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È davvero ecologico
viaggiare in auto elettrica?

Le auto elettriche hanno senso dal punto di vista ambientale solo se anche l’elettricità usata per ricaricarle è verde, cosa che spesso non succede.

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Chi è convinto di lasciarsi alle spalle il mondo delle emissioni di carbonio nel momento in cui sale a bordo di un veicolo elettrico, potrebbe doversi ricredere. Anche se i veicoli elettrici non producono di per sé emissioni, si trovano comunque al termine di una catena energetica che inizia con qualcuno, da qualche parte, che genera elettricità. Elettricità che può essere priva di emissioni o meno.

Alla ricerca di energia verde

Nel peggiore dei casi, l’elettricità in questione potrebbe persino produrre emissioni eccezionalmente elevate: una centrale elettrica a carbone, ad esempio, non si limita a riversare nell’atmosfera CO2, ma anche anidride solforosa, ossido di azoto, arsenico, piombo e mercurio.

Non sempre però l’energia arriva da una centrale a carbone e può anche accadere, in uno scenario ideale, che sia  elettricità verde al 100%. Di conseguenza la domanda è: dove trovare questa energia verde e come avere la certezza che sia veramente sostenibile? Si tratta di informazioni essenziali, senza le quali la proposta di auto verdi potrebbe non avere la credibilità necessaria.

A livello globale, la percentuale di elettricità proveniente da fonti rinnovabili verdi è ancora bassa. Nell’Unione Europea rappresenta il 33% dell’elettricità consumata, mentre negli Stati Uniti arriva solo all’11%. Ma le cifre variano notevolmente da un Paese all’altro: la Danimarca, ad esempio, produce il 46% della sua elettricità dall’energia eolica, con i biocarburanti e il fotovoltaico in aggiunta.

Generare la propria energia

Ma allora c’è un modo per essere sicuri che l’elettricità usata per alimentare la propria auto sia veramente verde? La risposta è sì, anche se le cose non sono così facili come sarebbe auspicabile.

Quello che non è possibile fare è separare l’elettricità verde dalla varietà “non verde” una volta che l’energia è stata immessa nella rete elettrica nazionale. Gli elettroni sono solo elettroni e non contengono alcuna informazione sulla loro provenienza o su come sono stati generati.

Le reti elettriche private invece sono diverse e possono garantire la provenienza dell’energia. Se si dispone di un generatore di energie rinnovabili, si pensi ad esempio alle persone che hanno installato un impianto di pannelli fotovoltaici, allora si può caricare l’auto a casa ed entrare a far parte della cerchia ristretta degli automobilisti verdi al 100%.

Per chi invece deve acquistare energia sul mercato aperto, la migliore alternativa è scegliere un fornitore di energia verde. Ed è qui che le cose cominciano a complicarsi.

Effettuare verifiche sul fornitore

Nel Regno Unito, ad esempio, ci sono diversi fornitori che vendono “elettricità verde”, ma la situazione non è sempre così lineare come sembra.

Alcune aziende non generano elettricità direttamente e si limitano alla compravendita di certificati. Tali operatori acquistano elettricità al mercato all’ingrosso, quindi acquistano anche certificati di Garanzia di origine dell’energia rinnovabile o “REGO” (Renewable Energy Guarantee of Origin) perfettamente autentici che consentono loro di etichettare qualsiasi tipo di elettricità che vendono come verde, a prescindere dalla fonte.

Se pensate che questa pratica sia leggermente discutibile, non siete i soli. Tanto più che da un recente sondaggio condotto nel Regno Unito è emerso che un terzo di tutti i consumatori è convinto che, acquistando elettricità a tariffa “verde”, utilizzerà energia rinnovabile al 100%, mentre non è così.

Altre aziende, invece, acquistano energia verde da produttori di energia verde e la vendono: in questo caso, il problema è che non stanno costruendo nuove fonti di energia verde e rinnovabile con l’intento di aumentare la quantità totale di energia verde disponibile.

È giunto il momento di agire

Esistono fornitori di elettricità che generano tutta la propria energia, e lo fanno a partire da fonti rinnovabili al 100%. Ma sono pochi: meno di 5 su un totale di circa 60 nel Regno Unito, ad esempio.

Forse è ora che tutti questi produttori di energia si diano da fare e inizino a fornire il tipo di energia rinnovabile che i consumatori desiderano acquistare. In caso contrario, il numero sempre maggiore di utenti di veicoli elettrici si accorgerà del fatto che “zero emissioni” non sempre si traduce in zero emissioni. E ciò potrebbe porre un freno alla rivoluzione della mobilità sostenibile che tutti noi ci auspichiamo.

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