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I nuovi pionieri tech
nell’industria dell'automobile

Gli esperti guardano al futuro della mobilità e sono sostenitori dell’ascesa del “robotaxi” a guida autonoma, supportati da una nuova ondata di small tech companies

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I robotaxi a guida autonoma vengono salutati favorevolmente non solo come soluzione di trasporto per il futuro, ma anche come la salvezza per l’industria dell'automobile, sottoposta a forti pressioni. Inoltre, sono il prodotto di aziende tech pioniere su piccola scala, che lavorano ai margini esterni della ricerca sui veicoli autonomi, ma che sembrano rendere possibile questa nuova direzione per la mobilità. 

I nuovi pionieri tech nell’industria dell'automobile 01

Molte di esse sono guidate da proprietari che portano la propria passione personale ad aree quali mappatura, camera recognition, sensori, data crunching, comunicazione con altri veicoli. Contribuendo inoltre con una parte altamente specializzata in questo mosaico complesso, stanno sviluppando skill e tecnologie necessarie per i fabbricanti di auto, nel tentativo di tenersi al passo dei trend verso i veicoli autonomi.

Nell'ecosistema in costante crescita delle start-up, in particolare negli Stati Uniti ma anche nel resto del mondo, troviamo la londinese Scape Technologies, caratterizzata da un approccio innovativo finalizzato a far sì che i veicoli, tra cui le auto senza conducente, sappiano esattamente dove si trovano. Fondata solo tre anni fa, Scape ha sviluppato una tecnologia che permette il “riconoscimento della posizione a livello di centimetri, su una scala precedentemente impensabile”.

Approcci innovativi
La mappatura tridimensionale e altamente dettagliata è essenziale per i veicoli autonomi, permettendo di mantenersi sulle corsie corrette e di rispettare i limiti di velocità, i semafori e altre norme stradali. Il problema è che tali mappe sono file dati enormi. Se devono essere trasportati a bordo, corrono il rischio di divenire obsoleti nel giro di poco tempo. Tuttavia, archiviarli nel cloud richiede data link totalmente affidabili, super-velocità, capacità elevate, e questo è praticamente impossibile da garantire. Il sistema ha quindi bisogno di controlli incrociati costanti con il sistema di posizionamento globale, ad es. il GPS americano o il Glonass russo, sistemi militari creati ad hoc, meno precisi per applicazioni per scopi civili.

Edward Miller, co-fondatore e chief executive di Scape, afferma che il GPS e la bussola elettronica, come quella presente negli smartphone, “non sono sufficientemente precisi per consentire la nuova ondata di computing”. La sua azienda ha quindi creato un “servizio di posizionamento visual-based”. Costruisce una mappa 3D nel cloud, utilizzando immagini video e fotogrammi provenienti da un’ampia gamma di fonti. Questo significa che riesce quindi a individuare con precisione la posizione di ogni dispositivo, utilizzando solo le immagini trasmesse dalla videocamera di tale dispositivo.

Al momento, Londra è la sola città mappata da Scape, e i 2-3 secondi necessari per elaborare la posizione su una connessione 3G sono probabilmente soddisfacenti per le biciclette in sharing, ma non per i taxi senza conducente che viaggiano a 8 metri al secondo o a 32 km/h. Tuttavia, è possibile un'elaborazione più veloce e Scape, che ha recentemente raccolto $8m in finanziamenti di avviamento, afferma che ci sono già altre città nella pipeline.

È probabilmente troppo ottimistico pensare che la tecnologia della videocamera Scape possa eliminare tutti i sensori, i sistemi radar e laser utilizzati sui prototipi attuali di auto senza conducente, in quanto i veicoli devono essere in grado di reagire, ad esempio, ai bambini che corrono in mezzo alla strada. Ma l’innovazione di Scape è solo un tipo di tecnologia accolta entusiasticamente dalle grandi società di automobili, che cercano di scommettere la loro posta sul futuro della mobilità. 

Ristrutturazione dei trasporti
Per le città, il futuro è la “mobilità urbana uniforme”, secondo un report di quest’anno di Global Consultancy McKinsey; questo significa favorire i veicoli autonomi e elettrici con incentivi e regolamenti nell'ambito della ristrutturazione integrata dei trasporti. Le alternative principali sarebbero non fare nulla e lasciare che i veicoli alimentati a motori a combustione interna aumentino di pari passo all’aumento della popolazione, oppure permettere l’uso di robotaxi e bus autonomi, ma senza integrarli nel piano dei trasporti generale. La prima opzione produrrebbe un ulteriore livello di inquinamento, insieme a congestioni elevate. La seconda produrrebbe congestioni elevate.

Nel frattempo, i fabbricanti di auto sognano una fuga dal business tradizionale che richiede ingenti investimenti di capitali, per approdare a zone marginali considerate probabili nei servizi di mobilità, stimati da Ford e altri con picchi del 20 per cento. 

Il potenziale generale è enorme. Chipmaker Intel, che ha contribuito molto a questa idea, afferma che il settore dei veicoli autonomi genererà $7 miliardi all’anno entro il 2050. Waymo, dal canto suo, sta indubbiamente indicando la via. Alphabet, consociata di Google, ha iniziato a lavorare solo 10 anni fa sulle capacità e sulle tecnologie di guida autonoma; oggi, viene valutata a $250 miliardi.

Dare forma al futuro
Con una posta in gioco così alta, la richiesta di tecnologie d’avanguardia è enorme. Un’altra start-up mostra il potenziale. In meno di due decenni, Mobileye è passata dall'essere un progetto di ricerca accademico israeliano, utilizzando algoritmi per identificare i pericoli di un veicoli, pedoni e segnali stradali con un camera feed, a sistema utilizzato su milioni di veicoli. La società è stata acquisita da Intel nel 2017 per $15,3 miliardi.

La tecnologia Mobileye viene ampiamente utilizzata dai fabbricanti di veicoli per le funzioni già esistenti di driver-assistance, tra cui adaptive cruise control e frenate d’emergenza. Ma i veicoli senza conducente sono il vero premio e l’azienda sta ora lavorando con Intel e BMW su un sistema di guida autonomo, che dovrebbe entrare in produzione entro il 2021.

Nel frattempo, BMW e Mercedes hanno annunciato la fusione dei propri servizi di parcheggi, ricarica, ride hailing e car sharing, sottolineando la determinazione dei fabbricanti di auto a rivendicare lo spazio nella mobilità. 

Le società automobilistiche sanno di doversi impegnare nel settore dei robotaxi e non solo come fornitori di auto convertibili in veicoli autonomi, in quanto i margini sulle vendite del parco macchine sono esigui. Se vogliono rimanere nel business dei trasporti, devono integrare il lavoro dei pionieri della tecnologia. Ed è proprio qui che entrano in gioco le aziende come Scape, Mobileye e molte altre nuove start-up nel settore automobilistico.

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