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I 10 programmatori più famosi: da Tim Berners-Lee a Mark Zuckerberg

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I 10 programmatori più famosi: da Tim Berners-Lee a Mark Zuckerberg
I 10 programmatori più famosi: da Tim Berners-Lee a Mark Zuckerberg 1

Da quando i PC hanno catapultato l’uomo nell’era moderna e reso il futuro sempre più “presente”, il settore tecnologico non ha smesso mai di evolversi, permettendo di progredire sotto molti aspetti e migliorare la propria esistenza.

Visto il boom digitale degli ultimi anni, con la produzione di pc e dispositivi mobili sempre più potenti e la sempre più crescente richiesta da parte delle aziende di figure competenti in questo settore, saper programmare significa avere la quasi certezza di possedere un lavoro.

Ma cosa significa “saper programmare”?
Se pensate che bastiseguire un corso su YouTube vi sbagliate di grosso, ma sappiate che allo stesso tempo non è necessario conoscere tutti i linguaggi di programmazione, sia perché ne esistono tanti, sia perché tutti variamente complessi.

Come in molti altri campi, per sviluppare bene è essenziale specializzarsi solo in alcuni linguaggi, codici che hanno permesso di aprire le porte di veri e propri “nuovi mondi” virtuali, che fino a pochi anni fa erano impossibili anche da immaginare. Allo stesso tempo bisogna avere ben chiare le specifiche e i limiti delle componenti hardware per la quale si sviluppa, in modo tale da far funzionare il tutto in modo più fluido possibile e conoscere tutto ciò che ruota intorno a un singolo programma, una cultura informatica a tutto tondo, come design delle interfacce grafiche, database, struttura dei pacchetti di trasmissione dati e molto altro. Aldilà di un ottimo livello di conoscenza di linguaggi e tecniche informatiche, un buon programmatore deve essere dotato anche di specifici tratti della personalità: abilità ad imparare autonomamente nuove cose, tenacia necessaria per trovare la giusta soluzione ad ogni tipo di problema, soprattutto quando ci sono di mezzo migliaia di righe di codice scritto, il più delle volte, da qualcun altro. Inoltre, l’attenzione al dettaglio e l’abilità nell’organizzazione di progetti spesso complessi sono elementi fondamentali per riuscire in questa attività.

Tutto ciò fa della programmazione una vera e propria arte e dei programmatori dei veri e propri artisti, spesso immersi in un mondo fatto di caffè, scrivanie sommerse di memo e pezzi di codice scritti in ogni dove, schemi e grafici per tramutare in linguaggio di programmazione idee, proposte o commissioni di lavoro.

La storia degli ultimi decenni è piena di programmatori che, chi più chi meno, hanno contribuito a “cambiare il mondo”, tramite l’ideazione e lo sviluppo di linguaggi del tutto nuovi e innovativi, programmi rivoluzionari, videogiochi memorabili o, come nel caso di Tim Berners-Lee, di internet.

Di seguito elenchiamo 10 tra i programmatori più importanti e conosciuti della storia dell’informatica, capaci di generare montagne di soldi e, alcuni di loro, ottenere potere alla stregua di un capo di stato.

•    1. Linus Torvalds
Linus Torvalds è il padre del sistema operativo open source Linux, creato nel dormitorio della sua università in Finlandia nel “lontano” 1991. Ad usufruire della sua piattaforma sono colossi dell’informatica come Google, Amazon, IBM e Facebook, essendo fondamentale per il funzionamento di moltissimi progetti, come il sistema operativo mobile più diffuso al mondo, Android. Attualmente Torvalds è ancora a capo della sua creatura e svolge quotidianamente, comodamente seduto alla scrivania di casa, il lavoro di coordinatore del progetto. Linux è entrato nella storia dell’informatica per una caratteristica ben precisa: è un sistema operativo libero, su cui chiunque può apportare delle modifiche, sebbene in maniera gerarchica e non anarchica, visto che ogni decisione finale sui cambiamenti del codice spetta sempre a Torvalds. Ancora oggi, per questa sua natura open source, Linux rappresenta una valida alternativa ai sistemi operativi non liberi e più famosi, Windows di Microsoft e MacOS di Apple.

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•    2. Sir Tim Berners-Lee
Tim Berners-Lee, eletto dalla rivista Time una delle cento personalità più importanti del ventesimo secolo, è considerato da tutti l’inventore di internet. Grazie al suo intuito e al suo talento da programmatore, Lee ha inventato il termine “World Wide Web”, ha scritto la prima bozza del linguaggio ipertestuale html e ha svolto un ruolo essenziale nella realizzazione del primo browser. Nel 1991 installò il primo server web della storia su una macchina Next, ideata dall’ex CEO di Apple Steve Jobs, ponendo le basi pratiche per quello che sarebbe stato, 4 anni dopo, la più grande rivoluzione tecnologica (o una delle più grandi) fino ad oggi.

•    3. Donald Knuth
Donald Knuth è stato da tutti definito come “professore nell’arte della programmazione”. Teorico dell’informatica, è stato nominato, grazie alla sua esperienza nel campo, professore emerito all’Università di Stanford, una delle più rinomate nel settore informatico. Per lui l’analisi degli algoritmi, strutture logiche utili a risolvere determinati problemi attraverso un numero finito di passi elementari, alla base dei linguaggi di programmazione, non ha segreti. Il suo pensiero sta confluendo in un’opera in più volumi, “L’arte della programmazione”, di cui sono state pubblicate le prime tre parti. Tra le cose da lui create c’è il linguaggio Tex, molto utilizzato tra ingegneri e matematici perché più adatto per la scrittura di formule matematiche rispetto ai principali software editor (come Word, ad esempio) che offre il mercato.

•    4. Brendan Eich
Eich è il padre di Javascript, un linguaggio utilizzato nella programmazione Web per la creazione, sia in siti che in applicazioni mobili, di effetti dinamici interattivi innescati da azioni compiute dall’utente mentre naviga. Il New York Times lo ha definito “mezzo artista e mezzo hacker”, e mai definizione fu più azzeccata. Sin dalla giovane età, dopo essersi laureato in ingegneria, Brendan Eich ha affascinato le aziende della Silicon Valley per le sue doti da programmatore, che gli hanno consentito di creare, in appena dieci giorni, un nuovo linguaggio di programmazione e che lo hanno portato a diventare, nel 2014 (ma solo per un mese), CEO di Mozilla Corporation.

•    5. Solomon Hykes
Programmatore dalle ancora grandi potenzialità, di soli 37 anni, Solomon Hykes ha sviluppato due delle piattaforme cloud più utilizzate dai programmatori di tutto il mondo. La prima, dotCloud, vede la luce nell’incubatore di startup, molto noto nella Silicon Valley, Y Combinator. Nonostante il successo e il numero enorme di clienti pronti ad utilizzare la piattaforma, Hykes diventa fondatore, nel 2012, di Docker. In pochi anni Docker, grazie anche alla notorietà ormai acquisita di Hykes, è diventato un vero e proprio punto di riferimento per i programmatori e le aziende di tutto il mondo interessate al cloud e conta già centinaia di milioni di download.

•    6. Mark Zuckerberg
Hanno scritto libri, hanno prodotto film, le aziende fanno a gara per accaparrarsi un po’ della sua attenzione, ma Mark Zuckerberg, ideatore e sviluppatore di quello che, semplicemente, è il social network per eccellenza, Facebook, prima che grande uomo d’affari e uno dei giovani più ricchi del mondo, è un programmatore. Il successo di Zuckerberg inizia dal suo dormitorio dell’università di Harvard, in cui Mark, a soli 20 anni, lancia “The Facebook”, ispirandosi all’annuario universitario con le immagini e i dati degli studenti. Da quel giorno Zuckerberg è stato capace di creare un business miliardario, un’azienda con sedi in tutto il mondo, acquisizioni di società e tecnologie milionarie, meritandosi l’appellativo di “visionario”, come altri illustri precedenti della Silicon Valley, come Steve Jobs, Jeff Bezos o Bill Gates.

•    7. David Heinemeier Hansson
Premiato da Google, nel 2005, come “hacker dell’anno”, Hansson, trentasettenne danese esperto di linguaggio PHP e strumenti per il “project management web based”, nel 2004 ha rilasciato una potente piattaforma software in grado di fornire soluzioni pratiche a chi lavora su siti web e incontra problematiche complesse: Ruby on Rails, basato su Ruby, un linguaggio orientato agli oggetti. Grandi colossi web come AirBnb e Groupon sfruttano il suo lavoro e anche Twitter, prima di passare ad una soluzione proprietaria, scelse Ruby on Rails come propria, solida base software.

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•    8. Richard Stallman
Noto nell’ambiente informatico come RMS, Richard Mathew Stallman, oltre ad essere un geniale programmatore, è un attivista politico in continua lotta contro il sistema dei brevetti nel mondo del software. In parole povere Stallman si batte per un software libero e per la loro libera circolazione. Programmatore provetto, abile nel realizzare programmi in più linguaggi sin dagli anni del liceo, Stallman perfezionò il proprio talento ad Harvard ed entrò a far parte ben presto, negli anni ’70, del MIT (Massachussets Institute of Technology) e di diversi ambienti hacker. Aldilà della sua carriera informatica, Stallman è noto per il progetto GNU (GNU is not Unix), un sistema operativo compatibile con Unix e composto solo da software gratuiti, lanciato nella metà degli anni ’80 e ancora oggi di grande interesse e rilievo tra informatici e programmatori.

•    9. Bram Cohen
Se c’è un fenomeno continuamente affiancato agli eccentrici programmatori e geniali informatici, è la pirateria. E se c’è un software di scambio file (file sharing) che, in modo errato, almeno nelle intenzioni dell’ideatore e sviluppatore, viene collegato sempre alla pirateria quello è BitTorrent, inventato da Bram Cohen nel 2001. Il protocollo ideato da Cohen è di una semplicità disarmante: peer to peer, ossia “da pari a pari”, da pc a pc, così viaggiano i file nel software BitTorrent, senza alcun server che fungada struttura centrale. In questo modo gli utenti possono scaricare i file posseduti da altri in modo veloce e sicuro, condividendoli dopo averli scaricati e usufruendo, per questo, di una maggiore velocità di connessione per i futuri download.

•    10. Hames Gosling
Hames Gosling è noto al mondo per essere stato l’inventore del linguaggio Java, una tecnologia che gode della multi-scalabilità, ossia non ha bisogno di essere adattata (riscritta) ai vari computer o ai dispositivi in circolazione perché in grado sempre di “adattarsi” e funzionare correttamente. Per questo motivo Java è uno dei linguaggi più utilizzati al mondo, in primis dagli sviluppatori di applicazioni Android. La tecnologia Java è stata venduta nel 2010 dalla Sun Microsystems, in cui lavorava Gosling, alla Oracle. Da quel momento Gosling ha lasciato l’azienda e ha sempre criticato la sua “creatura” per i problemi di sicurezza che, di anno in anno, continuano ad aumentare.

La lista dei più importanti programmatori della storia dell’informatica potrebbe continuare ancora a lungo; basti pensare che sono fuori dalla nostra top 10 nomi del calibro di Bjarne Stroustrup, inventore del linguaggio C++ (plus plus), John Carmack, visionario dei videogiochi e del mondo del 3D, Ada Lovelace, la prima programmatrice della storia in grado di scrivere il primo algoritmo adatto ad essere eseguito da una macchina (nella prima metà del 1800!) o Dennis Ritchie, inventore del linguaggio C. La grande passione per l’informatica e la tecnologia ha guidato ognuno di loro nella ricerca dell’innovazione rivoluzionaria, in grado di migliorare il lavoro e, più in generale, le vite di milioni di persone in tutto il mondo.

Basti pensare che i loro singoli apporti hanno reso possibile elementi per noi ormai naturali: la globalizzazione, un elemento concreto derivante dal fatto che chiunque può ormai muoversi con facilità e in poco tempo da un punto all’altro del mondo, comunicare istantaneamente, anche a milioni di chilometri di distanza, conoscere fatti o avvenimenti, in tempo reale, in zone remote del globo o acquistare beni e merci in altri continenti senza essere presenti in loco.

La tecnologia permette il passaggio delle informazioni da un posto all’altro, ma i dispositivi, anche quelli più moderni e avanzati, almeno per il momento, non sono oggetti a sé stanti e hanno sempre bisogno dell’uomo per essere “istruiti” e funzionare a dovere.
La figura dell’“istruttore” è dunque svolta dai programmatori: gli unici a conoscere il linguaggio macchina e a poter comunicare con computer, smartphone, tablet e quant’altro.
In epoca moderna essere programmatori e saper scrivere codice per diverse macchine, dall’iPhone ai comuni PC, fino a smartwatch e tablet, significa possedere tantissime competenze e aver passato ore interminabili davanti al monitor di un computer!

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