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Buon compleanno Pirelli!

Dal 1872 a oggi: una storia che dura da 144 anni

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Buon compleanno Pirelli!

Sono passati 144 anni: era il 28 gennaio del 1872 quando l’ingegner Giovanni Battista Pirelli comparve di fronte al notaio Stefano Allocchio per depositare l’Istromento n°109 del Repertorio, riguardante “la costituzione di Società in accomandita semplice per la fabbricazione e vendita di articoli di gomma elastica”. Cosa fosse la gomma elastica, non è che lo sapessero  in molti in quell’Italia di tardo Ottocento.  Anche lo stesso Pirelli aveva passato mesi e mesi in giro per l’Europa per farsene un’idea, prima di imbarcarsi in quell’avventura imprenditoriale.  Giovanni Battista Pirelli era nato a Varenna, sul lago di Como, il 27 dicembre 1848 da “una famiglia non povera, ma modesta”. Nel 1861 si era trasferito a Milano per frequentare l’Istituto tecnico di Santa Marta e nel 1867, quando si iscrisse alla scuola speciale per ingegneri civili di Milano. La scuola milanese mise in palio nel 1870 una borsa di studio, detta “premio Kramer” dal nome della contessa milanese Teresa Berra Kramer che l’aveva finanziato in memoria del figlio ingegnere. Erano 3000 lire che la nobildonna metteva a disposizione dei due migliori laureati del Politecnico, perchè studiassero “un’industria nuova o poco diffusa in Italia” e perché potessero “completare i loro studi teorico-pratici con un viaggio di istruzione” all’estero. A 22 anni, nel 1870, Giovanni Battista Pirelli conseguì il diploma di ingegnere con la votazione migliore tra i candidati della sezione industriale e vinse una delle due borse di studio: un anno e mezzo, da novembre 1870 a fine agosto 1871, per viaggiare tra Svizzera e Belgio, Francia e Germania e visitare i templi della Rivoluzione Industriale. Capirne i meccanismi, vederne limiti e opportunità, intuirne gli sviluppi possibili: a questo era servito quel lungo “viaggio di istruzione all’estero”. Il giovane Pirelli scelse come oggetto di studio l’industria della gomma elastica, ancora inesistente in Italia e giovanissima anche all’estero, e affidò a un diario le descrizioni delle sue visite agli stabilimenti, le caratteristiche tecniche dei macchinari, l’organizzazione delle produzione e della manodopera, le tipologie dei prodotti, il sistema dei finanziamenti, il tutto spesso accompagnato da schizzi e disegni. Durante il suo viaggio d’istruzione Pirelli visitò non meno di 138 stabilimenti del settore tessile, meccanico, ferroviario, metallurgico e solamente 6 imprese di lavorazione della gomma. Sul suo diario riferisce che gli imprenditori di questo settore custodivano gelosamente “i segreti” del mestiere. Nonostante le difficoltà, tornò in Italia con una quantità sufficiente di informazioni per poter fare il progetto del primo stabilimento: a questo punto bisognava trovare il capitale necessario. Giovanni Battista Pirelli incontrò il favore di 24 soci: ed ecco che il 28 gennaio 1872 fu costituita a Milano la società in accomandita semplice “G.B. Pirelli & C.”, con un capitale sociale di 215.000 Lire. Il fondatore assunse subito il francese Antoine-Aimé Goulard, conosciuto durante il viaggio in Francia, come primo direttore tecnico della G.B. Pirelli & C. e nella primavera del 1872 acquistò un terreno di 3640 mq al n. 21 dell’attuale via Fabio Filzi a Milano, vicino alla Stazione Centrale: il nuovo stabilimento era formato da due fabbricati di due piani, con “vista fiume” sul Sevesetto. Il più grande dei fabbricati era destinato alle lavorazioni, mentre il più piccolo era adibito a portineria, piccolo deposito e abitazione del Direttore. L’intento di Pirelli era quello di costruire uno stabilimento razionale, moderno e ben attrezzato, all’altezza delle migliori fabbriche straniere già presenti nel settore: il primo giugno 1873 le macchine per iniziare la produzione furono messe in moto. Per i primi anni di esercizio la scelta di Giovanni Battista fu quella di concentrare la produzione su una gamma di articoli destinati alle macchine industriali, alla navigazione a vapore e alle ferrovie. Ai primi prodotti come le cinghie di trasmissione, i tubi, le valvole e gli isolanti se ne aggiunsero in breve altri come gli impermeabili e i giocattoli: nel complesso, una produzione estremamente diversificata. Nonostante le buone prospettive per il futuro, le difficoltà da affrontare erano parecchie e il direttore tecnico della fabbrica, il sig. Goulard, non si dimostrò all’altezza della situazione. Giovanni Battista Pirelli si trovò di colpo ad essere, a soli 26 anni, l’unico responsabile di tutte le fasi di lavorazione. Per conquistare la fiducia della clientela, agli annunci pubblicitari su riviste e quotidiani fece seguire l’apertura di un negozio in centro di Milano, in via Montenapoleone. Alla fine del primo decennio di vita il capitale si alzò, assieme alle vendite; il numero dei dipendenti salì da 40 a 300 e gli impianti si ingrandirono per fare spazio alle nuove produzioni. All’alba del nuovo secolo l’azienda produceva su tre fronti: cavi, pneumatici e articoli diversificati; un esempio unico tra le grandi aziende mondiali della gomma e dell’elettricità. Nei primi anni del Novecento il diffondersi di fabbriche di automobili nei paesi più industrializzati impose ai maggiori rappresentanti dell’industria della gomma di attrezzarsi in tempi brevi per produrre pneumatici e la Pirelli, sempre attenta alle novità dei mercati, iniziò a produrre i nuovi articoli su larga scala nel 1905. Negli anni Novanta dell’Ottocento si era avviata la produzione dei pneumatici per velocipedi (1890) e poi la più impegnativa fabbricazione dei primi pneumatici per automobili (1899), per autocarri e per aeroplani (1915). Intanto, nel 1908, era comparsa per la prima volta la caratteristica P maiuscola del marchio Pirelli con l’occhiello allungato: un marchio che ebbe fin da subito un grande successo. Ma questa è un’altra storia...


Photo credits: Fondazione Pirelli

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