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Cortina, una storia di sport ed Olimpiadi

I giochi olimpici del 1956 fecero conoscere nel mondo la perla delle Dolomiti, una fama che dura ancora oggi

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Cortina, una storia di sport ed Olimpiadi

Quella di Cortina è una storia ad altissimo tasso di sportività. Basti pensare che l’hockey su ghiaccio - il più spettacolare tra gli sport invernali di squadra – è nato in Italia grazie al duopolio tra Milano e Cortina: la società fu fondata nel 1924 come Gruppo Sportivo Dolomiti Cortina, in seguito modificato in Club Sportivo Dolomiti e dal 1929 in Hockey Club Cortina.

Gli ‘scoiattoli’ – il nickname della squadra – hanno vinto ben sedici scudetti nella loro attività e non vantano rivali per il numero di presenze nella massima serie. I loro trionfi – furono imbattibili praticamente dai primi anni ’60 a metà degli anni ’70 – hanno avuto come teatro lo Stadio Olimpico, costruito per le Olimpiadi Invernali del 1956.

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Le prime dirette televisive

Le Olimpiadi sono state uno spartiacque nella storia di Cortina: si può dire che la bella località ampezzana ha avuto un prima dei Giochi (legato a una frequentazione turistica solo italiana) e un dopo Giochi quando grazie alle prime dirette olimpiche della storia della RAI, il mondo scoprì il fascino della località e i suoi impianti all’avanguardia per ospitare le varie discipline.

Ristrutturati o ben tenuti, assicurano ancora oggi a Cortina la possibilità di ospitare competizioni di alto livello: oltre ai Mondiali 2021, le tappe della World Cup di Sci Alpino, gli appuntamenti del circuito dello Sci Nordico, la Coppa del Mondo di Snowboard e il Mondiale Curling. Facile pensare che le Olimpiadi 2026 – organizzata insieme a Milano – sarà una nuova occasione a 70 anni di distanza dai primi giochi.

Monti e la Minuzzo

La prima edizione dei Giochi, ospitata nel nostro Paese, fu quanto di più lontano si possa immaginare dal gigantismo olimpico che poi invase la manifestazione. Basti dire che si svolse in nove giorni, dove 820 atleti di 32 Paesi si diedero battaglia in otto discipline: Sci Alpino, Sci di Fondo, Hockey su ghiaccio, Combinata Nordica, Pattinaggio di figura, Bob, Pattinaggio di Velocità, e Salto con gli Sci per un totale di 24 medaglie d’oro.

L’Italia trovò le uniche gioie nel Bob con l’oro della coppia Conti-Dalla Costa e due argenti per Eugenio Monti, il ‘rosso volante’ che pilotò il bob azzurro sia nella gara a due che in quella a quattro. Non è un caso che al fuoriclasse di Dobbiaco – il più grande bobbista italiano di ogni epoca - sia intitolata la pista cortinese. Un’altra azzurra, pur senza conquistare medaglie, è entrata nella storia: la valdostana Giuliana Chenal Minuzzo che dopo essere stata la prima italiana a conquistare una medaglia nei Giochi Invernali (a Oslo, nel 1952), fu la prima donna nella storia delle Olimpiadi - estive comprese - a pronunciare il giuramento degli atleti.

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Toni Sailer, l’imbattibile

Il vero re di Cortina 1956 fu l’austriaco Toni Sailer, vincitore di tutte le tre gare maschili nello Sci Alpino: discesa libera, slalom gigante e slalom speciale. I nordici vinsero sei ori su otto tra Fondo, Combinata Nordica e Salto con gli Sci, mentre gli specialisti dell’Unione Sovietica dominarono nel Pattinaggio di Velocità, sulla pista di Misurina. Agli atleti con la scritta CCCP sulla divisa andò anche l’atteso torneo di Hockey su Ghiaccio, superando gli statunitensi e i canadesi, inaugurando quella rivalità che dura tuttora.

Come è ancora lì, in via Bonacossa 1, lo Stadio Olimpico che ha aumentato la sua fama nel mondo per l’utilizzo come set in molti film. Il più noto è il 12° capitolo della saga di 007 ossia Solo per i tuoi occhi. James Bond – interpretato da Roger Moore – parcheggia la sua Lotus Exige Sport 350 rossa fiammante, entra in pista e viene attaccato dai ‘cattivi’ vestiti come giocatori di hockey, riuscendo naturalmente a sbaragliarli.

Emblema delle Olimpiadi del 1956, le prime trasmesse in TV e le prime a vedere una donna, Giuliana Minuzzo, pronunciare il Giuramento olimpico, lo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina fu sin da subito una struttura multifunzionale: a soli due anni dalle Olimpiadi, infatti, fu utilizzato per gli Harlem Globetrotter, coprendo la base con delle strutture in legno.  Fu poi sede di concerti (Glenn Miller Jazz Orchestra, Zucchero, Venditti, Renzo Arbore e l’Orchestra italiana) e, a esempio, per i Mondiali di Curling nel 2010.

Sulla pista ghiacciata si svolgono inoltre attività agonistiche come il pattinaggio artistico, il curling e l’hockey, con i relativi Campionati, in attesa di tornare a essere protagonista dei Giochi olimpici invernali nel 2026.

Tutto questo basterebbe a rendere questa struttura sportiva un simbolo, ma lo Stadio Olimpico di Cortina ha, inoltre, accolto celebri sequenze cinematografiche di produzioni sia nazionali che internazionali.

Qui, nel 1967, Vittorio Gassman girò alcune scene del film Il Tigre, diretto da uno dei più celebri registi della commedia all’italiana, Dino Risi.

Una quindicina di anni più tardi, divenne set per il dodicesimo capitolo di 007: Solo per i tuoi occhi. Lo Stadio fu ripreso sia in diurna, quando l’agente Ferrari presenta a Bond il greco Kristatos presso il bar all’aperto dello Stadio, sia in notturna, quando 007 lascia Ferrari sulla Lotus Exige Sport 350 rossa fiammante parcheggiata di fronte all’ingresso dello stadio prima di entrare in pista e venire attaccato da giocatori di hockey, riuscendo naturalmente a sbaragliarli.

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