Immobilizzazioni immateriali
Le immobilizzazioni immateriali a durata definita sono valutate al costo al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate.
L’ammortamento inizia quando l’attività è disponibile all’uso, ovvero è in grado di operare in base a quanto inteso dalla direzione aziendale, e cessa alla data in cui l’attività è classificata come detenuta per la vendita o viene eliminata contabilmente. Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dallo smobilizzo o dalla dismissione di un’attività immateriale sono determinate come differenza tra il corrispettivo netto di cessione e il valore contabile del bene.
Avviamento
L’avviamento rappresenta, alla data di acquisto, la parte del costo di acquisto che eccede l’interessenza del Gruppo nel fair value delle attività e passività acquisite puntualmente identificabili.
L’eventuale differenza negativa (“avviamento negativo”) è invece rilevata a conto economico al momento dell’acquisizione. In assenza di un Principio o di un’interpretazione specifica in materia, nel caso di acquisizione di quote di minoranza di imprese già controllate, viene iscritta nella voce Avviamento la differenza tra il costo di acquisto e i valori di carico delle attività e passività acquisite (cosiddetto “Parent entity extension method”). L’eventuale differenza negativa viene rilevata a conto economico.
L’avviamento è assoggettato a valutazione volta a individuare eventuali perdite di valore annualmente ovvero ogniqualvolta si manifestino degli indicatori di perdita di valore; è allocato alle unità generatrici di flussi finanziari ai fini di tale valutazione.
Al momento della cessione di una parte o dell’intera azienda precedentemente acquisita e dalla cui acquisizione era emerso un avviamento, nella determinazione della plusvalenza o della minusvalenza da cessione si tiene conto del corrispondente valore residuo dell’avviamento.
Marchi e licenze
I marchi e le licenze sono valutati al costo al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate. Il costo è ammortizzato nel periodo minore tra la durata contrattuale e la loro vita utile.
Software
I costi delle licenze software, comprensivi degli oneri accessori, sono capitalizzati e iscritti in bilancio al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite di valore accumulate. Sono ammortizzati in base alla loro vita utile a quote costanti.
Costi di ricerca e sviluppo
I costi di ricerca di nuovi prodotti e/o processi sono spesati quando sostenuti.
Non ci sono costi di sviluppo che abbiano i requisiti previsti dallo IAS 38 per essere capitalizzati.
Le vite utili delle immobilizzazioni immateriali sono le seguenti:
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Marchi e licenze |
5 anni |
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Software |
da 1 a tre anni |
Immobilizzazioni materiali
Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo d’acquisizione o di produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione.
I costi sostenuti successivamente all’acquisto dei beni ed il costo di sostituzione di alcune parti dei beni iscritti in questa categoria sono capitalizzati solo se incrementano i benefici economici futuri insiti nel bene cui si riferiscono. Tutti gli altri costi sono rilevati a conto economico quando sostenuti. Quando il costo di sostituzione di alcune parti dei beni è capitalizzato, il valore residuo delle parti sostituite è imputato a conto economico.
Le immobilizzazioni materiali sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate, ad eccezione dei terreni, che non sono ammortizzati e che sono valutati al costo al netto delle perdite di valore accumulate.
Gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dal mese in cui il cespite è disponibile per l’uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici a esso associati.
Gli ammortamenti sono imputati su base mensile a quote costanti mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino a esaurimento della vita utile oppure, per le dismissioni, fino all’ultimo mese di utilizzo.
Le aliquote di ammortamento sono le seguenti:
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Fabbricati |
3% - 10% |
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Impianti |
7% - 20% |
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Macchinari |
5% - 20% |
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Attrezzature |
10% - 33% |
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Mobili |
10% - 33% |
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Automezzi |
10% - 25% |
I contributi pubblici in conto capitale che si riferiscono a immobilizzazioni materiali sono registrati come ricavi differiti e accreditati al conto economico lungo il periodo di ammortamento dei relativi beni.
Gli oneri finanziari relativi all’acquisto di un’immobilizzazione sono imputati a conto economico a meno che siano direttamente attribuibili all’acquisizione, costruzione o produzione di un bene che ne giustifichi la capitalizzazione (qualifying asset). Un qualifying asset è un bene che richiede necessariamente un certo periodo di tempo per essere disponibile per l’uso. La capitalizzazione degli oneri finanziari cessa quando sostanzialmente tutte le attività necessarie per rendere il qualifying asset disponibile per l’uso sono state completate.
Le migliorie su beni di terzi sono classificate nelle immobilizzazioni materiali, coerentemente con la natura del costo sostenuto. Il periodo di ammortamento corrisponde al minore tra la vita utile residua dell’immobilizzazione materiale e la durata residua del contratto di locazione.
I pezzi di ricambio di valore rilevante sono capitalizzati e ammortizzati sulla base della vita utile del cespite a cui si riferiscono.
Eventuali costi di smantellamento vengono stimati e portati a incremento delle immobilizzazioni materiali in contropartita di un fondo rischi e oneri. Vengono poi ammortizzati sulla durata residua della vita utile del cespite a cui si riferiscono.
I beni patrimoniali acquistati con contratto di leasing finanziario, attraverso i quali sono sostanzialmente trasferiti al Gruppo tutti i rischi e benefici legati alla proprietà, sono contabilizzati come immobilizzazioni materiali al loro fair value o, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing, in contropartita del relativo debito. Il costo del canone è scomposto nelle sue componenti di onere finanziario, contabilizzato a conto economico, e di rimborso del capitale, iscritto a riduzione del debito finanziario.
Le locazioni nelle quali il locatore mantiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici legati alla proprietà dei beni sono classificate come leasing operativi. I costi riferiti a leasing operativi sono rilevati linearmente a conto economico lungo la durata del contratto di leasing.
Le immobilizzazioni materiali sono eliminate dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando sono ritirate permanentemente dall’uso e di conseguenza non sono attesi benefici economici futuri che derivino dalla loro cessione o dal loro utilizzo.
Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dallo smobilizzo o dalla dismissione delle attività materiali sono determinate come differenza tra il valore recuperabile e il valore contabile del bene.
Investimenti immobiliari (detenuti da società del Settore Real Estate valutate con il metodo del patrimonio netto)
Gli investimenti in oggetto sono proprietà immobiliari possedute al fine di percepire canoni di locazione, per l’apprezzamento nel tempo del capitale investito ovvero per entrambe le motivazioni.
Gli investimenti immobiliari sono inizialmente iscritti al costo comprensivo degli oneri accessori all’acquisizione e successivamente sono valutati a fair value, rilevando a conto economico gli effetti derivanti da variazioni del fair value dell’investimento immobiliare.
Il fair value di un investimento immobiliare riflette le condizioni di mercato alla data di riferimento, ed è rappresentato dal corrispettivo al quale la proprietà immobiliare potrebbe essere scambiata fra parti consapevoli e disponibili, nell’ambito di una transazione basata sul principio di reciproca indipendenza.
Le valutazioni sono eseguite per singola proprietà immobiliare tenendo in considerazione i redditi netti futuri derivanti dall’affitto e, quando rilevanti, i relativi costi, attualizzati applicando un fattore di sconto che rifletta gli specifici rischi connessi ai flussi finanziari generati dalla stessa.
Un provento o un onere derivante da una variazione di fair value dell’investimento immobiliare è incluso nel risultato economico dell’esercizio in cui si verifica.
I proventi o gli oneri derivanti dalla dismissione di investimenti immobiliari sono determinati come differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell’attività, e sono imputati al conto economico nell’esercizio di cessione.
Nel caso di cambiamento di destinazione di una proprietà immobiliare da rimanenza a investimento immobiliare da iscrivere a fair value, la differenza tra il fair value alla data di riferimento e il precedente valore contabile viene imputata a conto economico.
Nel caso di un cambiamento di destinazione da investimento immobiliare iscritto a fair value a immobile a uso strumentale, il fair value alla data del cambiamento è considerato il sostituto del costo della proprietà immobiliare per la successiva contabilizzazione.
Perdita di valore delle attività
Immobilizzazioni materiali e immateriali
In presenza di indicatori specifici di perdita di valore, e almeno su base annuale con riferimento alle immobilizzazioni immateriali a vita indefinita, incluso l’avviamento, le immobilizzazioni materiali e immateriali sono soggette a una verifica di perdita di valore (impairment test).
La verifica consiste nella stima del valore recuperabile dell’attività e nel confronto con il relativo valore netto contabile.
Il valore recuperabile di un’attività è il maggiore tra il suo fair value ridotto dei costi di vendita e il suo valore d’uso, laddove quest’ultimo è il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati originati dall’utilizzo dell’attività e di quelli derivanti dalla sua dismissione al termine della vita utile, al netto delle imposte e applicando un tasso di sconto, al netto delle imposte, che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività.
Se il valore recuperabile di un’attività è inferiore al valore contabile, quest’ultimo viene ridotto al valore recuperabile. Tale riduzione costituisce una perdita di valore, che viene imputata a conto economico.
Allo scopo di valutare le perdite di valore, le attività sono aggregate al più basso livello per il quale sono separatamente identificabili flussi di cassa indipendenti (cash generating unit). Con riferimento specifico all’avviamento, esso deve essere allocato alle unità generatrici di flussi di cassa o a gruppi di unità (cash generating unit), nel rispetto del vincolo massimo di aggregazione che non può superare il settore di attività.
In presenza di indicazioni che una perdita di valore, rilevata negli esercizi precedenti e relativa ad attività materiali o immateriali diverse dall’avviamento, possa non esistere più o possa essersi ridotta, viene stimato nuovamente il valore recuperabile dell’attività, e se esso risulta superiore al valore netto contabile, il valore netto contabile viene aumentato fino al valore recuperabile. Il ripristino di valore non eccede il valore contabile che si sarebbe determinato (al netto di svalutazione e ammortamento) se non si fosse rilevata alcuna perdita di valore negli esercizi precedenti.
Il ripristino di valore di un’attività diversa dall’avviamento viene rilevato in conto economico.
Una perdita di valore rilevata per l’avviamento non può essere ripristinata negli esercizi successivi.
Una perdita per riduzione di valore rilevata nel bilancio semestrale sull’avviamento non può essere ripristinata a conto economico nel successivo periodo annuale.
Partecipazioni in collegate e joint-venture
Il valore delle partecipazioni in collegate e joint-venture, valutate secondo il metodo del patrimonio netto, ai fini dell’impairment test, deve essere confrontato con il valore recuperabile. Il valore recuperabile corrisponde al maggiore fra il fair value, dedotti i costi di vendita, e il valore d’uso. Non è necessario stimare entrambe le configurazioni di valore in quanto, per verificare l’assenza di perdite di valore dell’attività, è sufficiente che una delle due configurazioni di valore risulti superiore al valore contabile.
In accordo con le recenti interpretazioni normative, ai fini dell’impairment test, il fair value di una partecipazione in una società collegata o joint-venture con azioni quotate in un mercato attivo è sempre pari al suo valore di mercato, a prescindere dalla percentuale di possesso.
Ai fini della determinazione del valore d’uso di una società collegata o joint-venture consolidata con il metodo del patrimonio netto, si procede a stimare alternativamente:
a) la propria quota del valore attuale dei flussi di cassa futuri che si stima verranno generati dalla collegata o joint-venture, inclusi i flussi finanziari derivanti dalle attività operative della collegata o joint-venture e il corrispettivo derivante dalla cessione finale dell’investimento tenendo conto anche dei maggiori valori impliciti relativi ai portafogli immobiliari detenuti (cd. criterio del Discounted Cash Flow – asset side);
b) il valore attuale dei flussi di cassa futuri che si stima deriveranno dai dividendi da riceversi e dalla dismissione finale dell’investimento (cd. criterio del Dividend Discount model – equity side).
In presenza di indicazioni che una perdita di valore rilevata negli esercizi precedenti e relativa a partecipazioni in collegate e joint-venture possa non esistere più o possa essersi ridotta, viene stimato nuovamente il valore recuperabile della partecipazione e, se esso risulta superiore al valore della partecipazione, quest’ultimo viene aumentato fino al valore recuperabile.
Il ripristino di valore non eccede il valore della partecipazione che si sarebbe avuto (al netto della svalutazione) se non si fosse rilevata alcuna perdita di valore negli esercizi precedenti.
Il ripristino di valore di partecipazioni in collegate e joint-venture viene rilevato in conto economico.
Attività finanziarie disponibili per la vendita
Rientrano tra le attività finanziarie disponibili per la vendita le partecipazioni in altre imprese e gli altri titoli non detenuti allo scopo di negoziazione. Sono incluse nella voce “Altre attività finanziarie”.
Sono valutate a fair value, se determinabile. Gli utili e le perdite derivanti da variazioni del fair value sono riconosciuti in una specifica riserva di patrimonio netto.
In presenza di perdite di valore, le perdite riconosciute fino a quel momento nel patrimonio netto sono riversate a conto economico. Una prolungata (da intendersi superiore a 12 mesi) o significativa (da intedersi superiore a un terzo) riduzione del fair value dei titoli azionari rispetto al relativo costo è considerato un indicatore di perdita di valore; in ogni caso, prima di procedere alla rilevazione a conto economico della perdita di valore, si procederà ad una valutazione specifica dell’investimento.
Nel caso di vendite, gli utili e le perdite riconosciute fino a quel momento nel patrimonio netto sono riversate a conto economico.
Eventuali perdite di valore di un’attività finanziaria disponibile per la vendita si cristallizzano e non sono ripristinate a conto economico.
Le perdite per riduzione di valore rilevate nel bilancio semestrale abbreviato su titoli rappresentativi di capitale classificati come disponibili per la vendita non possono essere ripristinate a conto economico nel successivo periodo annuale.
Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie disponibili per la vendita sono contabilizzati alla data di regolamento.
Le altre attività finanziarie, siano esse titoli di debito o di capitale, per le quali non è disponibile il fair value, sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite di valore sulla base delle migliori informazioni di mercato disponibili alla data di bilancio.
Rimanenze
Settore Tyre
Le giacenze di magazzino sono valutate al minore tra costo, determinato con il metodo FIFO, e presunto valore di realizzo.
La valutazione delle rimanenze di magazzino include i costi diretti dei materiali e del lavoro e i costi indiretti. Sono calcolati fondi svalutazione per giacenze considerate obsolete o a lenta rotazione, tenuto conto del loro utilizzo futuro atteso e del loro valore di realizzo. Il valore di realizzo rappresenta il prezzo stimato di vendita, al netto di tutti i costi stimati per il completamento del bene e dei costi di vendita e di distribuzione che si dovranno sostenere.
Il costo è aumentato delle spese incrementative e degli oneri finanziari capitalizzabili, analogamente a quanto descritto relativamente alle immobilizzazioni materiali.
Settore Real Estate
Le rimanenze sono costituite da aree da edificare, immobili da ristrutturare, immobili in costruzione e ristrutturazione, immobili ultimati in vendita, immobili di trading e materiali di consumo.
Le aree da edificare sono valutate al minore tra il costo di acquisizione ed il corrispondente presunto valore di realizzo al netto dei costi diretti di vendita. Il costo è aumentato delle spese incrementative e degli oneri finanziari capitalizzabili, analogamente a quanto descritto relativamente alle immobilizzazioni materiali.
Gli immobili in costruzione e/o in corso di ristrutturazione sono valutati al minore tra il costo, aumentato delle spese incrementative del loro valore e degli oneri finanziari capitalizzabili, ed il corrispondente presunto valore di realizzo al netto dei costi diretti di vendita.
Gli immobili di trading sono valutati al minore tra il costo ed il valore di presunto realizzo che di norma è rappresentato dal valore di mercato, desunto da transazioni immobiliari similari per zona e tipologia.
Il costo di acquisizione è aumentato delle eventuali spese incrementative sostenute fino al momento della vendita.
Classificazione portafoglio immobiliare: rimanenze (IAS 2) – investimenti immobiliari (IAS 40)
Sulla base del modello di business prevalente all’interno del Settore Real Estate, la maggior parte del patrimonio immobiliare è classificata nella voce rimanenze in quanto detenuta con finalità di trading e comunque destinata a essere venduta nel corso del normale ciclo operativo delle società incluse nel perimetro di consolidamento.
Commesse
Una commessa è un contratto specificatamente stipulato per la costruzione di un bene su istruzioni di un committente, che ne definisce preliminarmente il disegno e le caratteristiche tecniche.
I ricavi di commessa comprendono i corrispettivi concordati inizialmente con il committente, oltre alle varianti nel lavoro di commessa e alle variazioni prezzi previste contrattualmente determinabili con attendibilità.
Quando il risultato di commessa è determinabile con attendibilità, le commesse sono valutate in base al metodo della percentuale di completamento; lo stato avanzamento è determinato facendo riferimento ai costi della commessa sostenuti fino alla data di bilancio come percentuale dei costi totali stimati per ogni commessa.
I costi sostenuti in relazione ad attività future della commessa sono esclusi dai costi di commessa nella determinazione dello stato avanzamento e sono rilevati come rimanenze.
Quando si prevede che i costi della commessa saranno superiori ai suoi ricavi totali, la perdita attesa è rilevata immediatamente come costo.
L’ammontare lordo dovuto dai committenti per lavori di commessa, per tutte le commesse in corso per le quali i costi sostenuti sommati ai margini rilevati (o al netto delle perdite rilevate) eccedono la fatturazione ad avanzamento dei lavori, è rilevato come credito, nella voce “crediti commerciali”.
L’ammontare lordo dovuto ai committenti per lavori di commessa, per tutte le commesse in corso per le quali la fatturazione ad avanzamento dei lavori eccede i costi sostenuti sommati ai margini rilevati (o al netto delle perdite rilevate), è rilevato come debito, nella voce “debiti commerciali”.
Crediti
I crediti sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato normalmente dal corrispettivo pattuito ovvero dal valore attuale dell’ammontare che sarà incassato.
Sono successivamente valutati al costo ammortizzato, ridotto in caso di perdite di valore.
Il costo ammortizzato è calcolato utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo, che equivale al tasso di attualizzazione che, applicato ai flussi di cassa futuri, rende il valore attuale contabile di tali flussi pari al fair value iniziale.
In caso di perdite di valore, il valore contabile dei crediti è ridotto indirettamente mediante l’iscrizione di un fondo. Se vengono meno le ragioni che hanno comportato la svalutazione dei crediti, le perdite di valore iscritte in periodi precedenti sono ripristinate attraverso accredito al conto economico fino a concorrenza del costo ammortizzato che risulterebbe se non fosse stata rilevata la perdita di valore.
I crediti in valuta diversa dalla valuta funzionale delle singole entità sono adeguati ai cambi di fine anno con contropartita conto economico.
I crediti sono cancellati allorché è estinto il diritto a ricevere i flussi di cassa, quando sono stati trasferiti in maniera sostanziale tutti i rischi e i benefici connessi alla detenzione del credito o nel caso in cui il credito sia considerato definitivamente irrecuperabile dopo che tutte le necessarie procedure di recupero sono state completate. Contestualmente alla cancellazione del credito, viene stornato anche il relativo fondo, qualora il credito fosse stato in precedenza svalutato.
Titoli junior e crediti non performing
I titoli junior derivanti da operazioni di cartolarizzazione di crediti non performing (Non Performing Loans – NPL, presenti nel settore Real Estate), così come i crediti non performing acquistati a prezzi significativamente inferiori ai valori nominali (deep discount receivables), sono classificati come crediti (loan and receivable) e sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato normalmente dal prezzo pagato.
Successivamente sono valutati al costo ammortizzato. Il costo ammortizzato è calcolato utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo, che equivale al tasso di attualizzazione che, applicato ai flussi di cassa futuri, quali risultanti dal primo business plan redatto successivamente all’acquisto, rende il valore attuale contabile di tali flussi pari al costo di acquisto comprensivo di eventuali oneri accessori.
Il valore contabile viene adeguato, ogniqualvolta vi sia una modifica nella stima dei flussi di cassa attesi, al valore risultante dall’attualizzazione dei flussi di cassa futuri al tasso di interesse effettivo originario.
Le eventuali differenze, positive o negative, sono riconosciute a conto economico.
Finanziamenti soci verso società collegate e joint-venture
I crediti finanziari rappresentati da finanziamenti a società collegate e joint-venture sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato dal valore attuale dei flussi di cassa futuri.
In particolare i finanziamenti soci erogati a condizioni non di mercato sono attualizzati sulla durata prevista del finanziamento stesso a un tasso rappresentativo di un finanziamento avente caratteristiche similari.
L’eventuale differenza tra l’ammontare nominale del finanziamento e il fair value ricalcolato secondo quanto descritto in precedenza è rilevato, da parte dell’erogante, a incremento del valore di carico della partecipazione, al netto degli eventuali effetti fiscali. Il beneficiario, nel proprio bilancio redatto in accordo ai principi di Gruppo e utilizzato per la valutazione della partecipazione secondo l’equity method, rileva la medesima differenza a riduzione dei propri debiti finanziari e a incremento, al netto dell’effetto fiscale, del patrimonio netto.
Successivamente alla rilevazione iniziale, i finanziamenti soci sono misurati al costo ammortizzato.
Debiti
I debiti sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato normalmente dal corrispettivo pattuito ovvero dal valore attuale dell’ammontare che sarà pagato.
Sono successivamente valutati al costo ammortizzato.
Il costo ammortizzato è calcolato utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo, che equivale al tasso di attualizzazione che, applicato ai flussi di cassa futuri, rende il valore attuale contabile di tali flussi pari al fair value iniziale.
I debiti in valuta diversa dalla valuta funzionale delle singole entità sono adeguati ai cambi di fine anno con contropartita conto economico.
I debiti sono rimossi dal bilancio quando la specifica obbligazione contrattuale è estinta.
Attività finanziarie valutate a fair value rilevato a conto economico
Rientrano in questa categoria i titoli acquisiti principalmente con lo scopo di essere rivenduti nel breve termine, classificati fra le attività correnti nella voce “titoli detenuti per la negoziazione”, e le attività finanziarie che al momento della rilevazione iniziale vengono designate al fair value rilevato a conto economico, classificate nella voce “altre attività finanziarie”.
Sono valutate al fair value con contropartita al conto economico. I costi accessori sono spesati nel conto economico.
Gli acquisti e le vendite di tali attività finanziarie sono contabilizzati alla data di regolamento.
Disponibilità liquide
Le disponibilità liquide comprendono depositi bancari, depositi postali, denaro e valori in cassa.
Fondi per rischi e oneri
I fondi per rischi e oneri comprendono gli accantonamenti derivanti da obbligazioni attuali (legali o implicite) derivanti da un evento passato, per l’adempimento delle quali è probabile che si possa rendere necessario un impiego di risorse, il cui ammontare può essere stimato in maniera attendibile.
Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione è avvenuta.
Se l’effetto dell’attualizzazione è significativo, i fondi sono esposti al loro valore attuale.
Benefici ai dipendenti
I benefici a dipendenti erogati successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro del tipo a benefici definiti (defined benefit plans) e gli altri benefici a lungo termine (other long term benefit) sono soggetti a valutazioni attuariali. La passività iscritta in bilancio è rappresentativa del valore attuale dell’obbligazione del Gruppo, al netto del fair value di eventuali attività a servizio dei piani.
Relativamente ai piani a benefici definiti, il Gruppo Pirelli & C. ha adottato l’opzione prevista dallo IAS 19 che consiste nel rilevare integralmente nel patrimonio netto gli utili/perdite attuariali nell’esercizio in cui si verificano.
Per gli altri benefici a lungo termine, gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti immediatamente a conto economico.
Il costo per interessi e il rendimento atteso per le attività a servizio del piano sono classificati nel costo del lavoro.
I costi relativi a piani a contribuzione definita sono rilevati a conto economico quando sostenuti.
Sino al 31 dicembre 2006 il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (“Legge Finanziaria 2007”) e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società del Gruppo con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.
Stock option
Il Gruppo riconosce benefici addizionali ad alcuni membri dell’alta dirigenza e dipendenti attraverso piani di partecipazione al capitale (piani di stock option).
Le stock options si suddividono in due tipologie che prevedono modalità di contabilizzazione diverse in funzione delle caratteristiche del piano:
- equity settled: sono piani in cui al beneficiario viene concesso il diritto di acquistare azioni della Società a un prezzo prefissato qualora specifiche condizioni siano soddisfatte. In tali casi il fair value dell’opzione, determinato al momento dell’assegnazione, viene rilevato come costo a conto economico lungo la durata del piano, con contropartita un incremento delle riserve di patrimonio netto;
- cash settled: sono piani che prevedono opzioni put a favore del beneficiario, abbinate a opzioni call a favore dell’emittente, ovvero piani in cui il beneficiario riceve direttamente il controvalore monetario del beneficio derivante dall’esercizio della stock option. Il fair value dell’opzione, rideterminato a ogni chiusura, viene rilevato a conto economico durante il periodo di maturazione del piano, con contropartita un debito nello stato patrimoniale. Le variazioni di fair value della passività successive alla data di maturazione vengono rilevate a conto economico.
Il Gruppo ha applicato le disposizioni transitorie previste dall’IFRS 2 e quindi ha applicato il principio a tutti i piani di stock option assegnati dopo il 7 novembre 2002 e non ancora maturati alla data di entrata in vigore dell’IFRS 2 (1° gennaio 2005).
Informativa dettagliata è fornita anche in merito ai piani assegnati precedentemente a tale data.
Strumenti finanziari derivati
Al momento della rilevazione iniziale, gli strumenti derivati sono valutati al fair value con contropartita al conto economico. La valutazione successiva avviene sempre al fair value; gli aggiustamenti di fair value sono rilevati in conto economico, ad eccezione dei derivati designati come strumenti di copertura efficace di flussi finanziari (cash flow hedge).
Nei casi in cui i derivati sono designati come strumenti di copertura ai fini dello IAS 39, il Gruppo documenta in modo formale, a partire dall’inizio della copertura stessa, la relazione di copertura tra lo strumento di copertura e l’elemento coperto, gli obiettivi della gestione del rischio e la strategia perseguita nell’effettuare la copertura.
Si segnala che, a partire dall’esercizio 2008, il Settore Real Estate ha implementato nelle società valutate con il metodo del patrimonio netto, al fine dell’applicazione del cash flow hedge, delle relazioni di copertura “di tipo dinamico” tra il portafoglio di derivati ed i finanziamenti in essere; tale approccio consente di rivedere e ridefinire, su base trimestrale, la strategia di hedging in funzione delle previsioni di rimborso dei finanziamenti strettamente legate all’andamento del business plan delle varie iniziative.
Il Gruppo documenta altresì la valutazione dell’efficacia dello strumento di copertura nel compensare le variazioni nei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto. Tale valutazione è effettuata all’inizio della copertura e in misura continuativa per tutta la sua durata.
La porzione efficace dell’aggiustamento di fair value del derivato che è stato designato e che è qualificabile come strumento di copertura viene rilevata direttamente a patrimonio netto, mentre la parte inefficace viene rilevata a conto economico.
Gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono riflessi nel conto economico nell’esercizio in cui l’elemento coperto produce un effetto sul conto economico.
Quando uno strumento di copertura giunge a maturazione o è ceduto, oppure non soddisfa più le condizioni per essere designato come di copertura, i relativi aggiustamenti di fair value cumulati nel patrimonio netto rimangono sospesi nel patrimonio netto finché l’elemento coperto non manifesta i suoi effetti sul conto economico. Se si prevede che l’elemento coperto non genererà alcun effetto a conto economico, gli aggiustamenti di fair value cumulati nel patrimonio netto vengono immediatamente rilevati nel conto economico.
Gli acquisti e le vendite di strumenti finanziari derivati sono contabilizzati alla data di regolamento.
Determinazione del fair value
Il fair value di strumenti finanziari quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio. I prezzi di mercato utilizzati per i derivati sono i bid price, mentre per le passività finanziarie sono gli ask price. Il fair value di strumenti che non sono quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando tecniche di valutazione, basate su una serie di metodi e assunzioni legate a condizioni di mercato alla data di bilancio.
Il fair value degli interest rate swap è calcolato in base al valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri.
Il fair value dei contratti a termine su valute è determinato usando il tasso di cambio a termine alla data di bilancio.
Imposte sul reddito
Le imposte correnti sono determinate sulla base di una realistica previsione degli oneri da assolvere in applicazione delle vigenti normative fiscali di Paese.
Le imposte differite sono determinate sulla base delle differenze temporanee esistenti tra il valore di bilancio di attività e passività e il loro valore fiscale (metodo dell’allocazione globale), e sono classificate tra le attività e le passività non correnti.
Le imposte differite attive sulle perdite fiscali a nuovo, nonché sulle differenze temporanee, sono contabilizzate solo quando sussiste la probabilità di recupero futuro.
Le attività e le passività fiscali correnti e differite sono compensate quando le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale e quando vi è un diritto legale di compensazione. Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui il Gruppo opera, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.
Le imposte differite non sono attualizzate.
Le imposte differite attive e passive sono accreditate o addebitate a patrimonio netto se si riferiscono a voci che che sono accreditate o addebitate direttamente a patrimonio netto nel periodo o nei periodi precedenti.
Patrimonio netto
Azioni proprie
Le azioni proprie sono classificate a riduzione del patrimonio netto.
Nel caso di vendita, riemissione o cancellazione, gli utili o le perdite conseguenti sono rilevate nel patrimonio netto.
Costi per operazioni sul capitale
I costi direttamente attribuibili a operazioni sul capitale della Capogruppo sono contabilizzati a riduzione del patrimonio netto.
Riconoscimento dei ricavi
I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto per la vendita di prodotti o servizi.
Vendite di prodotti
I ricavi per vendite di prodotti sono rilevati quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
- i rischi significativi e i benefici connessi alla proprietà dei beni sono stati trasferiti all’acquirente;
- l’effettivo controllo sui beni oggetto della transazione e il normale livello continuativo di attività associate con la proprietà sono cessate;
- il valore dei ricavi è determinato in maniera attendibile;
- è probabile che i benefici economici derivanti dalla vendita saranno fruiti dall’impresa;
- i costi sostenuti o da sostenere sono determinati in modo attendibile.
In particolare, con riferimento alle vendite di beni immobili, il ricavo è normalmente rilevato nel momento in cui la proprietà è trasferita all’acquirente corrispondente alla data del rogito. Nei casi in cui la natura e la misura del coinvolgimento del venditore siano tali da comportare che i rischi e i benefici relativi alla proprietà non siano di fatto trasferiti, il momento di rilevazione dei ricavi è differito fino alla data in cui tale trasferimento possa considerarsi avvenuto.
Prestazioni di servizi
I ricavi per servizi sono rilevati solo quando i risultati della transazione possono essere attendibilmente stimati, con riferimento allo stadio di completamento dell’operazione alla data di riferimento di bilancio. I risultati di un’operazione possono essere attendibilmente stimati quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
- l’ammontare dei ricavi può essere determinato in maniera attendibile;
- è probabile che l’impresa fruirà dei benefici economici derivanti dall’operazione;
- lo stadio di completamento dell’operazione alla data di riferimento del bilancio può esssere attendibilmente misurato;
- i costi sostenuti per l’operazione e i costi da sostenere per completarla possono essere determinati in modo attendibile.
Interessi
Gli interessi sono rilevati con un criterio temporale che consideri il rendimento effettivo dell’attività o della passività.
Royalties
Le royalties sono rilevate in base al principio della competenza, secondo quanto previsto dal contenuto dell’accordo relativo.
Dividendi
I ricavi per dividendi sono rilevati nel momento in cui sorge il diritto all’incasso, che normalmente corrisponde alla delibera assembleare di distribuzione dei dividendi.
Utile per azione
L’utile base per azione è calcolato dividendo il risultato economico del Gruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione durante l’esercizio. Ai fini del calcolo dell’utile diluito per azione, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo la conversione di tutte le azioni aventi potenziale effetto diluitivo.
Informativa di Settore
Il settore d’attività (segmento primario) è una parte del Gruppo distintamente identificabile che fornisce un singolo prodotto o servizio o un insieme di prodotti e servizi collegati, ed è soggetta a rischi e a benefici diversi da quelli degli altri settori d’attività del Gruppo.
Il settore geografico (segmento secondario) è una parte del Gruppo distintamente identificabile che fornisce un singolo prodotto o servizio o un insieme di prodotti e servizi, ed è soggetta a rischi e a benefici diversi da quelli relativi a componenti che operano in altri ambienti economici.