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Aston Martin e James Bond: un amore lungo mezzo secolo

I veicoli, auto e moto, utilizzati nella saga cinematografica di James Bond sono molteplici, su terra, in acqua e in cielo, ma ce n'è uno in particolare che è diventato una vera e propria leggenda: l'Aston Martin. Le avventure della spia con stile di origine britannica rappresentano una pietra miliare della storia del cinema e vantano milioni di appassionati in tutto il mondo. Dal terzo film della famosa saga, dalla musica e colonna sonora intramontabili però, qualcosa cambia. L'agente segreto 007, protagonista dei racconti di successo mondiale dello scrittore Ian Fleming, monta sulla sua prima Aston Martin, dando vita ad un'accoppiata che non ha precedenti nella storia del cinema e della tv, una formula ripetuta più volte nei vari episodi che si sono susseguiti fino alla moderna generazione di James Bond

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Aston Martin e James Bond: un amore lungo mezzo secolo

Una delle accoppiate più riuscite nel mondo del cinema non è quella tra un uomo e una donna, bensì quella tra un brillante agente segreto britannico, James Bond, e la sua fidata auto, un'Aston Martin full optional fondamentale per concludere al meglio ogni tipo di missione avventurosa. In realtà la saga dell'agente segreto 007 (nome in codice per sottolineare la "licenza di uccidere"), che al cinema inizia più di 50 anni fa, nel 1962, con l'episodio intitolato proprio "Licenza di uccidere", non adotta sin da subito i motori delle storiche sportive targate Aston Martin per l'auto di James Bond. In "Licenza di uccidere" viene scelta una Sunbeam Alpine, mentre nel secondo episodio, "Dalla Russia con amore" del 1963, ci pensa una Bentley Continental a scarrozzare in giro James Bond. Nonostante fosse proprio la Bentley Continental la macchina personale di Bond nei romanzi di Ian Fleming, il regista del terzo episodio (il migliore secondo i fan di vecchia data) dell'agente 007 (Goldfinger, 1964), Guy Hamilton, decide di cambiare ancora una volta, prendendo una decisione che si rivelerà fondamentale anche per il successo della saga: entra in scena l'Aston Martin DB5, l'automobile di lusso per "antonomasia" di James Bond.

Aston Martin e James Bond: un amore lungo mezzo secolo

Aston Martin DB5: così inizia la leggenda di 007
La scelta dell'Aston Martin DB5 come auto principale di James Bond nel film Goldfinger non è stata una scelta frutto del momento da parte dei produttori Albert Broccoli e Harry Saltzman, bensì ponderata e mossa da una ragione di fondo ben precisa. L'accoppiata tra un attore affascinante e con carisma da vendere come Sean Connery e un'auto come la DB5 avrebbe fatto furore al cinema tra gli appassionati dell'ancora "giovane" saga e del cinema in generale. Bello e brutale l'agente segreto, bella e moderna l'auto. Nessuno avrebbe resistito, il successo sarebbe stato assicurato e l'auto sarebbe diventata un'icona alla stregua dei più grandi attori del cinema.

Naturalmente il successo dell'Aston Martin DB5, che appare come auto principale anche nell'episodio successivo, Thunderball: Operazione tuono (1965), era dovuto a un mix esplosivo di design e optional non proprio comuni, ai limiti del fantascientifico anche per l'epoca moderna: parabrezza e vetri anti-proiettile, paratia posteriore a scomparsa rinforzata con materiale blindato, visto che c'era bisogno di proteggere 007 dai colpi di arma da fuoco di nemici e inseguitori, un dispositivo per generare una cortina fumogena e disorientare i malintenzionati all'inseguimento, due macchinari spargi-olio posti dietro ai gruppi ottici posteriori, un diffusore in grado di spargere chiodi acuminati a 3 punte. Sempre nella zona posteriore, ovviamente meno aggressive, ma strategiche, sono le tre targhe (inglese, svizzera, francese) facilmente alternabili tra loro, fondamentali per mimetizzarsi nel quotidiano in paesi stranieri.

Dal punto di vista dell'offesa, l'Aston Martin DB5 di 007 offriva di tutto: mitragliatrici Browning calibro 30 nascoste dietro gli indicatori di direzione anteriori, respingenti idraulici nei rostri dei paraurti, bracci telescopici dei mozzi delle ruote che trasformano i pallettoni in lame rotanti e un cassetto porta-armamenti contenente pistola e bombe a mano. Presenti anche sistemi con tecnologia avanzata e una gamma di accessori che negli anni '60 erano a dir poco innovativi e poco realistici, come un telefono fissato nel pannello della porta, un radar con rilevatore nello specchietto retrovisore esterno, il dispositivo Homer, una sorta di navigatore satellitare primitivo, un cassetto posto sotto il sedile del passeggero che conteneva una Walther PPK, pistola usata da 007, e un dito d'oro da infilare nell'indice sinistro).

L'equipaggiamento che ancora oggi riesce ad attirare l'attenzione degli appassionati però, è il sedile eiettabile del passeggero, che funziona in modo simile a quelli montati sugli aerei dei top gun e azionabile premendo il pulsante rosso nascosto posto sul cambio. Un arsenale e una strumentazione da far impallidire non solo in quegli anni, che ha contribuito a creare quella figura mitica e affascinante dell'agente segreto 007 in tutto il mondo.

In totale sono stati realizzati quattro esemplari dell'Aston Martin DB5: uno completo, provvisto della strumentazione speciale fin qui elencata e perfettamente funzionante, uno esclusivamente per le riprese e i test su pista e su strada e quindi, almeno all'inizio, privo di strumentazione e attrezzatura speciale, e due repliche per promuovere il film in giro per il mondo che sono state poi vendute a clienti privati. Per farsi un'idea di quanto un'auto del genere potesse valere in epoca moderna, nel 2006 uno dei modelli riproduzione, acquistato nel 1970 per 5.000 Sterline, è stato battuto all'asta per oltre 2 milioni di dollari!

Ed è proprio la leggendaria DB5 la protagonista dell'ultima curiosità firmata Aston Martin. La casa automobilistica ha annunciato infatti di aver rimesso in produzione in edizione limitata ben 25 modelli dell'auto più filmata nella storia del cinema.

Si tratterà quindi di pezzi da collezione da milioni di sterline. Si parla infatti di un prezzo che si aggira a partire dai 3,9 milioni di euro con le prime vetture in consegna per il 2020.

Tra le caratteristiche previste per questo modello compaiono:

  • il parabrezza antiproiettile,
  • targhe ruotanti,
  • il famoso colore “Silver Birch” identico all'originale del film di James Bond
  • mitra estraibili,
  • mozzi trancia-gomme
  • un sistema lancia olio e fumo.

Insomma ai fortunati acquirenti sembrerà di entrare in una pellicola di altri tempi, trasformandosi in un vero e proprio agente 007. La leggendaria DB5 sarà dotata di doppia alimentazione, a benzina e diesel, ma sarà possibile guidarla solo durante le manifestazioni e nei circuiti privati.

Nuovi e vecchi modelli di Aston Martin: altre apparizioni
Dopo Goldfinger, modelli di Aston Martin compariranno altre 9 volte nella saga di James Bond, sebbene alcune volte si sia trattato solo di apparizioni momentanee. Come anticipato, l'Aston Martin DB5 ritornerà nel 1965 in Thunderball: Operazione tuono, "impreziosita" da cannoni d'acqua nascosti nel paraurti posteriore e un jetpack, nel cofano retrostante, indispensabile per James Bond, interpretato ancora una volta da Sean Connery, per alzarsi in volo nei momenti cruciali del film.

Da Thunderball si passa direttamente a "Al servizio segreto di sua maestà", episodio del 1969 in cui James Bond viene interpretato per la prima volta da George Lazenby e in cui a far bella mostra di sé è una Aston Martin DBS coupé, che compare in totale quattro volte. Tra le altre cose, James Bond guida questo modello d'auto in una delle scene più tragiche di tutto il film, l'ultima, in cui la sua sposa Tracy DiVicenzo viene tragicamente ferita a morte da Irma Bunt. A differenza delle Aston Martin viste fino ad ora, la DBS non ha strumentazione "extra", ma solo un fucile da cecchino pieghevole, che è alloggiato nel vano portaoggetti.

Per rivedere un nuovo modello di Aston Martin bisogna fare un salto temporale di ben 18 anni. Nel 1987 l'agente segreto 007 è "impegnato" in "Zona pericolo" e guida una V8 Vantage (immessa sul mercato due anni prima) dotata di motore v8, sci estraibili, pneumatici chiodati, propulsore a razzo, sistema di sicurezza con scanner radio, cristalli antiproiettile, razzi nascosti dietro ai fari fendinebbia, proiezione informazioni nello spazio trasparente all'interno del parabrezza, raggio laser nei coprimozzi, pneumatici a chiodatura estraibile e dispositivo autodistruzione a timer. Ancora una volta strumenti e optional fantascientifici in grado di sorprenderci oggi, figuriamoci il pubblico della televisione e del cinema di 30 anni fa. Nel film compaiono sia la versione coupé che quella "volante".

All'inizio del film, l'auto è una V8 Vantage Volante cabriolet. La vettura utilizzata in queste scene era la volante di proprietà di Victor Gauntlett, presidente della Aston Martin-Lagonda.

L’Aston Martin V8 fu il primo modello sportivo, dopo molti anni, a non avere le lettere DB nel nome, dato che quando venne presentato David Brown non era più "patron" della società automobilistica.

Nel 1995 (James Bond è interpretato da Pierce Brosnan) l'Aston Martin DB5 torna in GoldenEye, sebbene esclusivamente in una scena dove l'agente segreto 007 è impegnato in una sfida sulle quattro ruote con una Ferrari F355. Anche nel successivo episodio, "Il domani non muore mai" (1997), la DB5 fa le sue comparse, stavolta in due occasioni: la prima, parcheggiata fuori dall'Università di Oxford, la seconda in occasione di un incontro di Bond presso il Ministero della Difesa.

Nel suo ultimo film come agente segreto 007, La morte può attendere (2002), Pierce Brosnan guida una Aston Martin V12 Vanquish. L'auto si presenta iconica e affascinante come non mai, con un aggressivo tocco di modernità. Anche in quest'occasione viene riempita di gadget tecnologici più che speciali, come mitragliatrici omnidirezionali, mitragliatrici celate nel radiatore, un numero imprecisato di razzi, pneumatici con chiodatura estraibile e speciale vernice per renderla invisibile.

Nel 2006, con l'episodio Casino Royale, James Bond ha a che fare con due modelli di Aston Martin: uno classico e uno moderno: Aston Martin DB5, vinta dall'agente segreto 007 (interpretato da Daniel Craig) durante una partita a poker, e Aston Martin DB5 V12, non dotata di strumentazione particolare, tranne uno speciale cassetto portaoggetti in cui sono nascosti un defibrillatore semiautomatico portatile, una pistola ed un set di siringhe con antidoti salvavita. Ad impreziosire il tutto una caratteristica chiave di accensione in diamante.

La "moderna" Aston Martin DBS V12 torna in Quantum of Solace nel 2008, mentre la DB5 in versione coupé è in Skyfall, episodio del 2012 diretto da Sam Mendes. Si tratta della pellicola numero 23 per la serie di spionaggio di 007 interpretata per la terza volta da Daniel Craig nel ruolo dell'agente segreto James Bond. Tuttavia è nel 2015 che gli ingegneri e i designer della casa britannica si superano con una nuova bond car: la nuova e potente Aston Martin DB10, in Spectre, che vede l'agente segreto, interpretato per la quarta volta consecutiva da Daniel Craig (secondo recenti indiscrezioni sarà James Bond anche nel prossimo episodio), impegnato nei suoi viaggi in giro per l'Europa.

Nel febbraio del 2018 Christie's ha annunciato la messa all'asta dell'Aston Martin personale di Craig. Si tratta di una Centenary Vanquish del 2014 targata 007 con carrozzeria in alluminio e fibra di carbonio.

Tutti i proventi della vendita andranno in beneficenza a The Opportunity Network, un’organizzazione senza scopo di lucro di cui Craig fa parte. Questo modello di Aston Martin, dalle prestazioni uniche, venne prodotto in soli cento esemplari in occasione del centenario di attività della grande casa automobilistica. 

Aston Martin DB10: l'essenza di James Bond
La speciale vettura è stata progettata per rendere indimenticabile il cinquantesimo anniversario della collaborazione tra Aston Martin e la saga di James Bond, con il chiaro intento di mostrare al pubblico qualcosa di semplice, ma allo stesso tempo di "un po' cattivo e un po' minaccioso", qualcosa degno dell'agente segreto più famoso al mondo. Si tratta di un modello d'auto non pensato per la guida su strada, ma progettato esclusivamente per comparire nel film, e per questo il design della carrozzeria ha avuto un ruolo fondamentale. Caratterizzata da una elegante calandra, le ruote grandi e la linea bassa, la DB10 è stata prodotta in soli 10 esemplari, di cui otto utilizzati per le riprese e due per scopi promozionali. Il motore montato è un classico V12 della contemporanea DB9, ma ulteriormente potenziato.

Nel 2016 una delle due DB10 "promozionali" è stata venduta all'asta al prezzo di 3 milioni di euro circa. Celebre la scena dell'inseguimento a tutta velocità della DB10 con una Jaguar C-X75 per le strade della città di Roma, uno dei momenti più belli del film Spectre, realizzato anche con spettacolari scene in digitale e stuntman tra i più abili al mondo.

Da quando Sean Connery in Missione Goldfinger si è messo alla guida dell'Aston Martin DB5, la produzione ha scelto il marchio britannico per 12 volte nei 24 film totali della serie di James Bond. Un matrimonio lungo e prolifico, in cui non sono mancati "tradimenti" (con Lotus, BMW, Maserati biturbo e molte altre autovetture, compresa la Citroen 2CV presentata al Salone di Parigi nel 1948) ma che ha prodotto un forte collegamento nell'immaginario collettivo difficilmente riproducibile in altri film o in altre saghe cinematografiche.

Non è un caso se proprio nel 2018 la Aston Martin – a differenza di Porsche e Lamborghini - ha dato il via alla quotazione dell'auto di 007 alla Borsa di Londra che ha debuttato ad ottobre a 19 sterline ad azione. La vettura di James Bond è stata valutata per 4,3 miliardi di sterline. Nel mondo dello sport automobilistico britannico, quella di Aston Martin è la prima casa che viene quotata in borsa dopo la vendita di brand storici come Jaguar e Rolls Royce  

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