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Kiefer dà un nuovo sguardo
ai suoi palazzi celesti

Cinque grandi dipinti dialogano con le sette torri dell'HangarBicocca di Milano. E lo spazio d’arte contemporanea di Pirelli diventa parte dell'opera dell'artista tedesco

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ai suoi palazzi celesti

Dopo 11 anni dall’installazione permanente de I Sette Palazzi Celesti, Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti contemporanei torna a ragionare con lo spazio espositivo dell'HangarBicocca. E, aggiungendo cinque lavori pittorici, enormi e imponenti tele (misure di oltre 6 metri per circa 7 e mezzo) create tra il 2009 e il 2013 e ancora inedite, dà un nuovo sguardo alla complessità dell'opera. Infatti ora non è più solo una verticalizzazione, ma c'è una visione orizzontale che completa l’installazione permanente con il nuovo titolo: I Sette Palazzi Celesti 2004-2015.

I colossi di cemento armato, che si innalzano fino a 18 metri, sono una delle opere più conosciute e potenti nel panorama artistico e hanno ormai raggiunto una dimensione iconografica che nell'immaginario collettivo si associa all'essenza di HangarBicocca. Un fatto condiviso dallo stesso Kiefer che ha spiegato: «Lo spazio è incluso nel lavoro, perché è talmente speciale da diventare parte dell'opera. Ho molto riflettuto sullo spazio di cui dispone l’HangarBicocca, quello che accoglie I Sette Palazzi Celesti, e solo dopo ho deciso come collocare i dipinti».

Nell'aggiornare questo lavoro del 2004, l'artista non ha spostato la prospettiva, ma aggiunto un nuovo punto di vista. Lo sguardo non si perde solo verso la fuga aerea, ma sosta alla base delle torri, conferendo nuova intensità al lavoro. È come se Kiefer avesse sentito il bisogno di dare fondamenta a quelli che, malgrado l'imponenza, proprio per la forza poetica di cui sono portatori, potevano sembrare palazzi volanti. 

«Nel mio studio - ha aggiunto l’artista settantenne che vive e lavora a Parigi - ho tantissimi dipinti che devono ancora essere finiti, alcuni addirittura degli anni Settanta e Ottanta. Quindi mi trovo spesso a ritornare sul mio lavoro, a cambiarlo, modificarlo, portarlo avanti e poi abbandonarlo per anni. Per me è difficilissimo capire quando un’opera è completata». La tensione al divino e il rapporto tra uomo e Natura è il tema espresso dalle tele inserite. I dipinti rimandano a paesaggi desolati, arcobaleni, cieli e pulviscoli che richiamano le stelle e il cosmo. Le tele sono: Jaipur, realizzato nel 2009; due opere della serie Cette obscure clarté qui tombe des étoiles del 2011; il dittico Alchemie (2012) e Die deutsche Heilslinie, dipinto tra il 2012 e l’inizio del 2013.

In cammino tra i Palazzi
Ma le novità che riguardano l’opera di Kiefer non sono finite. Una, in particolare, rivoluzionerà l’esperienza di chi andrà a visitare le Torri. Con il nuovo allestimento l’installazione si può anche “percorrere”: se prima la si poteva ammirare solo lungo camminamenti esterni, adesso nelle Torri ci si può entrare e vivere l’opera da una prospettiva ravvicinata, completamente nuova, con le maestose tele esposte a sinistra della Navata, che sembrano una quinta teatrale. L’effetto è notevole e l’impatto scenografico, se possibile, ancora più intenso. «Non ero sicuro del risultato finale: avevo paura che i dipinti fossero troppo piccoli in questa grande sala, ma credo che sia venuto un ottimo lavoro», racconta l’artista tedesco. Kiefer ha condotto il suo lavoro a fianco del direttore artistico di HangarBicocca, Vicente Todolí , che ne ha curato l’allestimento confrontandosi con la peculiarità dello spazio. Un allestimento che, secondo le parole dello stesso Todolí, fa «diventare l’opera più complessa e porta l'installazione in un’altra dimensione». 

Il futuro di HangarBicocca fino al 2018

Negli ultimi anni Milano sta vivendo un grande fermento non solo dal punto di vista urbanistico, ma anche culturale e creativo. E HangarBicocca - vuole essere tra i protagonisti, come ha ricordato Marco Tronchetti Provera, durante la presentazione della nuova installazione. Così l’inedito riallestimento dei lavori di Kiefer segna anche l’avvio della nuova programmazione concepita da Todolí per il prossimo triennio. Un calendario che fino al 2018, prevede nove mostre personali dedicate ad artisti di grande eco internazionale come Philippe Parreno, Petrit Halilaj, Carsten Höller, Kishio Suga, Laure Prouvost, Miroslaw Balka, Lucio Fontana, Maria Nordman, Matt Mullican.

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