

Inventato da Pirelli a metà degli Anni 50 del secolo scorso, il Cinturato fu definito “Extraordinario” da Juan Manuel Fangio.
Il fuoriclasse argentino, cinque volte campione del mondo in Formula 1 tra il 1950 e il 1957, ne rimase impressionato per l’assoluta precisione di guida: impensabile in quegli anni per un tradizionale pneumatico a tele incrociate.
Molto più rigido rispetto ai pneumatici a tele incrociate, il Cinturato fu il primo a struttura radiale che avvolge la carcassa come una cintura. Il risultato fu un prodotto marcatamente sportivo, che avrebbe fatto epoca.
In seguito la fibra tessile del primo Cinturato fu sostituita dal cord metallico che conferì ancora più rigidità alla struttura: il massimo per la guida sportiva.
Negli anni la filosofia costruttiva del Cinturato viene trasferita anche ai pneumatici per veicoli industriali e ai trattori agricoli.
Sul finire del 1968 Pirelli esporta o fabbrica direttamente il Cinturato in ben 137 nazioni al mondo. Intanto, Sandro Munari e il suo navigatore Daniele Mannucci, prima con la Fiat 124 Sport e poi con la Fulvia HF 1600 equipaggiate con i Pirelli Cinturato, dettano legge sulle strade e gli sterrati di tutto il mondo.
Frutto di continui aggiornamenti tecnologici, la storia del Cinturato prosegue oggi nel segno della “Green Performance”.
Nuovi materiali eco-compatibili e l’eliminazione di oli altamente aromatici per le mescole, minimizzano l’impatto ambientale sia in fase produttiva che nell’arco di vita del pneumatico senza che vengano meno le doti di piacere di guida, tenuta in curva e riduzione degli spazi di frenata.