli, nel corso dei suoi 140 anni di storia, ha lavorato insieme a 200 artisti, di diverso genere e provenienza. 

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Stile e umorismo
Durante questo lungo periodo si sono susseguiti famosi e affermati grafici – i più rinomati quelli che disegnarono la celebre “P” del brand Pirelli apparsa per la prima volta in pubblicità nel 1907. Dal 1930 in avanti, una grande varietà di opere ha contribuito a dare una nuova immagine ai prodotti Pirelli e al posizionamento dell’azienda, sempre in linea con le ultime tendenze del design. 

Negli anni Cinquanta, Armando Testa interpretò lo pneumatico Pirelli come la proboscide di un elefante e poi come il cerchio attraverso cui salta un leone, mentre Ezio Bonini rappresentò il celebre battistrada come una catena. Negli anni Sessanta, invece, per Riccardo Manzi si trasforma in un ombrello o in un cappello da donna.

Stile e umorismo hanno contribuito ad animare la forza, la flessibilità, la sicurezza e il dinamismo propri degli pneumatici Pirelli, e contemporaneamente a legare l’azienda italiana alla grande arte e al design raffinato e innovativo. Queste particolari illustrazioni ci costringono infatti a concentrarci sullo pneumatico e a scoprire l’originalità in un prodotto Pirelli. Usando l’arte come modo per comunicare i valori e la cultura Pirelli, quelli di un’azienda non convenzionale e innovativa. 

Il magazine aziendale Rivista Pirelli ha sempre portato avanti il legame dell’azienda con il mondo dell’arte, includendo lavori di famosi giornalisti e fotolografi di tutto il mondo, oltre che di innovativi grafici e designers. Una tradizione che prosegue tutt’oggi con il magazine ribattezzato World.


Bilancio artistico 
Recentemente, ad animare le campagne Pirelli c’è una nuova ambizione. Negli ultimi cinque anni, infatti, l’azienda ha deciso di affiancare al consueto bilancio annuale anche una speciale “storia” artistica, cercando di mettere in luce valori chiave, quali quello di tecnologia, innovazione e fattore umano. Queste campagne hanno coinvolto i più grandi artisti e pensatori – come lo scultore Anish Kapoor, gli scrittori Umberto Eco, William Least Heat Moon e Hanif Kureishi – e li hanno incoraggiati a contribuire con il loro punto di vista sulle nuove tendenze del mondo moderno. 

Il nuovo corso dei Bilanci Pirelli parte dal 2010, con le immagini realizzate per l’occasione dagli studenti della NABA – la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. L’anno successivo è la volta dell’illustratore olandese Stefan Glerum che spiritosamente disegna i valori aziendali affiancandosi agli scritti di quattro autori internazionali sempre sullo stesso argomento. Nel 2012 il tema del bilancio è invece quello del futuro immaginato, che vede la luce grazie alle immagini di Liza Donnelly, fumettista del New Yorker. Mentre nel 2013 alcuni giovani creativi si sono uniti allo scrittore Hanif Kureishi per interpretare il progetto “Girare la ruota”, interpretando ciascuno la ruota secondo la propria disciplina creativa.

Connessioni con la strada                                                                                                   Nel il 2014, il focus era sulla street art. Come suggerito dal Vice Presidente Esecutivo Marco Tronchetti Provera, proprio questa infatti era la scelta naturale per un’azienda che si occupa da sempre di mettere in comunicazione le auto con la strada. “La strada è un’espressione dello spazio”, ha detto Tronchetti Provera. “Grazie a uno pneumatico, possiamo essere ovunque”.

È stato chiesto a tre artisti – la brasiliana Marina Zumi, il tedesco Dome e il russo Alexey Luka – di realizzare la propria opera su una faccia di una grande piramide tronca. L’opera di Dome prevedeva delle figure classiche in un contesto futuristico, con lo pneumatico che si muoveva come fosse un gesto d’amore. Il lavoro, curato dall’esperto di street art Christian Omodeo, è stato esposto nell’ampio spazio Pirelli HangarBicocca a Milano, prima che alla stampa.

Questa incredibile installazione è solo l’ultima espressione della vocazione artistica di Pirelli e la più recente manifestazione di una tradizione che ha portato l’azienda nel cuore della cultura contemporanea per più di 140 anni. 

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