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Il sound innovativo
della famiglia Panini

Un viaggio nella tenuta Hombre della famiglia Panini che continua a cambiare puntando anche sull’innovazione di sistemi audio esclusivi. Qui è nato Pirelli P Zero Sound, lo speaker di design che riproduce il pneumatico della F1

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Il sound innovativo
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In una fattoria subito fuori Modena, tra animali, forme di Parmigiano Reggiano e Maserati d’epoca nascono sofisticati sistemi audio legati al mondo dei motori. Questa sorta di realtà parallela, in cui l’attaccamento alla terra (quella vera) convive con l’innovazione e le più sofisticate ricerche tecnologiche, è il feudo dei Panini, la famiglia conosciuta in tutto il mondo per aver inventato le figurine e che da diversi anni ormai ha diversificato le sue attività, sempre all’insegna dell’eccellenza. Il nome della fattoria è “Hombre”, in onore di Umberto Panini, che negli anni Cinquanta emigrò in Venezuela, salvo poi tornare in Italia per partecipare con i suoi tre fratelli alla grande avventura che ruotava intorno al mondo delle figurine. Oggi a muoversi e operare in questo microcosmo ci sono il figlio di Umberto, Matteo, insieme al cugino Giovanni.

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È qui che si produce il primo Parmigiano Reggiano completamente biologico d’Italia ed è qui che ha sede  IXOOST, start up nata circa sei anni fa. 

«Noi facciamo suonare tutto», è il motto di Giovanni Panini. E a confermarlo è l’ultima creazione di IXOOST, nata dalla collaborazione con Pirelli Design. Si tratta di un impianto hi-fi che sfrutta la più avanzata tecnologia Bluetooth 4.0 Aptx, integrata all’interno della replica della Wind Tunnel Tyre, il pneumatico in scala ridotta prodotto da Pirelli per i Teams del campionato F1™ che li utilizzano per i test nella galleria del vento. «La sfida per noi di IXOOST è stata adattarsi a un oggetto che ha già una sua funzionalità», spiega Giovanni Panini. «Abbiamo  fatto vari esperimenti, prima di capire come farla suonare al meglio lasciando l’oggetto nella sua forma originale». È nato così PIRELLI P ZERO™ sound, un oggetto di design disponibile negli stessi nove colori dei pneumatici da competizione, con un sistema acustico che integra un potente amplificatore con Dsp da 100 w con un midwoofer da 100 mm.  Il progetto è realizzato grazie alla maestria e al know how di piccoli artigiani che curano con competenza e passione tutte le fasi di sviluppo. «Possiamo dire che tutta la filiera è made in Italy, e non è poco», assicura Giovanni. Un tema, quello dell’artigianalità, molto caro a Matteo Panini, imprenditore dalle idee visionarie. 

D’altra parte questa è una terra in cui la voglia di fare non è mai mancata, il valore aggiunto della famiglia Panini è la creatività e lo spirito di sperimentazione. È così che IXOOST  è nata, partendo quasi per caso. «Un amico che voleva realizzare un simulatore di Formula 1 ci chiese un consiglio», ricorda Giovanni, «e da lì ci venne l’idea di prendere una marmitta e farci passare dentro il suono, un’idea apparentemente strampalata». All’inizio era quasi un hobby; eppure l’interesse è cresciuto enormemente in poco tempo, anche perché il prodotto era unico, nessun’altro aveva mai pensato di trasformare marmitte e tubi di scappamento di supercar come Ferrari e Lamborghini in impianti hi-fi di alta fedeltà. Ed è da qui che nasce il nome del brand IXOOST che riecheggia il termine inglese "exhaust" (scarico). «Abbiamo trasformato elementi iconici del mondo automobilistico in oggetti nuovi, unici. E forse ha influito il fatto che qui, nella Motorvalley, il materiale di qualità non ci manca», ammette sorridendo Giovanni. 

La Motorvalley è un tema che ritorna perché proprio nella tenuta “Hombre”, a poche centinaia di metri dai laboratori di IXOOST, si trova la Collezione Umberto Panini, una della collezioni private più importanti al mondo di Maserati. Un museo straordinario che ha al suo interno diciannove Maserati tra le quali la monoposto 6C 34 su cui Tazio Nuvolari conquistò il Gran Premio di Modena del 1934 o la A6GCS berlinetta Pininfarina prodotta in soli quattro esemplari. E poi motociclette e trattori. «Ecco, il trattore è il simbolo», spiega Matteo Panini, illuminandosi mentre lo dice. «Il trattore è il trait d’union del nostro mondo dove convivono motori, cibo, artigianalità e innovazione. Come dice Massimo Bottura, l’ambasciatore di Modena, “Fast cars, slow food”». Il trattore rimanda subito all’altra principale attività dei Panini, il Parmigiano. Nella tenuta “Hombre” la mandria di  600 capi (tutte di due sole razze, la pezzata rossa e la frisona italiana) producono circa 5.000 forme di Parmigiano all’anno. «E ogni forma deve stagionare due anni», sottolinea Matteo, a rimarcare l’aspetto “slow” dell’attività. E il successo del Parmigiano Reggiano biologico prodotto qui deriva anche dalle scelte illuminate, apparentemente controtendenza. Anche i dipendenti, 18, vivono dentro questa sorta di feudo. «Mentre il mondo sembra andare in un’altra direzione, noi abbiamo deciso di portare tutto dentro, dal fieno agli animali, facciamo tutto qui», dice con soddisfazione Matteo. Un filiera quasi a chilometro zero, tutta made in Italy, che vale per il parmigiano come per le creazioni IXOOST. E si torna sempre allo stesso segreto, che forse segreto non è: le radici ben piantate e la visione internazionale, la tradizione e l’innovazione. «In fondo, siamo tutti figli di Marco Polo», dice Matteo, «che ha fatto il giro del mondo per poi tornare a casa». 

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