Rischi e incertezze

La situazione del quadro macroeconomico attuale è caratterizzata da una serie di fattori d'incertezza legati principalmente alla volatilità dei mercati finanziari, all’andamento dei tassi di interesse, al costo delle materie prime, al tasso di disoccupazione, alle crescenti difficoltà nell’accesso al credito. Questo contesto richiede l’adozione di rigorosi modelli di gestione del business, che consentano di mitigare le incertezze derivanti dalla limitata prevedibilità degli eventi futuri, influenzati da fattori esogeni spesso non controllabili.

Il contesto di mercato con cui si confronta il Gruppo ha comportato un’importante rivisitazione della strategia e la predisposizione di un incisivo piano di azione, volti a garantire la massimizzazione di efficienza e di competitività. Le principali linee strategiche, le azioni adottate e le correlate fonti finanziarie disponibili per la loro attuazione sono state annunciate in occasione della presentazione alla comunità finanziaria del piano industriale 2009-2011.

Rischi legati ai business in cui il Gruppo opera

Per quanto riguarda il Settore Tyre, la redditività prevista nel nuovo Piano Industriale tiene conto dello scenario di riferimento attuale del settore e del mercato automobilistico.

Anche per l'anno 2009 è prevista una situazione difficile in termini di volumi di vendita per le vendite di pneumatici del canale "Primo Equipaggiamento", in forte sofferenza le vendite di nuovi autoveicoli a partire dal secondo semestre 2008, e per le vendite di pneumatici nel segmento "Industrial", che risentono direttamente del rallentamento di tutta l'economia e della conseguente minor necessità di trasporto di merci.

Il mercato Ricambi "Consumer" dovrebbe registrare dei tassi di riduzione inferiori anche nel 2009, per le minori vendite sul canale "Primo Equipaggiamento", per il progressivo "Destocking" dei dealers (con prospettive di una buona stagione winter per il 2009), per la riduzione del costo del gasolio ed un correlabile maggior consumo di pneumatici per l'aumentata percorrenza chilometrica ad uso privato. Un mercato ulteriormente negativo rispetto a tale scenario potrebbe ulteriormente condizionare nel breve termine i risultati, ma le efficienze derivante dalle azioni di ristrutturazione, il positivo mix canale e la focalizzazione nei prodotti verdi (Cinturato P7 e Snowcontrol II) nel Consumer e nei core markets nell'Industrial, nonchè la riduzione dei costi delle materie prime, dovrebbero favorire, un recupero strutturale di redditività.

Per quanto riguarda il Settore Real Estate, la redditività prevista nel nuovo piano industriale tiene conto dello scenario macroeconomico di riferimento per il mercato immobiliare.

Con particolare riferimento al mercato immobiliare italiano, nel corso del 2008, si è assistito ad una progressiva flessione dei principali indicatori: numero di transazioni effettuate, tempi medi di perfezionamento delle operazioni di locazione, di vendita e dei relativi finanziamenti. Gli operatori del mercato immobiliare prevedono un 2009 difficile ed una ripresa a partire dalla metà del 2010, conseguente anche alle decisioni di politica economica che verranno prese da governi e banche centrali.

A controbilanciare quanto sopra ci sono comunque degli aspetti sia strutturali che economico-finanziari che caratterizzano il settore immobiliare italiano che, a differenza di altri paesi europei, potrebbero favorire la ripresa del mercato:

  1. il basso tasso di crescita dello stock disponibile di nuovi spazi che ha caratterizzato gli ultimi anni, fa sì che in Italia non si registri l’eccesso di offerta che ha caratterizzato altri paesi come Spagna e Inghilterra;
  2. il basso tasso di indebitamento delle famiglie italiane, rispetto ad altri paesi, che rende il nostro sistema creditizio più solido, dovrebbe contribuire a sostenere la propensione al consumo e, quindi, la sostenibilità dei canoni di locazione per gli operatori commerciali;
  3. la sostanziale riduzione del costo del denaro a fine 2008, con il ritorno dell’Euribor ai livelli del 2002, contribuirà alla sostenibilità dei costi finanziari per le operazioni di investimento immobiliare;
  4. l’investimento immobiliare è percepito come difensivo e meno rischioso per sua natura, in particolare nei periodi di crisi finanziaria.

In tale scenario è quindi possibile che prezzi e valori possano incontrare un periodo di particolare volatilità fino a quando il mercato non avrà recuperato condizioni di stabilità.

Questo scenario ha indotto il management a considerare le potenzialità di ogni singola iniziativa con revisioni della struttura dei costi operativi rispetto a quanto realizzato nell’esercizio 2008 in termini di efficienza ragionevolmente raggiungibile nell’arco del piano.

Rischi finanziari

Come riportato anche nelle note al bilancio consolidato, il Gruppo è esposto a rischi di natura finanziaria, legati principalmente all’andamento dei tassi di cambio, al reperimento di risorse finanziarie sul mercato, all’oscillazione dei tassi di interesse, alla possibilità da parte dei propri clienti di far fronte alle obbligazioni nei confronti del Gruppo.

La gestione dei rischi finanziari è parte integrante della gestione delle attività del Gruppo ed è svolta centralmente sulla base di linee guida definite dalla Direzione Generale. Tali linee guida definiscono le categorie di rischio e per ciascun tipo di transazione e/o strumento ne specificano modalità e limiti operativi.

Rischio di cambio

La diversa distribuzione geografica delle attività produttive e commerciali del Gruppo comporta un’esposizione al rischio di cambio. Tale rischio è gestito dalla Tesoreria di Gruppo che, coordinandosi con le corrispondenti funzioni dei Settori, raccoglie le informazioni inerenti le posizioni soggette al rischio di cambio, valuta e gestisce la posizione netta per ogni valuta, in accordo con le linee guida e i vincoli prefissati, mediante la negoziazione sul mercato di contratti derivati di copertura, tipicamente contratti a termine, volti a minimizzare gli effetti derivanti da tale tipo di rischio.

Rischio di liquidità

I principali strumenti utilizzati dal Gruppo per la gestione del rischio di insufficienza di risorse finanziarie disponibili a far fronte alle obbligazioni finanziarie e commerciali nei termini e nelle scadenze prestabiliti sono costituiti da piani finanziari annuali e triennali e da piani di tesoreria, per consentire una completa e corretta rilevazione e misurazione dei flussi monetari in entrata e in uscita. Gli scostamenti tra i piani e i dati consuntivi sono oggetto di costante analisi.

Una gestione prudente del rischio sopra descritto implica il mantenimento di un adeguato livello di disponibilità liquide e/o titoli a breve termine facilmente smobilizzabili, la disponibilità di fondi ottenibili tramite un adeguato ammontare di linee di credito committed e/o la capacità di chiudere posizioni aperte sul mercato. Per la natura dinamica dei business in cui opera, il Gruppo privilegia la flessibilità nel reperire fondi mediante il ricorso a linee di credito committed.

Il Gruppo ha implementato un sistema centralizzato di gestione dei flussi di incasso e pagamento nel rispetto delle varie normative valutarie e fiscali locali. La negoziazione e la gestione dei rapporti bancari avviene centralmente, al fine di assicurare la copertura delle esigenze finanziarie di breve e medio periodo al minor costo possibile. Anche la raccolta di risorse a medio/lungo termine sul mercato dei capitali è ottimizzata mediante una gestione centralizzata.

La disponibilità di linee di credito committed non utilizzate, unitamente alla liquidità presente nel bilancio 2008, consente al Gruppo di non avere necessità di rifinanziamento per i prossimi due anni.

Rischio di tasso di interesse

La politica di Gruppo è quella di tendere al mantenimento di un corretto rapporto tra indebitamento a tasso fisso e variabile.

Il Gruppo gestisce il rischio di incremento dei tassi associato all’indebitamento a tasso variabile attraverso una indiretta compensazione con crediti finanziari a tasso variabile e, per il netto, mediante il ricorso a contratti derivati, tipicamente interest rate swap e interest rate collar con l’obiettivo, nell’ambito del corretto mix sopra menzionato, di proteggersi dall’eccessivo rialzo dei tassi di interesse.

Rischio di prezzo associato ad attività finanziarie

Il Gruppo è esposto al rischio di prezzo limitatamente alla volatilità di attività finanziarie quali titoli azionari e obbligazionari quotati e non quotati, fondi immobiliari quotati e fondi immobiliari chiusi non quotati.

Rischio di credito

Il rischio di credito rappresenta l’esposizione del Gruppo a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti sia commerciali che finanziarie.

Al fine di limitare tale rischio, per quanto riguarda le controparti commerciali, il Gruppo ha posto in essere procedure per la valutazione della potenzialità e della solidità finanziaria della clientela, per il monitoraggio dei flussi di incassi attesi e per le eventuali azioni di recupero.

Tali procedure hanno come obiettivo la definizione di limiti di fido per la clientela, al superamento dei quali si attua di norma il blocco delle forniture.

In alcuni casi viene richiesto alla clientela il rilascio di garanzie.Si tratta principalmente di garanzie bancarie, emesse da soggetti di primario standing creditizio o personali. Meno frequente la richiesta di garanzie ipotecarie.

Un altro strumento utilizzato per la gestione del rischio di credito commerciale è la stipula di polizze assicurative con l’obiettivo di prevenire il rischio di mancato pagamento attraverso una puntuale selezione del portafoglio clienti operata congiuntamente con la compagnia assicurativa, che si impegna a garantire l’indennizzo in caso di insolvenza.

Per quanto riguarda le controparti finanziarie per la gestione di risorse temporaneamente in eccesso o per la negoziazione di strumenti derivati, il Gruppo ricorre solo a interlocutori di elevato standing creditizio.

Il Gruppo non mostra significative concentrazioni del rischio di credito.

RISCHI CONNESSI ALLE RISORSE UMANE

Il Gruppo è esposto al rischio di perdita di risorse chiave che potrebbe quindi determinare un impatto negativo sui risultati futuri. Per far fronte a tale rischio, il Gruppo adotta politiche di incentivazione che vengono periodicamente riviste in funzione anche del contesto macroeconomico generale.

Inoltre, l’efficacia di eventuali azioni di ristrutturazione che comportino riduzioni degli organici potrebbe essere limitata dai vincoli legislativi e sindacali esistenti nei vari paesi in cui il Gruppo opera.

RISCHIO PAESE

Il Gruppo opera in paesi come Venezuela, Argentina, Brasile, Turchia, Cina, Egitto, nei quali il contesto politico - economico generale e il regime fiscale applicato potrebbe rivelarsi in futuro instabile.

RISCHI CONNESSI AGLI ASPETTI AMBIENTALI

Attività e prodotti del Gruppo Pirelli, multinazionale che opera in tutto il mondo, sono soggetti a molteplici normative ambientali legate alle specificità dei differenti Paesi.

Tali normative sono in ogni caso accomunate dalla tendenza ad evolvere in modo sempre più restrittivo, anche in virtù del crescente impegno della comunità internazionale per la sostenibilità ambientale.

È quindi da attendersi una progressiva introduzione di norme più severe riferite ai vari aspetti ambientali su cui le aziende possono impattare (utilizzo di acqua, emissioni in atmosfera, generazione di rifiuti, impatti sul suolo, impatti dei prodotti sull’ambiente di vita, ecc.), in virtù delle quali il Gruppo Pirelli prevede di dover continuare ad effettuare investimenti e/o a sostenere costi che potranno essere significativi.