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Drive In: nuova linfa

Dopo il 2000 tornano in voga i drive in. Ed è un modo fantastico di vivere l'auto in maniera diversa

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Drive In: nuova linfa

Gli anni del secondo dopoguerra furono caratterizzati dal mito americano che influenzò moltissimo la vita di tutti i giorni. Il desiderio di emancipazione si portava dietro una corsa al progresso e a un sistema sociale più soddisfacente. Quel mito è arrivato nelle vite degli italiani e nella loro cultura influenzando anche il mondo del cinema, della tv e del teatro.

Drive In: nuova linfa

Le seduzioni di quello che stava oltreoceano e che arrivava in Italia attraverso le riviste patinate e i libri, non lasciarono indifferenti e ogni aspetto della vita sociale ne fu ammaliato. Molte furono le emulazioni, dal campo della musica, alla moda al teatro, al cinema.

Si consolidò dunque l'idea che regalare agli italiani un loro Drive In potesse essere fonte di successo e in linea con le nuove tendenze. Nel 1957 ci fu a Roma il lancio del Drive In più grande d’Europa, il Metro Drive In. Per gli italiani era un sogno poter andare a guardare un film all’ombra dei pini romani, seduti nello loro auto, proprio come avevano cominciato a fare in America!

Negli USA, infatti, la moda era esplosa dopo che Richard Hollingshead, rivenditore di parti di ricambio per automobili, ebbe l’idea di sperimentare a casa sua a Cambden, nel New Jersey, un cinema privato. Si racconta che l’idea gli fosse venuta perché sua madre non riusciva a sedersi nelle poltrone dei cinema dell’epoca, i Palace. Erano cinema teatro che prestavano attenzione all’eleganza, sacrificando la comodità dello spettatore. Così, Hollingshead ebbe una folgorazione e nel 1932 decise di realizzare la versione casalinga di quello che sarebbe diventato il mito assoluto dei decenni successivi. Con un lenzuolo bianco tenuto tra due alberi, creò uno schermo su cui proiettare un film per famiglia e vicini di casa comodamente seduti nelle loro automobili, sistemate da Hollingshead stesso su delle rampe nei loro parcheggi per sollevare il cofano e non avere l’ingombro delle altre vetture. Fu un vero successo e gli anni ’50 consacrarono il Drive In come mito assoluto di quegli anni, destinato a rimanere nella storia come protagonista emblematico di una nuova era.

Il Drive In italiano fu progettato dall’architetto Eugenio Galdieri e il suo debutto avvenne con la proiezione del film di Dino Risi, La nonna Sabella. Nelle foto d’epoca si possono vedere il Maggiolone decappottabile (forse l’auto più adatta per godere all’epoca dei film a cielo aperto) la Fiat 500, e tutte le automobili che hanno fatto la storia del nostro paese e che restano miti indiscussi di quegli anni! L’importanza dell’automobile in Italia viene anche sottolineata dalla nascita del Club Aci che affonda le sue radici nel dall’Automobile Club di Torino fondato nel 1898 e che nel 1904 assunse la denominazione di Unione Automobilistica Italiana con lo scopo di favorire lo sviluppo dell’automobilismo italiano.

Il Metro Drive In ebbe vita breve e nel 1986 chiuse i battenti. Nonostante questo, rimane un grande mito celebrato anche nel cinema: molti sono i film con chiari riferimenti o omaggi. Primo fra tutti un film che ha fatto storia, Grease con Olivia Newton-John e John Travolta: ci sono scene girate in un Drive In anche in F.B.I. operazione gatto e American Graffiti. Tra i telefilm, Happy Days, che ha segnato un’intera generazione, è girato per gran parte del tempo nell’Arnold’s Drive In in cui arrivavano moto roboanti e fiammanti automobili. E nell’elenco c’è anche un film italiano, La leggenda di Al John e Jack, ambientato nella New York del 1959 e che si apre proprio con i tre protagonisti che guardano un film in macchina in un Drive In. Per gli appassionati del genere, è facile trovare all’asta le locandine originali di film (per la maggior parte horror) che venivano proiettati nei cinema all’aperto statunitensi.

Tuttavia, se da una parte oggi i Drive In stanno subendo una battuta d’arresto negli Stati Uniti, a causa dell’obbligata conversione ai proiettori digitali che impone costi elevati, in Italia il nuovo millennio ha rilanciato questa moda e proprio negli ultimi anni sono sorti diversi Drive In. A Pontedera, in provincia di Pisa, due giovani ragazzi hanno progettato e creato il loro Drive In tutto italiano che sta avendo molto successo. All’ingresso del locale si viene accompagnati al proprio posto auto e si riceve comunicazione della frequenza del canale radio su cui sintonizzarsi per ascoltare il film.

E ce ne sono altri in Italia!
A Pozzuoli per esempio, nasce nel 2009. Sempre al passo con la programmazione ufficiale delle sale cinematografiche, fornisce anche l'autoradio a chi non la possiede. Poche, però ferree, sono le regole che un posto del genere impone:

•    i fari dell'auto devono essere spenti all'ingresso e restare spenti per tutta la durata           del film
•    all'interno del parcheggio si deve procedere a passo d'uomo ed è vietato suonare il         clacson o produrre rumori che disturbino la visione del film
•    durante la proiezione è vietato spostare l'auto anche per andare al bar o recarsi alle         toilette.

I prezzi dei biglietti sono molto contenuti e sul sito del Drive In trovate il Drive Quiz che consiste in domande sul mondo del cinema. basterà rispondere e inserire la vostra mail e, settimanalmente, verrà estratto un vincitore a cui andranno due biglietti omaggio per una proiezione. Curiosità? Il cinema rimane aperto anche in caso di pioggia!

Dopo la chiusura nel 1986, e una piccola parentesi nel 1997, il Metro drive In di Roma riapre per due serate l'11 e il 12 settembre del 2015. In programma la proiezione dei due già citati grandi classici della cinematografia americana che celebrano il mito del Drive In. Il primo, American Graffiti, un film del 1973 diretto da George Lucas per cui è stato riprodotto, negli universal Studios di Hollywood, la copia esatta del Mels Drive In di San Francisco e il musical Grease del 1978. Famosa la scena in cui Danny Zucco cerca di sedurre proprio in un Drive In, a bordo di una mitica automobile americana anni '50, la giovanissima e ingenua Sandy.
Per preparare al meglio le due serate di rilancio de Drive In di Roma, si sono fatti gradi lavori di bonifica, sono state predisposte le uscite di sicurezza, installate toilette chimiche e una radio locale avrebbe curato la parte dell'audio fornendo la sintonizzazione del canale. Il prezzo del biglietto era a discrezione del pubblico. Uno spazio che poteva contenere 700 automobili e per chi non riusciva a trovare posto, un parcheggio esterno da cui arrivare comodamente a piedi per godere della proiezione.

In America, al momento, sono ancora attivi 338 Drive In.
In florida, a Fort Lauderdale, all'interno dello Swap Shop Fort Lauderdale ci sono tantissime boutique in cui trovare magliette vintage, scarpe da ginnastica, souvenir e un'infinità di oggetti stravaganti (e anche inutili!) che rendono felici gli avventori. All'interno di questo hangar, c'è un Drive In in perfetto stile anni '50 dove poter guardare film di recente produzione. E la Florida, come la California, L'Alabama e il Colorado sono gli stati dove è concentrato il maggior numero di Drive In degli Stati Uniti.

L’automobile per gli italiani è un tesoro prezioso da proteggere e di cui prendersi cura, un'estensione della propria personalità da mettere in mostra, da esibire e di cui godere. Un posto dove sentirsi sicuri e comodi. E se questa è la sensazione, cosa c’è di meglio di un bel film guardato comodamente dall’abitacolo della propria automobile? L’avvento dei nuovi Drive In è un modo diverso e nuovo di vivere la passione degli italiani per le auto.

Il mercato dell’auto che di recente è tornato in pista con una nuova linfa vitale, offre una vasta gamma di modelli appetibili per le performance su strada ma anche per il design accattivante. Molte sono le case automobilistiche che hanno fatto del design e del comfort le linee guida dei loro brand, proponendo sul mercato auto sempre più belle e facili da vivere, divertenti e fantasiose, adatte ai nuovi stili di vita che dimostrano l’urgenza di tornare a produrre qualcosa che resti alla storia. Al Salone di Francoforte del 2015 sono state presentate autovetture che presentano un grande equilibrio tra abitacolo e vettura. Le dimensioni di molti modelli sono state studiate in modo da favorire un maggior spazio a bordo. Ce ne sono alcuni in cui c’è più spazio per la testa dei passeggeri e chi è seduto dietro ha più libertà di movimento per le gambe.

Godersi un bel film in un Drive In, in un’auto del genere, non può che aumentare la consapevolezza di essere nell’abitacolo giusto al momento giusto! Tanto più che con i rinnovati impianti, anche l’audio aiuterà a vivere l’esperienza di in una vera sala cinematografica, nel massimo comfort della propria auto. E se si pensa che all’inizio nei Drive In l’audio era diffuso da altoparlanti direzionali sistemati in cima a un palo, uno per ogni auto, si intuisce come le nuove generazioni cinefile e amanti delle quattro ruote saranno il pubblico di un nuovo modo di amare il cinema, consigliato dai più esperti.

Nei Drive In italiani c’è anche la possibilità di mangiare e bere. Come immaginare, infatti, un Drive In senza hot dog o hamburger pieni di salse golose e cartoni traboccanti di pop corn? Basta accendere le quattro frecce o dare un colpo di abbaglianti per ordinare senza bisogno di scendere dall’auto e varcare il confine che separa dalle altre autovetture. Certo, per chi va in un Drive In con auto che ostentano un lusso sfrenato, può diventare una bella sfida mangiare su vassoi traballanti e rischiare di sporcare i morbidi sedili avvolgenti, dalle tradizionali finiture preziose. Ma per rivivere un sogno americano anni ’50 e fare un tuffo nel passato, portandosi dietro l’eleganza e la ricercatezza del made in Italy, può valerne la pena!

Adatti a una visione del film dall’alto, da cui riuscire a godere ancora meglio lo spettacolo cinematografico, ci sono anche i SUV, auto molto innovative, maneggevoli e grintose con un abitacolo spazioso, adatto a un’intima serata cinematografica con la massima visibilità consentita. Ci sono poi sistemi capaci di gestire musica, foto, video e mappe sul touch screen LCD a colori e che interpretano alla perfezione il nuovo linguaggio giovanile che sta cambiando il modo di comunicare. I sedili, rispetto a quelli delle vecchie auto d’epoca, nulla hanno da invidiare, per comodità, alle poltrone delle moderne multisala. I più lussuosi sono rivestiti in pelle o in alcantara (attenzione a non rovesciare le bevande gassate!). Molti sono i modelli dotati di tetto panoramico in vetro che sembrano essere fatti apposta per godere del piacere di una serata stile anni ’50 in un Drive In da vivere in piena libertà.

I tanti portaoggetti pratici che ormai si trovano in tutte le auto, fanno al caso di una serata al cinema unica e divertente per poter appoggiare i sacchetti di pop corn e caramelle. Esistono addirittura sedili riscaldati, regolati elettricamente e con il supporto lombare che danno il massimo comfort. Fare una ricerca per trovare il modello che permette di scaldare l’abitacolo anche a motore spento e senza finestrini appannati, può risultare opportuno per una serata in un Drive in in pieno inverno.

Oggi ci sono davvero tutte le condizioni ottimali sia per guidare che per una serata al cinema in totale comodità anche grazie all’inclinazione studiata per i poggiatesta anteriori e posteriori: aiutano molti alcuni modelli in commercio che aiutano a creare l’ambiente giusto per godere del Drive In. Per chi non ama guardare i film al buio, esistono veicoli dotati di illuminazione ambiente multicolor, la tonalità che preferite per il vostro abitacolo modellato in perfetta armonia.

E a prescindere dai drive in, possiamo riassumere così: moltissimi modelli, moltissime performance, collaborazione tra ingegneri, designer e stilisti, tante esperienze e un unico obiettivo, quello di creare l’auto adatta a una guida accattivante, seduttiva e divertente che regali, non solo a chi è al volante.
E anche un nuovo modo di intendere l’auto che, in questo caso, diventa anche un personalissimo home cinema. Un tuffo nostalgico nel passato, atmosfera anni '50, desiderio di romanticismo e passione per il vintage sono tutti gli ingredienti per vivere la propria automobile non solo come mezzo di trasporto, ma anche come il luogo dove divertirsi, comodamente seduti nel parcheggio di una sala cinematografica a cielo aperto.

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