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I giovani
e le loro invenzioni

I giovani che hanno cambiato il "Mondo Moderno" con Google, Facebook, YouTube. E guardando al passato scopriamo che tante rivoluzioni vengono dai più giovani

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I giovani
e le loro invenzioni

E’ il 15 settembre del 1997 quando due giovani studenti della Stanford University registrano il dominio Google che, con un gioco di parole, vuole catalizzare sul web una quantità infinita di informazioni. Il termine viene scelto da Larry Page e Sergey Brin che si ispirano al termine matematico googol che indica il numero caratterizzato da un 1 iniziale seguito da 100 zeri. Era stato inventato dal matematico americano Edward Kasner nel 1938 per spiegare la differenza tra un numero enorme e l’infinito. Google infatti si vanta di indicizzare un numero molto elevato di pagine web, certamente superiore a quello raggiunto dai suoi concorrenti. Nasce un’invenzione che parla di giovani ragazzi che con le proprie idee, con la loro voglia di esserci nel mondo hanno creato un mondo parallelo che ogni giorno si popola di visitatori virtuali. Tutti siamo rimasti divertiti dai doodle, le versioni modificate del logo di Google che, in diverse occasioni o per eventi particolari, per celebrare personalità della storia, passata e contemporanea, passano a darci il benvenuto sul motore di ricerca quando ci connettiamo con il nostro cellulare o con un qualsiasi dispositivo elettronico. Un marchio di fabbrica riconoscibile che, negli anni, si è distinto per originalità e unicità, che non ha eguali e che, a questo punto, stuzzica la curiosità degli utenti, ormai abituati a divertirsi con queste geniali e periodiche trovate.

I giovani e le loro invenzioni

Le invenzioni dell’era informatica e digitale sono sempre state creati da giovanissimi Archimede.

All'età di soli diciannove anni, al secondo anno di università, una delusione d'amore spinge Mark Zuckerberg a inventare un nuovo modo per potersi mettere in contatto tra conoscenti della stessa scuola, quartiere, paese o città. Mette su, così, grazie all'aiuto di alcuni suoi compagni di corso, un sistema inizialmente dedicato solo ai ragazzi iscritti presso la scuola che frequentava. Utilizzando le foto degli iscritti dell'annuario scolastico, crea un sito (Facebook) che suscita da subito molto interesse. Per questo progetto, ancora ben lontano dall'essere riconosciuto all’epoca come un’idea geniale e fonte di guadagno e ricchezza, rischia l'espulsione dalla scuola!

E così, quello che sarebbe diventato il più famoso social network al mondo, nel febbraio 2006 apre anche agli studenti degli istituti superiori e ai dipendenti di alcune grandi imprese. Dall'11 settembre dello stesso anno poi, viene data a chiunque la possibilità di registrarsi. Nel luglio del 2007 il sito di Mark Zuckerberg, risulta tra i primi dieci al mondo. Successivamente Bill Gates con la Microsoft e altri investitori acquistano quote di mercato di Facebook a un prezzo incredibile. Il portale Google fa una mega offerta a Mark e soci per acquistare il pacchetto, ma viene rifiutata.

Nel 2008 Forbes nomina Zuckerberg il più giovane miliardario al mondo e nel 2010 il suo patrimonio personale viene stimato in quattro miliardi di dollari. Nel 2010 Facebook, con oltre 500 milioni di utenti registrati online, è il secondo sito più utilizzato al mondo, dopo Google; la società Facebook Inc. di cui Mark è CEO, ha un valore compreso tra i 25 e i 40 miliardi di dollari ed è uno dei titoli a maggiore capitalizzazione della Borsa americana.

Google, non potendo accedere a Facebook, acquista la startup YouTube, altra fantastica invenzione a cura di 3 ventenni Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen. Su Youtube gli utenti possono partecipare attivamente, caricando video personali direttamente dai loro mobile, segnalando direttamente i video più belli mettendoli in evidenza rispetto agli altri e possono usufruire di appositi strumenti per mettere in evidenza i video dal contenuto illegale o contenenti scene di violenza.

Lanciato ufficialmente il 15 febbraio 2005, il primo video viene caricato alle ore 20.27 del 23 aprile 2005: si intitola “Me at the zoo”. In soli tre anni dalla sua nascita, YouTube ha spopolato sul web, conseguendo grandiosi risultati che metterebbero in difficoltà tutti i botteghini del mondo: ogni giorno vengono caricati, in media, 65.000 nuovi video e ogni ventiquattro ore vengono visualizzati oltre cento milioni di video.

Il carburante che ha dato più energia a tutte le giovani invenzioni dei nostri tempi, compresi Twitter e i suoi tweet, è stato dato con gli smarphone e i tablet, veri e propri mini computer che, inizialmente, grazie ad Apple e al sistema operativo IOS, con le varie versioni di Ipad e Iphone, hanno dato al mondo intero la possibilità di servirsi di App che rendono facile l'accesso a tutti i social media inventati negli ultimi 20 anni.

Grazie a questi strumenti ricchi di tecnologia, lo sviluppo e il successo delle applicazioni, ha permesso di creare tutta un’altra serie di linguaggi software tradotti dai competitor di Apple, tra cui Android.

Anche dall’Italia, culla naturale di tante importanti invenzioni nella storia dell’uomo, dalla radio, al telefono, fino alla moka per il caffè, un giovane ventiduenne si sta mettendo in luce per la sua meravigliosa idea: un’app che permette ai non vedenti di leggere gli oggetti in un ambiente grazie all’intelligenza artificiale. Il giovane imprenditore italiano si chiama Alberto Rizzoli che, con il valido aiuto di Marita Cheng di 26 anni e del ventisettenne Simon Adwardsson, hanno messo appunto questa rivoluzionaria app. I tre ragazzi hanno creato il software tramite cui con un telefonino dotato di telecamera, viene scattata una foto e dopo qualche secondo di attesa fornisce una risposta in merito all’oggetto fotografato.

Giovani ragazzi che inventano grandi dispositivi, che concepiscono grandi idee, che hanno fatto grande la storia di un progresso che, grazie a loro, si specchia in un continuo fermento a monte di un progetto di vita perfettibile che andiamo rincorrendo ogni giorno, consapevoli della grandezza della mente umana.

I giovani moderni del passato
Quasi tutte le cose che ci stanno intorno e fanno parte della nostra vita hanno dietro una storia di ideatori. È grazie all’intelligenza e alla creatività di questi personaggi che oggi esistono una serie di prodotti che ci agevolano la vita, giorno dopo giorno: la carta, la plastica, la lampadina elettrica, la penna biro, ma anche l'acciaio, il telefono e naturalmente il televisore.

Dietro molti degli oggetti ormai entrati a far parte di una quotidianità che, inevitabilmente, le dà per scontate, c'è il lavoro geniale di molte menti brillanti e spesso alcune delle idee più innovative e rivoluzionarie sono state concepite da cervelli che all'anagrafe potevano confermare un'età davvero giovanissima!

Philo Farnsworth aveva solo 14 anni, quando si mise all'opera per un'invenzione che avrebbe portato, in un secondo momento, a quella che sarebbe diventata una delle scoperte più importanti del secolo: il televisore. Farnsworth spese gran parte della sua vita a studiare per creare un dispositivo di visualizzazione delle immagini. E', a tutti gli effetti, il precursore della moderna televisione e tra le sue creazioni troviamo anche il dissettore di immagini, un tubo per la videocamera. Il suo prototipo prese vita nel suo laboratorio californiano di San Francisco e apparve rivoluzionario rispetto ai precedenti modelli basati, fino ad allora, su un sistema meccanico, mentre il suo era dotato di un dispositivo elettronico. Il televisore di Farnsworth trasmette le immagini su una superficie sensibile attraverso un tubo a raggi catodici; tecnologia ancora in uso sebbene il mercato stia preferendo gli schermi al plasma, i led e gli oled.

Blaise Pascal, bambino prodigio educato da un padre esattore, pubblica, a soli diciassette anni, il Saggio sulle coniche e a diciannove realizza la prima macchina calcolatrice della storia, la Pascalina, creando così il primo sistema di calcolo addizionale. Il padre di Pascal, che trascorreva le giornate a svolgere complessi calcoli matematici, riesce a velocizzare così il suo lavoro. La prima calcolatrice era una scatola di legno con un sistema di ingranaggi molto complesso e si può ammirare al Musée Conservatoire National des Arts et Métiers.

Louis Braille, il famoso inventore dell’attuale sistema di lettura e scrittura internazionale per non vedenti, alla tenera età di tre anni perdette la vista in un incidente e così il suo si trasformò in un mondo di suoni e di musica. Frequentava una scuola per non vedenti a Parigi in cui venivano impiegati libri con grado lettere in rilievo per permettere agli studenti lodi leggere e, ispirato da questo strumento, Braille creò, all’età di soli 15 anni, un sistema che utilizzava punti in rilievo al posto delle lettere. Il linguaggio Braille è diventato il sistema di scrittura tattile ufficiale utilizzato dai non vedenti e dagli ipovedenti in tutto il mondo.

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