Base per la presentazione

Principi contabili adottati

Ai sensi del regolamento n. 1606 emanato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo nel luglio 2002, il bilancio consolidato del Gruppo Pirelli & C. è stato predisposto in base ai principi contabili internazionali IFRS emessi dall’International Accounting Standard Board (IASB) e omologati dall’Unione Europea al 31 dicembre 2007.

Il bilancio consolidato è stato preparato sulla base del criterio del costo storico ad eccezione degli investimenti immobiliari, degli strumenti finanziari, delle attività finanziarie designate a fair value e delle attività finanziarie disponibili per la vendita, che sono valutate a fair value.

Principi contabili e interpretazioni in vigore dal 1° gennaio 2007

IFRIC 7 - Applicazione del metodo della rideterminazione ai sensi dello IAS 29 informazioni contabili in economie iperinflazionate.

Tale interpretazione, omologata dalla UE nel maggio 2006 (Regolamento CE n. 708/2006), fornisce indicazioni sulle modalità di applicazione dello IAS 29 in un esercizio in cui un’entità individui per la prima volta l’esistenza di iperinflazione nell’economia della sua valuta funzionale. In base all’IFRIC 7, l’entità deve procedere alla rideterminazione dei propri valori di bilancio conformemente allo IAS 29 come se l’economia fosse sempre stata iperinflazionata. Tale interpretazione non è applicabile al Gruppo.

IFRIC 8 - Ambito di applicazione dell’IFRS 2

L’IFRIC 8, omologato dalla UE nel settembre 2006 (Regolamento CE n. 1329/2006), precisa che l’IFRS 2 si applica anche ai contratti nei quali un’impresa effettua pagamenti basati su azioni a fronte di prestazioni apparentemente senza corrispettivo.

In particolare, l’IFRIC 8 precisa che, se il valore della prestazione identificabile appare inferiore a fair value dello strumento di capitale proprio assegnato (o della passività sostenuta) si presume che una prestazione addizionale sia stata o verrà ricevuta.

Tale interpretazione non è applicabile al Gruppo.

IFRIC 9 – Rideterminazione del valore dei derivati incorporati

Tale interpretazione, omologata dalla UE nel settembre 2006 (Regolamento CE n. 1329/2006), precisa che la valutazione di separare i derivati incorporati dal contratto primario e di contabilizzarli separatamente come derivati debba essere effettuata nel momento in cui l’entità diventa parte del contratto, ossia al momento del riconoscimento iniziale. Non è ammessa una rimisurazione successiva, a meno che non vi sia una variazione delle condizioni contrattuali che modifichi significativamente i flussi finanziari originari.

Tale interpretazione non è applicabile al Gruppo.

IFRS 7 – Strumenti finanziari: informazioni integrative

Tale principio, omologato dalla UE nel gennaio 2006 (Regolamento CE n. 108/2006), sostituisce integralmente lo IAS 30 (Informazioni richieste nel bilancio delle banche e degli istituti finanziari) e recepisce la sezione delle informazioni integrative (disclosures) contenute nello IAS 32 (Strumenti finanziari: presentazione in bilancio e informazioni integrative) pur con modifiche e integrazioni; conseguentemente, lo IAS 32 modifica il suo titolo in “Strumenti finanziari: presentazione”. Sono stati pertanto integrati il successivo paragrafo 4 “Politiche di gestione dei rischi finanziari” e i commenti alle voci di bilancio (in particolare, crediti, debiti verso banche e altri finanziatori, strumenti finanziari) ove richiesto dal nuovo standard.

Modifiche allo IAS 1 - Presentazione del bilancio – Informazioni relative al capitale

Tali modifiche, omologate dalla UE nel gennaio 2006 (Regolamento CE n. 108/2006) prevedono che un’entità debba presentare un’informativa che consenta agli utilizzatori del suo bilancio di valutare i suoi obiettivi, le sue politiche e le sue procedure di gestione del capitale. Tale informativa è stata annessa al successivo paragrafo 5 “Politiche di gestione del capitale”.

IFRIC 10 – Bilanci intermedi e perdite di valore

Tale interpretazione, omologata dalla UE nel giugno 2007 (Regolamento CE n. 610/2007) tratta dell’interazione fra i requisiti dello IAS 34 (Bilanci Intermedi) e la riduzione di valore del goodwill (IAS 36 – perdita di valore delle attività) e di alcune attività finanziarie (IAS 39 – Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione) per perdite di valore. L’IFRIC 10 prevede che se in un bilancio intermedio il valore del goodwill o di un’attività finanziaria rappresentata da strumenti di capitale viene ridotto per perdite di valore, tali perdite di valore, qualora vengano meno i motivi delle svalutazioni, non possono essere stornate nei successivi bilanci intermedi o nel bilancio annuale.

Principi contabili internazionali o interpretazioni di nuova emissione ma non ancora entrati in vigore

Come richiesto dallo IAS 8 “Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori”, vengono di seguito indicati e brevemente illustrati i nuovi Principi o le Interpretazioni di nuova emissione, ma non ancora entrati in vigore.

Nessuno di tali Principi e Interpretazioni è stato adottato dal Gruppo in via anticipata.

IFRIC 11 – IFRS 2 – Operazioni con azioni proprie e del gruppo

Tale interpretazione, omologata dall’Unione Europea nel giugno del 2007 (Regolamento CE n. 611/2007), disciplina l’applicazione dell’IFRS 2 “Pagamenti basati su azioni” a certe tipologie di piani che coinvolgono diverse unità del Gruppo.

L’IFRIC 11 si applica a partire dal 1° gennaio 2008. Non si prevedono impatti quantitativi significativi sul bilancio dall’applicazione futura dell’interpretazione.

IFRIC 12 – Contratti di concessione di servizi pubblici
(Service Concession Arrangements)

L’IFRIC 12 è rivolto ad operatori del settore privato coinvolti nella fornitura di servizi tipici del settore pubblico (ad es. strade, aeroporti, forniture elettriche ed idriche in forza di un contratto di concessione). Nell’ambito di tali accordi i beni (assets) in concessione non sono necessariamente controllati dagli operatori privati, i quali sono però responsabili delle attività realizzative così come dell’operatività e della manutenzione dell’infrastruttura pubblica. Nell’ambito di tali accordi i beni potrebbero non essere riconosciuti come immobilizzazioni materiali nel bilancio degli operatori privati, ma piuttosto come attività finanziarie e/o immobilizzazioni immateriali a seconda della natura dell’accordo.

L’IFRIC 12, non ancora omologato dall’Unione Europea, si applica a partire dal 1° gennaio 2008, è applicabile al Gruppo, ma non si prevedono effetti significativi sul bilancio del Gruppo.

IFRIC 13 – Programmi fedeltà per la clientela

L’IFRIC 13 definisce il trattamento contabile che deve essere adottato dalle entità che concedono alla propria clientela premi legati a programmi fedeltà connessi all’acquisto di beni o servizi, e stabilisce che il fair value delle obbligazioni legate alla concessione di tali premi debba essere scorporato dal ricavo di vendita e differito fino al momento in cui l’obbligazione nei confronti dei clienti non sia estinta.

L’IFRIC 13, non ancora omologato dall’Unione Europea, si applica a partire dal 1° luglio 2008, è applicabile al Gruppo, ma non si prevedono effetti significativi sul bilancio del Gruppo.

IFRIC 14 – IAS 19 - Limiti alla rilevazione di attività per piani a benefici definiti (defined benefit asset), requisiti minimi di finanziamento e loro interazione

Lo IAS 19 “Benefici per i dipendenti” stabilisce un limite alle attività per benefici definiti che possono essere rilevate in bilancio. Tale interpretazione fornisce le linee guida su come valutare tale limite e chiarisce l’impatto su attività e passività relative a un piano a benefici definiti derivante dall’esistenza di requisiti minimi di finanziamento di natura contrattuale o statutaria.

L’IFRIC 14, non ancora omologato dall’Unione Europea, si applica a partire dal 1° gennaio 2008. Non si prevedono impatti quantitativi significativi sul bilancio dall’applicazione futura dell’interpretazione.

IFRS 8 – Segmenti operativi (Operating Segments)

Tale principio, omologato dall’Unione Europea nel novembre 2007 (Regolamento CE n. 1358/2007), sostituisce lo IAS 14 (Informativa di Settore) e allinea l’informativa di settore con i requisiti degli US GAAP (SFAS 131 Disclosures about Segments of an Enterprise and Related Information), introducendo l’approccio secondo cui i segmenti devono essere individuati con le stesse modalità con cui viene predisposta la reportistica gestionale interna per l’alta direzione.

L’IFRS 8 si applica a partire dal 1° gennaio 2009. Non si prevedono impatti significativi sulle disclosure fornite dal Gruppo a seguito dell’applicazione futura del principio.

Modifiche allo IAS 23 “Oneri finanziari”

Tali modifiche, nell’ambito del progetto di convergenza con gli US GAAP (SFAS 34 Capitalization of Interest Cost), eliminano l’opzione che consentiva di rilevare immediatamente a conto economico gli oneri finanziari direttamente attribuibili all’acquisizione, costruzione o produzione di un bene che ne giustifichi la capitalizzazione (qualifying asset), e ne impone quindi la capitalizzazione come parte del costo del bene.

Tali modifiche, non ancora omologate dall’Unione Europea, si applicano a partire dal 1° gennaio 2009. Non si prevedono impatti sul bilancio dall’applicazione futura delle modifiche al principio, in quanto il Gruppo già oggi non si avvale dell’opzione eliminata.

Revisione dello IAS 1 “Presentazione del bilancio”

Lo IAS 1 è stato sottoposto a una revisione non sostanziale che comporterà un cambio nella denominazione di alcuni dei prospetti che compongono il bilancio e l’introduzione di un nuovo prospetto di bilancio (“prospetto dei movimenti di patrimonio netto”) le cui informazioni erano in precedenza incluse nelle note al bilancio. Le modifiche previste dal nuovo IAS 1 si applicano anche ai dati comparativi presentati insieme al bilancio del periodo.

Tali modifiche, non ancora omologate dall’Unione Europea, si applicano a partire dal 1° gennaio 2009. Non si prevedono impatti quantitativi sul bilancio dall’applicazione futura delle modifiche al principio.

Modifiche all’IFRS 2 “Pagamenti basati su azioni: condizioni di maturazione e annullamenti”

Le modifiche all’IFRS 2 sono volte a chiarire i seguenti aspetti, non disciplinati in maniera esplicita dall’attuale standard:

  • condizioni di maturazione (vesting conditions): le condizioni di maturazione comprendono esclusivamente le condizioni di servizio (in base alle quali un terzo deve completare un determinato periodo di servizio) e le condizioni di risultato (per cui è necessario raggiungere determinati obiettivi). Altre condizioni, su cui l’attuale standard non si pronuncia in maniera esplicita, non sono da considerarsi condizioni di maturazione;
  • annullamenti: il trattamento contabile in caso di annullamento deve essere lo stesso, indipendentemente dal fatto che sia l’entità o altre parti a provocare l’annullamento. L’attuale IFRS 2 descrive il trattamento contabile in caso di annullamento da parte dell’entità, ma non fornisce alcuna indicazione in caso di annullamento da parti che non siano l’entità.

Tali modifiche, non ancora omologate dall’Unione Europea, si applicano a partire dal 1° gennaio 2009. Non si prevedono impatti quantitativi sul bilancio dall’applicazione futura delle modifiche al principio.

Modifiche allo IAS 32 “Strumenti finanziari: esposizione in bilancio” e allo IAS 1 “Presentazione del bilancio: Strumenti finanziari rimborsabili su richiesta del detentore” (puttable financial instruments) e strumenti con obbligazioni che sorgono al momento della liquidazione

Tali modifiche riguardano il trattamento contabile di alcune particolari tipologie di strumenti finanziari che hanno caratteristiche simili alle azioni ordinarie, ma sono attualmente classificati tra le passività finanziarie, in quanto danno diritto al soggetto che li detiene di richiedere all’emittente il rimborso.

In base a tali modifiche, i seguenti tipi di strumenti finanziari devono essere classificati come strumenti rappresentativi di capitale proprio, purchè presentino particolari caratteristiche e soddisfino determinate condizioni:

  • strumenti finanziari rimborsabili su richiesta del detentore (puttable financial instruments), ad esempio, alcune tipologie di azioni emesse da società cooperative;
  • strumenti che comportano per l’entità un’obbligazione a consegnare a un’altra parte una quota pro rata dell’attivo netto dell’entità stessa solo al momento della liquidazione, ad esempio, alcune partnership e alcune tipologie di azioni emesse da società a durata limitata.

Tali modifiche, non ancora omologate dall’Unione Europea, si applicano a partire dal 1° gennaio 2009. Non si prevedono impatti sul bilancio dall’applicazione futura delle suddette modifiche.

Revisione dell’IFRS 3 “Aggregazioni aziendali”

Tale revisione si colloca anch’essa nell’ambito del progetto di convergenza con gli US GAAP e ha come obiettivo l’armonizzazione del trattamento contabile delle aggregazioni aziendali. I principali cambiamenti rispetto alla versione precedente riguardano:

  • la rilevazione a conto economico, quando sostenuti, dei costi relativi all’operazione di aggregazione aziendale (costi dei legali, advisor, periti, revisori e professionisti in genere);
  • l’opzione di riconoscimento delle interessenze di minoranza a fair value (c.d. full goodwill); tale opzione può essere adottata per ogni singola operazione di aggregazione aziendale;
  • particolare disciplina delle modalità di rilevazione delle acquisizioni a fasi (step acquisitions): in particolare, nel caso di acquisto di controllo di una società di cui si deteneva già un’interessenza di minoranza, si deve procedere alla valutazione a fair value dell’investimento precedentemente detenuto, rilevando gli effetti di tale adeguamento a conto economico;
  • i corrispettivi potenziali (contingent consideration), cioè le obbligazioni dell’acquirente a trasferire attività aggiuntive o azioni al venditore nel caso in cui certi eventi futuri o determinate condizioni si verifichino, devono essere riconosciuti e valutati a fair value alla data di acquisizione. Successive modifiche nel fair value di tali accordi sono normalmente riconosciute a conto economico.

Tali modifiche, non ancora omologate dall’Unione Europea, si applicano a partire dagli esercizi che inizieranno successivamente al 30 giugno 2009. Ad oggi non sono prevedibili gli impatti derivanti dall’introduzione del nuovo standard sul bilancio nell’esercizio di prima applicazione.

Modifiche allo IAS 27 “Bilancio consolidato e separato”

La revisione dell’IFRS 3 “Aggregazioni aziendali” ha comportato delle modifiche anche allo IAS 27 “Bilancio consolidato e separato”, così riassumibili:

  • modifiche nella compagine sociale di una controllata, che non comportino la perdita del controllo, si qualificano come transazioni sul capitale (equity transactions); in altri termini, la differenza tra prezzo pagato/incassato e quota di patrimonio netto acquistata/venduta deve essere riconosciuta nel patrimonio netto;
  • in caso di perdita di controllo, ma di mantenimento di un’interessenza, tale interessenza deve essere valutata a fair value alla data in cui si verifica la perdita del controllo.

Tali modifiche, non ancora omologate dall’Unione Europea, si applicano a partire dagli esercizi che inizieranno successivamente al 30 giugno 2009. Ad oggi non sono prevedibili gli impatti derivanti dall’introduzione del nuovo standard sul bilancio nell’esercizio di prima applicazione.

In conformità a quanto disposto dall’art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo n° 38 del 28 febbraio 2005, il presente bilancio è redatto utilizzando l’Euro come moneta di conto.

Schemi di bilancio

La Società ha applicato quanto stabilito dalla delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006 in materia di schemi di bilancio e dalla Comunicazione Consob n.6064293 del 28 luglio 2006 in materia di informativa societaria.

Il bilancio consolidato è costituito dagli schemi dello Stato Patrimoniale, del Conto Economico, del Prospetto degli utili e delle perdite rilevati nel patrimonio netto, del Rendiconto Finanziario e dalle Note Illustrative ed è corredato dalla relazione degli amministratori sull’andamento della gestione.

Lo schema adottato per lo Stato Patrimoniale prevede la distinzione delle attività e delle passività tra correnti e non correnti.

Lo schema di Conto Economico adottato prevede la classificazione dei costi per natura.

Lo schema delle variazioni del patrimonio netto adottato è intitolato “Prospetto degli utili e perdite rilevati nel patrimonio netto” e include il risultato dell’esercizio e, per categorie omogenee, i proventi e gli oneri che, in base agli IFRS, sono imputati direttamente a patrimonio netto. Gli importi delle operazioni con i possessori di capitale e i movimenti intervenuti durante l’esercizio nelle riserve di utili sono presentati nelle note.

Nel Rendiconto Finanziario, i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa sono presentati utilizzando il metodo indiretto, per mezzo del quale l’utile o la perdita d’esercizio sono rettificati dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi ai flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento o dall’attività finanziaria.

Rispetto al bilancio consolidato pubblicato al 31 Dicembre 2006, sono state ridenominate le seguenti voci di conto economico:

  • “Valutazione di attività finanziarie” ridenominata in “Risultato delle attività finanziarie valutate a fair value”; la voce ora accoglie unicamente la valutazione a fair value delle attività finanziarie a fair value rilevato a conto economico; pertanto le “perdite di valore di attività finanziarie disponibili per la vendita” sono state riclassificate per il periodo comparativo dalla voce “valutazione di attività finanziarie” (ora ridenominata in “risultato delle attività finanziarie valutate a fair value”) negli “oneri finanziari” per un valore pari a Euro 13.378 migliaia; le “plusvalenze da cessione di titoli detenuti per la negoziazione” e i “proventi finanziari su derivati” sono stati riclassificati per il periodo comparativo dalla voce “proventi finanziari” alla voce “valutazione di attività finanziarie” (ora ridenominata in “risultato delle attività finanziarie valutate a fair value”) per importi pari rispettivamente a Euro 7.989 migliaia ed Euro 13.000 migliaia; le “minusvalenze da cessione di titoli detenuti per la negoziazione” e gli “oneri finanziari su derivati” sono stati riclassificati per il periodo comparativo dalla voce “oneri finanziari” alla voce “valutazione di attività finanziarie” (ora ridenominata in “risultato delle attività finanziarie valutate a fair value”) per importi pari rispettivamente a Euro 1.018 migliaia ed Euro 34.911 migliaia;
  • “Utile/(perdita) netta da attività cedute/da cedere” ridenominata in “Risultato attività operative cessate”.

Nello Stato Patrimoniale sono state ridenominate le seguenti voci:

  • “Imposte differite attive” è stata ridenominata in “Attività per imposte differite”;
  • “Imposte differite passive” è stata ridenominata in “Fondo imposte differite”;
  • “Attività finanziarie disponibili per la vendita” è stata ridenominata in “Altre attività finanziarie”: la voce ora accoglie sia le attività finanziarie disponibili per la vendita (la cui rilevazione di fair value viene rilevata nel patrimonio netto), sia le attività finanziarie che al momento della rilevazione iniziale vengono designate a fair value rilevato a conto economico. I titoli detenuti per la negoziazione, la cui variazione di fair value viene anch’essa rilevata nel conto economico, continuano ad essere esposti in una voce separata dello stato patrimoniale.

Area di consolidamento

Nell’area di consolidamento rientrano le società controllate, le società collegate e le partecipazioni in società sottoposte a controllo congiunto (joint venture).

Sono considerate società controllate tutte le società e le entità sulle quali il Gruppo ha il potere di controllarne le politiche finanziarie ed operative; tale circostanza s’intende realizzata di norma quando si detiene più della metà dei diritti di voto.

Sono considerate joint venture le società mediante le quali, sulla base di un accordo contrattuale o statutario, due o più parti intraprendono un’attività economica sottoposta a controllo congiunto.

Sono considerate società collegate, tutte le società per le quali il Gruppo è in grado di esercitare un’influenza significativa.
Tale influenza si presume esistere di norma qualora il Gruppo detenga una percentuale dei diritti di voto compresa tra il 20% ed il 50%.

Le principali variazioni nel perimetro di consolidamento intervenute nell’esercizio 2007 sono relative alle acquisizioni del gruppo DGAG e Ingest Facility S.p.A. come dettagliato alla nota 9 – Immobilizzazioni immateriali.

Principi di consolidamento

Ai fini del consolidamento sono utilizzati i bilanci delle società incluse nell’area di consolidamento, predisposti alla data di riferimento e opportunamente rettificati per renderli omogenei ai principi IAS/IFRS così come applicati dal Gruppo.

I bilanci espressi in moneta estera sono convertiti in euro applicando i cambi di fine periodo per le voci dello stato patrimoniale ed i cambi medi per le voci di conto economico.

Le differenze originate dalla conversione del patrimonio netto iniziale ai cambi di fine periodo vengono imputate alla riserva da conversione monetaria, unitamente alla differenza emergente dalla conversione del risultato di esercizio ai cambi di fine periodo rispetto al cambio medio. La riserva di conversione è riversata a conto economico al momento della vendita o della liquidazione della società che ha originato la riserva.

I criteri di consolidamento possono essere così sintetizzati:

  • le società controllate sono consolidate con il metodo integrale in base al quale:
  • vengono assunte le attività e le passività, i costi e i ricavi dei bilanci delle società controllate nel loro ammontare complessivo, prescindendo dall’entità della partecipazione detenuta;
  • il valore contabile delle partecipazioni è eliminato contro le relative quote di patrimonio netto;
  • i rapporti patrimoniali ed economici intercorsi tra le società consolidate integralmente, ivi compresi i dividendi distribuiti nell’ambito del Gruppo, sono elisi;
  • le interessenze di azionisti terzi sono rappresentate nell’apposita voce del patrimonio netto e analogamente viene evidenziata separatamente nel conto economico la quota di utile o perdita di competenza di terzi;
  • le partecipazioni in società collegate ed in joint venture sono valutate con il metodo del patrimonio netto in base al quale il valore contabile delle partecipazioni viene adeguato per tener conto:
  • della quota di pertinenza della partecipante ai risultati economici della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione;
  • delle modifiche derivanti da variazioni nel patrimonio netto della partecipata che non siano state rilevate a conto economico in accordo ai principi di riferimento;
  • dei dividendi distribuiti dalla partecipata;
  • gli utili emergenti da vendite effettuate da società controllate a joint venture o società collegate sono eliminati limitatamente alla quota di possesso nella società acquirente;
  • gli utili emergenti da operazioni di vendite immobiliari da joint venture ad altre joint venture o società collegate sono riconosciuti limitatamente alla minor quota di possesso nella società acquirente rispetto a quella venditrice ovvero per la sola parte realizzata con terzi;
  • gli utili emergenti da operazioni di vendite immobiliari da società collegate ad altre società collegate sono riconosciuti limitatamente alla parte realizzata con terzi;
  • al momento dell’acquisizione, sia nel caso di imprese controllate che di imprese collegate e joint venture, si procede ad allocare il prezzo pagato sulla base del c.d. “purchase method”, procedendo a:
  • determinare il costo di acquisto in base a quanto stabilito dall’IFRS 3;
  • determinare il fair value delle attività e delle passività acquisite (sia effettive che potenziali);
  • allocare il prezzo pagato a fair value delle attività e passività acquisite;
  • rilevare in via residuale l’eventuale avviamento, costituito dall’eccedenza del costo d’acquisto rispetto alla quota d’interessenza nel fair value netto delle attività e passività nette identificate/acquisite;
  • nel caso in cui comunque la quota di interessenza acquisita valutata a fair value ecceda il costo di acquisto, l’eventuale avviamento negativo viene immediatamente rilevato a conto economico.

3. Principi contabili

Immobilizzazioni immateriali

Le immobilizzazioni immateriali a durata definita sono valutate al costo al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate.

L’ammortamento inizia quando l’attività è disponibile all’uso.

Avviamento

L’avviamento rappresenta, alla data di acquisto, la parte del costo di acquisto che eccede l’interessenza del Gruppo nel fair value delle attività e passività acquisite puntualmente identificabili.

È assoggettato a valutazione annuale volta ad individuare eventuali perdite di valore.

L’avviamento è allocato alle unità generatrici di flussi finanziari ai fini di tale valutazione.

Marchi e licenze

I marchi e le licenze sono valutati al costo al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate. Il costo è ammortizzato nel periodo minore tra la durata contrattuale e la loro vita utile.

Software

I costi delle licenze software, comprensivi degli oneri accessori, sono capitalizzati e iscritti in bilancio al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite di valore accumulate. Sono ammortizzati in base alla loro vita utile a quote costanti.

Costi di ricerca e sviluppo

I costi di ricerca di nuovi prodotti e/o processi sono spesati quando sostenuti.

Non ci sono costi di sviluppo che abbiano i requisiti previsti dallo IAS 38 per essere capitalizzati.

Vite utili

Le vite utili delle immobilizzazioni immateriali sono le seguenti:

Marchi e licenze

5 anni

Software

non più di 3 anni.

Immobilizzazioni materiali

Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo d’acquisizione o di produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione.

Le immobilizzazioni materiali sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate, ad eccezione dei terreni, che non sono ammortizzati e che sono valutati al costo al netto delle perdite di valore accumulate.

Gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dal mese in cui il cespite è disponibile per l’uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici a esso associati.

Gli ammortamenti sono imputati su base mensile a quote costanti mediante aliquote che consentono di ammortizzare i cespiti fino a esaurimento della vita utile oppure, per le dismissioni, fino all’ultimo mese di utilizzo.

Le aliquote di ammortamento sono le seguenti:

Fabbricati

3% - 10%

Impianti

7% - 10%

Macchinari

5% - 10%

Attrezzature

10% - 33%

Mobili

10% - 33%

Automezzi

10% - 25%

I contributi pubblici in conto capitale che si riferiscono a immobilizzazioni materiali sono registrati come ricavi differiti e accreditati al conto economico lungo il periodo di ammortamento dei relativi beni.

Gli oneri finanziari relativi all’acquisto di un’immobilizzazione sono imputati a conto economico a meno che siano direttamente attribuibili all’acquisizione, costruzione o produzione di un bene che ne giustifica la capitalizzazione (qualifying asset).

Le migliorie su beni di terzi sono classificate nelle immobilizzazioni materiali, coerentemente con la natura del costo sostenuto. Il periodo di ammortamento corrisponde al minore tra la vita utile residua dell’immobilizzazione materiale e la durata residua del contratto di locazione.

I pezzi di ricambio di valore rilevante sono capitalizzati e ammortizzati sulla base della vita utile del cespite a cui si riferiscono.

Eventuali costi di smantellamento vengono stimati e portati ad incremento delle immobilizzazioni materiali in contropartita di un fondo rischi e oneri. Vengono poi ammortizzati sulla durata residua della vita utile del cespite a cui si riferiscono.

beni in locazione finanziaria

Le attività possedute mediante contratti di locazione finanziaria, attraverso i quali sono sostanzialmente trasferiti al Gruppo tutti i rischi e benefici legati alla proprietà del bene, sono iscritte come attività al loro valore attuale (fair value), o, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing, inclusa l’eventuale somma da pagare per l’esercizio dell’opzione di acquisto. La corrispondente passività verso il locatore è iscritta tra le passività finanziarie.

Il costo del canone è scomposto nelle sue componenti di onere finanziario, contabilizzato a conto economico, e di rimborso del capitale, iscritto a riduzione del debito finanziario.

I beni in locazione finanziaria sono ammortizzati su un periodo pari al minore tra la durata del contratto di locazione e la vita utile dello stesso.

Gli accordi che non assumono la forma legale di un contratto di leasing, ma il cui adempimento dipende dall’utilizzo di un bene specifico e che trasferiscono il diritto all’utilizzo del bene in cambio di un pagamento o di una serie di pagamenti, sono contabilizzati allo stesso modo dei leasing finanziari, come previsto dall’IFRIC 4.

Le locazioni nelle quali il locatore mantiene sostanzialmente tutti i rischi e benefici legati alla proprietà dei beni si qualificano come leasing operativi. I canoni riferiti ai leasing sono rilevati a conto economico in quote costanti negli esercizi di durata del contratto di leasing.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti in oggetto sono proprietà immobiliari possedute al fine di percepire canoni di locazione, per l’apprezzamento nel tempo del capitale investito ovvero per entrambe le motivazioni.

Gli investimenti immobiliari sono inizialmente iscritti al costo comprensivo degli oneri accessori all’acquisizione e successivamente sono valutati a fair value, rilevando a conto economico gli effetti derivanti da variazioni del fair value dell’investimento immobiliare.

Il fair value di un investimento immobiliare riflette le condizioni di mercato alla data di riferimento ed è rappresentato dal corrispettivo al quale la proprietà immobiliare potrebbe essere scambiata fra parti consapevoli e disponibili, nell’ambito di una transazione basata sul principio di reciproca indipendenza.

Le valutazioni sono eseguite per singola proprietà immobiliare tenendo in considerazione i redditi netti futuri derivanti dall’affitto e quando rilevanti i relativi costi, attualizzati applicando un fattore di sconto che rifletta gli specifici rischi connessi ai flussi finanziari generati dalla stessa.

Un provento o un onere derivante da una variazione di fair value dell’investimento immobiliare è incluso nel risultato economico dell’esercizio in cui si verifica.

I proventi o gli oneri derivanti dalla dismissione di investimenti immobiliari sono determinati come differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell’attività e sono imputati al conto economico nell’esercizio di cessione.

Nel caso di cambiamento di destinazione di una proprietà immobiliare da rimanenza a investimento immobiliare da iscrivere a fair value, la differenza tra il fair value alla data di riferimento e il precedente valore contabile viene imputata a conto economico.

Nel caso di un cambiamento di destinazione da investimento immobiliare iscritto a fair value a immobile ad uso strumentale, il fair value alla data del cambiamento è considerato il sostituto del costo della proprietà immobiliare per la successiva contabilizzazione.

Perdita di valore delle attività

Immobilizzazioni materiali e immateriali

In presenza di indicatori specifici di perdita di valore, ed almeno su base annuale con riferimento alle immobilizzazioni immateriali a vita indefinita, incluso l’avviamento, le immobilizzazioni materiali e immateriali sono soggette a una verifica di perdita di valore (impairment test).

La verifica consiste nella stima del valore recuperabile dell’attività e nel confronto con il relativo valore netto contabile.

Il valore recuperabile di un’attività è il maggiore tra il suo fair value ridotto dei costi di vendita e il suo valore d’uso, laddove quest’ultimo è il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati originati dall’utilizzo dell’attività e di quelli derivanti dalla sua dismissione al termine della vita utile.

Se il valore recuperabile di un’attività è inferiore al valore contabile, quest’ultimo viene ridotto al valore recuperabile. Tale riduzione costituisce una perdita di valore, che viene imputata a conto economico.

Allo scopo di valutare le perdite di valore, le attività sono aggregate al più basso livello per il quale sono separatamente identificabili flussi di cassa indipendenti (cash generating unit). Con riferimento specifico all’avviamento, esso deve essere allocato alle unità generatrici di flussi di cassa o a gruppi di unità (cash generating unit), nel rispetto del vincolo massimo di aggregazione che non può superare il settore di attività.

In presenza di indicazioni che una perdita per riduzione durevole di valore rilevata negli esercizi precedenti e relativa ad attività materiali o immateriali diverse dall’avviamento possa non esistere più o possa essersi ridotta, viene stimato nuovamente il valore recuperabile dell’attività e se esso risulta superiore al valore netto contabile, il valore netto contabile viene aumentato fino al valore recuperabile. Il ripristino di valore non eccede il valore contabile che si sarebbe determinato (al netto di svalutazione e ammortamento) se non si fosse rilevata alcuna perdita di valore negli esercizi precedenti.

Il ripristino di valore di un’attività diversa dall’avviamento viene rilevato in conto economico.

Una perdita di valore rilevata per l’avviamento non può essere eliminata negli esercizi successivi.

Partecipazioni in collegate e joint venture

Il valore delle partecipazioni in collegate e joint venture, valutate secondo il metodo del patrimonio netto, ai fini dell’impairment test, deve essere confrontato con il valore recuperabile. Il valore recuperabile corrisponde al maggiore fra il fair value, dedotti i costi di vendita, e il valore d’uso. Non è necessario stimare entrambe le configurazioni di valore in quanto, per verificare l’assenza di perdite di valore dell’attività, è sufficiente che una delle due configurazioni di valore risulti superiore al valore contabile.

In accordo con le recenti interpretazioni normative, ai fini dell’impairment test, il fair value di una partecipazione in una società collegata o joint venture con azioni quotate in un mercato attivo è sempre pari al suo valore di mercato, a prescindere dalla percentuale di possesso.

Ai fini della determinazione del valore d’uso di una società collegata o joint venture consolidata con il metodo del patrimonio netto, si procede a stimare:

  1. la propria quota del valore attuale dei flussi di cassa futuri che si stima verranno generati dalla collegata o joint venture, inclusi i flussi finanziari derivanti dalle attività operative della collegata o joint venture e il corrispettivo derivante dalla cessione finale dell’investimento (cd. criterio del Discounted Cash Flow – asset side);
  2. il valore attuale dei flussi di cassa futuri che si stima deriveranno dai dividendi da riceversi e dalla dismissione finale dell’investimento (cd. criterio del Dividend Discount model – equity side).

In presenza di indicazioni che una perdita di valore rilevata negli esercizi precedenti e relativa a partecipazioni in collegate e joint venture possa non esistere più o possa essersi ridotta, viene stimato nuovamente il valore recuperabile della partecipazione e se esso risulta superiore al valore della partecipazione, quest’ultimo viene aumentato fino al valore recuperabile.

Il ripristino di valore non eccede il valore della partecipazione che si sarebbe avuto (al netto della svalutazione) se non si fosse rilevata alcuna perdita di valore negli esercizi precedenti.

Il ripristino di valore di partecipazioni in collegate e joint venture viene rilevato in conto economico.

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Rientrano tra le attività finanziarie disponibili per la vendita le partecipazioni in altre imprese e gli altri titoli non detenuti allo scopo di negoziazione. Sono incluse nelle attività non correnti, nella voce “Altre attività finanziarie”, in quanto non vi è l’intenzione di cederle nei dodici mesi successivi alla data di riferimento del bilancio.

Sono valutate a fair value. Gli utili e le perdite derivanti da variazioni del fair value sono riconosciuti in una specifica riserva di patrimonio netto.

In presenza di perdite di valore, le perdite riconosciute fino a quel momento nel patrimonio netto sono riversate a conto economico. Una prolungata e/o significativa riduzione del fair value dei titoli rispetto al relativo costo è considerato un indicatore di perdita di valore.

Nel caso di vendite, gli utili e le perdite riconosciute fino a quel momento nel patrimonio netto sono riversate a conto economico.

Eventuali perdite di valore di un’attività finanziaria disponibile per la vendita si cristallizzano e non sono ripristinate a conto economico.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie disponibili per la vendita sono contabilizzati alla data di regolamento.

Rimanenze

Le giacenze di magazzino sono valutate al minore tra costo, determinato con il metodo FIFO, e presunto valore di realizzo.

Il costo è aumentato delle spese incrementative e degli oneri finanziari capitalizzabili analogamente a quanto descritto relativamente alle immobilizzazioni materiali.

Commesse

Una commessa è un contratto specificatamente stipulato per la costruzione di un bene su istruzioni di un committente, che ne definisce preliminarmente il disegno e le caratteristiche tecniche.

I ricavi di commessa comprendono i corrispettivi concordati inizialmente con il committente, oltre alle varianti nel lavoro di commessa e alle variazioni prezzi previste contrattualmente determinabili con attendibilità.

Quando il risultato di commessa è determinabile con attendibilità, le commesse sono valutate in base al metodo della percentuale di completamento; lo stato avanzamento è determinato facendo riferimento ai costi della commessa sostenuti fino alla data di bilancio come percentuale dei costi totali stimati per ogni commessa.

I costi sostenuti in relazione ad attività future della commessa sono esclusi dai costi di commessa nella determinazione dello stato avanzamento e sono rilevati come rimanenze.

Quando si prevede che i costi della commessa saranno superiori ai suoi ricavi totali, la perdita attesa è rilevata immediatamente come costo.

L’ammontare lordo dovuto dai committenti per lavori di commessa, per tutte le commesse in corso per le quali i costi sostenuti sommati ai margini rilevati (o al netto delle perdite rilevate) eccedono la fatturazione ad avanzamento dei lavori, è rilevato come credito.

L’ammontare lordo dovuto ai committenti per lavori di commessa, per tutte le commesse in corso per le quali la fatturazione ad avanzamento dei lavori eccede i costi sostenuti sommati ai margini rilevati (o al netto delle perdite rilevate), è rilevato come debito.

Crediti

I crediti sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato normalmente dal corrispettivo pattuito ovvero dal valore attuale dell’ammontare che sarà incassato.

Sono successivamente valutati al costo ammortizzato, ridotto in caso di perdite di valore.

Il costo ammortizzato è calcolato utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo, che equivale al tasso di attualizzazione che, applicato ai flussi di cassa futuri, rende il valore attuale contabile di tali flussi pari a fair value iniziale.

In caso di perdite di valore, il valore contabile dei crediti è ridotto indirettamente mediante l’iscrizione di un fondo. Se vengono meno le ragioni che hanno comportato la svalutazione dei crediti, le perdite di valore iscritte in periodi precedenti sono ripristinate attraverso accredito al conto economico fino a concorrenza del costo ammortizzato che risulterebbe se non fosse stata rilevata la perdita di valore.

I crediti in valuta diversa dalla valuta funzionale delle singole entità sono adeguati ai cambi di fine anno con contropartita conto economico.

I crediti sono cancellati allorché è estinto il diritto a ricevere i flussi di cassa, quando sono stati trasferiti in maniera sostanziale tutti i rischi e i benefici connessi alla detenzione del credito o nel caso in cui il credito sia considerato definitivamente irrecuperabile dopo che tutte le necessarie procedure di recupero sono state completate. Contestualmente alla cancellazione del credito, viene stornato anche il relativo fondo, qualora il credito fosse stato in precedenza svalutato.

Titoli junior e crediti non performing

I titoli junior derivanti da operazioni di cartolarizzazione di crediti non performing (Non Performing Loans – NPL, presenti nel settore Real Estate) così come i crediti non performing acquistati a prezzi significativamente inferiori ai valori nominali (deep discount receivables) sono classificati come crediti (loan and receivable) e sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato normalmente dal prezzo pagato.

Successivamente sono valutati al costo ammortizzato. Il costo ammortizzato è calcolato utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo, che equivale al tasso di attualizzazione che, applicato ai flussi di cassa futuri, quali risultanti dal primo business plan redatto successivamente all’acquisto, rende il valore attuale contabile di tali flussi pari al costo di acquisto comprensivo di eventuali oneri accessori.

Il valore contabile viene adeguato, ogniqualvolta vi sia una modifica nella stima dei flussi di cassa attesi, al valore risultante dall’attualizzazione dei flussi di cassa futuri al tasso di interesse effettivo originario.

Le eventuali differenze, positive o negative, sono riconosciute a conto economico.

Finanziamenti soci

I crediti finanziari rappresentati da finanziamenti a società collegate e joint venture sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato dal valore attuale dei flussi di cassa futuri.

In particolare i finanziamenti soci erogati a condizioni non di mercato sono attualizzati sulla durata prevista del finanziamento stesso a un tasso rappresentativo di un finanziamento avente caratteristiche similari.

L’eventuale differenza tra l’ammontare nominale del finanziamento ed il fair value ricalcolato secondo quanto descritto in precedenza è rilevato, da parte dell’erogante, a incremento del valore di carico della partecipazione, al netto degli eventuali effetti fiscali. Il beneficiario, nel proprio bilancio redatto in accordo ai principi di Gruppo e utilizzato per la valutazione della partecipazione secondo l’equity method, rileva la medesima differenza a riduzione dei propri debiti finanziari e a incremento, al netto dell’effetto fiscale, del patrimonio netto.

Successivamente alla rilevazione iniziale, i finanziamenti soci sono misurati al costo ammortizzato.

Debiti

I debiti sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato normalmente dal corrispettivo pattuito ovvero dal valore attuale dell’ammontare che sarà pagato.

Sono successivamente valutati al costo ammortizzato.

Il costo ammortizzato è calcolato utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo, che equivale al tasso di attualizzazione che, applicato ai flussi di cassa futuri, rende il valore attuale contabile di tali flussi pari a fair value iniziale.

I debiti in valuta diversa dalla valuta funzionale delle singole entità sono adeguati ai cambi di fine anno con contropartita conto economico.

I debiti sono rimossi dal bilancio quando la specifica obbligazione contrattuale è estinta.

Attività finanziarie valutate a fair value rilevato a conto economico

Rientrano in questa categoria i titoli acquisiti principalmente con lo scopo di essere rivenduti nel breve termine, classificati fra le attività correnti nella voce “titoli detenuti per la negoziazione”, e le attività finanziarie che al momento della rilevazione iniziale vengono designate a fair value rilevato a conto economico, classificate nella voce “altre attività finanziarie”.

Sono valutate a fair value con contropartita al conto economico. I costi accessori sono spesati nel conto economico.

Gli acquisti e le vendite di tali attività finanziarie sono contabilizzati alla data di regolamento.

Disponibilità liquide

Le disponibilità liquide comprendono depositi bancari, depositi postali, denaro e valori in cassa. Sono iscritte al costo ammortizzato, che di norma corrisponde al valore nominale.

Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri comprendono gli accantonamenti derivanti da obbligazioni attuali (legali o implicite) derivanti da un evento passato, per l’adempimento delle quali è probabile che si renderà necessario un impiego di risorse, il cui ammontare può essere stimato in maniera attendibile.

Benefici ai dipendenti

I benefici a dipendenti erogati successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro del tipo a benefici definiti (defined benefit plans) e gli altri benefici a lungo termine (other long term benefits) sono soggetti a valutazioni attuariali. La passività iscritta in bilancio è rappresentativa del valore attuale dell’obbligazione del Gruppo, al netto di eventuali attività a servizio dei piani.

Relativamente ai piani a benefici definiti, il Gruppo Pirelli & C. ha adottato l’opzione prevista dallo IAS 19 che consiste nel rilevare integralmente nel patrimonio netto gli utili/perdite attuariali nell’esercizio in cui si verificano.

Per gli altri benefici a lungo termine, gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti immediatamente a conto economico.

Il costo per interessi e il rendimento atteso per le attività a servizio del piano sono classificati nel costo del lavoro.

Stock option

Le stock option si suddividono in due tipologie che prevedono modalità di contabilizzazione diverse in funzione delle caratteristiche del piano:

  • equity settled: sono piani in cui al beneficiario viene concesso il diritto di acquistare azioni della società a un prezzo prefissato qualora specifiche condizioni siano soddisfatte. In tali casi il fair value dell’opzione, determinato al momento dell’assegnazione, viene rilevato come costo a conto economico lungo la durata del piano con contropartita un incremento delle riserve di patrimonio netto;
  • cash settled: sono piani che prevedono opzioni put a favore del beneficiario, abbinate ad opzioni call a favore dell’emittente, ovvero piani in cui il beneficiario riceve direttamente il controvalore monetario del beneficio derivante dall’esercizio della stock option. Il fair value della passività, rideterminato ad ogni chiusura, viene rilevato a conto economico durante il periodo di maturazione del piano. Le variazioni di fair value della passività successive alla data di maturazione vengono rilevate a conto economico.

Strumenti finanziari

Al momento della rilevazione iniziale, gli strumenti derivati sono valutati a fair value con contropartita al conto economico. La valutazione successiva avviene sempre a fair value; gli aggiustamenti di fair value sono rilevati in conto economico, ad eccezione dei derivati designati come strumenti di copertura efficace di flussi finanziari (cash flow hedge).

Nei casi in cui i derivati sono designati come strumenti di copertura ai fini dello IAS 39, il Gruppo documenta in modo formale, a partire dall’inizio della copertura stessa, la relazione di copertura tra lo strumento di copertura e l’elemento coperto, gli obiettivi della gestione del rischio e la strategia perseguita nell’effettuare la copertura.

Il Gruppo documenta altresì la valutazione dell’efficacia dello strumento di copertura nel compensare le variazioni nei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto. Tale valutazione è effettuata all’inizio della copertura e in misura continuativa per tutta la sua durata.

La porzione efficace dell’aggiustamento di fair value del derivato che è stato designato e che è qualificabile come strumento di copertura viene rilevata direttamente a patrimonio netto, mentre la parte inefficace viene rilevata a conto economico.

Gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono riflessi nel conto economico nell’esercizio in cui l’elemento coperto produce un effetto sul conto economico.

Quando uno strumento di copertura giunge a maturazione o è ceduto, oppure non soddisfa più le condizioni per essere designato come di copertura, i relativi aggiustamenti di fair value cumulati nel patrimonio netto rimangono sospesi nel patrimonio netto fino a che l’elemento coperto non manifesta i suoi effetti sul conto economico. Se si prevede che l’elemento coperto non genererà alcun effetto a conto economico, gli aggiustamenti di fair value cumulati nel patrimonio netto vengono immediatamente rilevati nel conto economico.

Determinazione del fair value

Il fair value di strumenti finanziari quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio. I prezzi di mercato utilizzati per i derivati sono i bid price, mentre per le passività finanziarie sono gli ask price. Il fair value di strumenti che non sono quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando tecniche di valutazione, basate su una serie di metodi e assunzioni legate a condizioni di mercato alla data di bilancio.

Il fair value degli interest rate swap è calcolato in base al valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri.

Il fair value dei contratti a termine su valute è determinato usando il tasso di cambio a termine alla data di bilancio.

Imposte

Le imposte correnti sono determinate sulla base di una realistica previsione degli oneri da assolvere in applicazione delle vigenti normative fiscali di paese.

Le imposte differite sono determinate sulla base delle differenze temporanee esistenti tra il valore di bilancio di attività e passività e il loro valore fiscale (metodo dell’allocazione globale) e sono classificate tra le attività e le passività non correnti.

Le imposte differite attive sono contabilizzate solo quando sussiste la probabilità di recupero futuro.

Patrimonio netto

Azioni proprie

Le azioni proprie sono classificate a riduzione del patrimonio netto.

Nel caso di vendita, riemissione o cancellazione, gli utili o le perdite conseguenti sono classificate nel patrimonio netto.

Costi per operazioni sul capitale

I costi direttamente attribuibili ad operazioni sul capitale della Capogruppo sono contabilizzati a riduzione del patrimonio netto.

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono valutati a fair value del corrispettivo ricevuto per la vendita di prodotti o servizi.

Vendite di prodotti

I ricavi per vendite di prodotti sono rilevati quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

  • i rischi significativi ed i benefici connessi alla proprietà dei beni sono stati trasferiti all’acquirente;
  • l’effettivo controllo sulla merce è cessato;
  • il valore dei ricavi è determinato in maniera attendibile;
  • è probabile che i benefici economici derivanti dalla vendita saranno fruiti dall’impresa;
  • i costi sostenuti o da sostenere sono determinati in modo attendibile.

In particolare con riferimento alle vendite di beni immobili il ricavo è normalmente rilevato nel momento in cui la proprietà è trasferita all’acquirente corrispondente alla data del rogito. Nei casi in cui la natura e la misura del coinvolgimento del venditore siano tali da comportare che i rischi e i benefici relativi alla proprietà non siano di fatto trasferiti, il momento di rilevazione dei ricavi è differito fino alla data in cui tale trasferimento possa considerarsi avvenuto.

Prestazioni di servizi

I ricavi per servizi sono rilevati con riferimento al loro completamento alla data di bilancio.

Interessi

Gli interessi sono rilevati con un criterio temporale che consideri il rendimento effettivo dell’attività o della passività.

Royalties

Le royalties sono rilevate in base al principio della competenza, secondo quanto previsto dal contenuto dell’accordo relativo.

Dividendi

I ricavi per dividendi sono rilevati nel momento in cui sorge il diritto all’incasso, che normalmente corrisponde alla delibera assembleare di distribuzione dei dividendi.

Informativa di Settore

Il settore d’attività (segmento primario) è una parte del Gruppo distintamente identificabile che fornisce un singolo prodotto o servizio o un insieme di prodotti e servizi collegati, ed è soggetta a rischi e a benefici diversi da quelli degli altri settori d’attività del Gruppo.

Il settore geografico (segmento secondario) è una parte del Gruppo distintamente identificabile che fornisce un singolo prodotto o servizio o un insieme di prodotti e servizi, ed è soggetta a rischi e a benefici diversi da quelli relativi a componenti che operano in altri ambienti economici.

Principi contabili per i paesi ad alta inflazione

Le società del Gruppo operanti in paesi ad alta inflazione rideterminano i valori dei rispettivi bilanci originari per eliminare gli effetti distorsivi dovuti alla perdita di potere d’acquisto della moneta. Il tasso di inflazione utilizzato ai fini dell’adozione della contabilità per l’inflazione corrisponde all’indice dei prezzi al consumo.

Le società operanti in paesi nei quali il tasso cumulato di inflazione nell’arco di un triennio approssima o supera il 100% adottano la contabilità per l’inflazione e la interrompono nel caso in cui il tasso cumulato di inflazione nell’arco di un triennio scenda al di sotto del 100%.

Gli utili e le perdite sulla posizione monetaria netta sono imputati nel conto economico.

Classificazione portafoglio immobiliare: rimanenze (IAS 2) – investimenti immobiliari (IAS 40)

Sulla base del modello di business prevalente all’interno del Gruppo, la maggior parte del patrimonio immobiliare è classificata nella voce rimanenze in quanto detenuta con finalità di trading e comunque destinata ad essere venduta nel corso del normale ciclo operativo delle società incluse nel perimetro di consolidamento.