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Anteprima Gran Premio dell’India: Delhi, 24-27 ottobre 2013

PIRELLI SCEGLIE I P ZERO MEDIUM E SOFT PER IL GRAN PREMIO DELL’INDIA

Milano, 22 ottobre 2013 – Il circuito indiano, entrato dal 2011 nel calendario di Formula Uno, è caratterizzato da dislivelli importanti e da una grande varietà di curve che ne fanno un tracciato davvero impegnativo per le gomme, soprattutto alla luce delle alte temperature ambientali.

Quest’anno Pirelli ha scelto di portare su questo circuito la combinazione medium-soft, dopo che, nei due anni precedenti, a scendere in pista qui erano state le gomme hard e soft.

Paul Hembery: “Abbiamo deciso di portare i P Zero White medium e i P Zero Yellow soft in India poichè riteniamo sia la migliore combinazione per il Buddh Circuit.
Gli anni scorsi avevamo fatto una scelta più conservativa, con mescole hard e soft; quest’anno, invece, abbiamo optato per una soluzione leggermente più aggressiva.
Di conseguenza, proprio come in Giappone, non ci aspettiamo una grande differenza nei tempi sul giro tra le due mescole.
Anche qui, quindi, la strategia sarà molto importante.
Nella gara dello scorso anno la media fu di un solo pit stop; quest’anno, invece, ce ne aspettiamo due, e questo darà alle squadre più opportunità per guadagnare posizioni in pista.
Con i suoi dislivelli e la grande varietà di curve, il circuito indiano mette a dura prova gli pneumatici; inoltre, se si considerano le molte forze che si scaricano su di essi, gestirli diventerà una delle chiavi per la gara.
Come di consueto, è atteso caldo in India e questo aumenterà il degrado termico delle gomme.
Quella del prossimo weekend sembra destinata a essere una gara decisiva per il Campionato, quindi speriamo che le nostre gomme contribuiranno a renderla spettacolare.”

Jean Alesi: “Prima di parlare dell’ India, vorrei tornare per un momento al Gran Premio del Giappone, gara che ho molto apprezzato. Lì si è vista la grande differenza che può fare adottare una strategia piuttosto che un’altra. La tensione e lo spettacolo che ne derivano rendono le gare bellissime da vedere.
Tornando all’India, non ho mai corso su questo circuito, ma ho sentito dei commenti davvero positivi da parte di altri piloti. Inoltre, penso che avere gare in questi posti sia davvero importante, perché c’è un grande potenziale sportivo e commerciale.
Qui i piloti hanno la responsabilità di essere dei veri ambasciatori dello sport: hanno il compito di far aumentare l’interesse del pubblico verso la Formula Uno.
In India c’è un grande entusiasmo per lo sport in generale, in particolare per il cricket, e sarebbe fantastico se la Formula Uno riuscisse ad avere lo stesso seguito”.

Il circuito dal punto di vista degli pneumatici:

Una delle aree più difficili del circuito è il complesso delle curve 10 e 11: vengono prese in rapida successione, è come se formassero una sola curva. Gli pneumatici devono sopportare elevati carichi di energia laterale per circa sette secondi. Lo pneumatico anteriore sinistro deve lavorare molto qui, e deve sopportare una forza di accelerazione di 4g all’uscita della curva, dove è necessario il massimo grip per tenere la traiettoria.

La curva 4 è un’ altra area cruciale del circuito. Qui le monoposto passano da 320 km/h a 90 km/h in soli 140 metri. Gli pneumatici sono sottoposti ad una decelerazione di 3.6g, ma devono comunque garantire stabilità e precisione di guida durante la frenata.

Ulteriori informazioni sul circuito indiano e sull’impegno che richiede agli pneumatici sono disponibli in un video in animazione 3D scaricabile al seguente link: www.pirelli.com/f1pressarea

Note tecniche sugli pneumatici:

L’India ha una delle pit lane più lunghe in calendario: circa 600 metri. Questo comporta una significativa perdita di tempo quando si rientra ai box per il pit stop. Le squadre devono tenerne conto in fase di elaborazione della strategia.

La superficie della pista in India non è molto abrasiva. Tuttavia, inaugurato solo due anni fa, l’asfalto è ancora in evoluzione. Nel tempo, l’asfalto nuovo tende a diventare più ruvido, man mano che il bitume sulla superficie viene spazzato via e restano scoperte le piccole pietre acuminate di cui l’impasto è composto. Questo ne aumenta l’abrasività, che ha un effetto sul consumo delle gomme.

Tutti i piloti che lo scorso anno conclusero la gara effettuarono un solo pit stop, circa al 30° giro. La strategia più popolare vide un inizio con la mescola soft per finire con la mescola dura; anche se alcuni piloti nelle ultime posizioni in griglia utilizzarono una strategia opposta.

La scelta degli pneumatici finora:

  PZero Red PZero Yellow PZero White PZero Orange
Australia Supersoft   Medium  
Malesia     Medium Hard
Cina   Soft Medium  
Bahrain     Medium Hard
Spagna     Medium Hard
Monaco Supersoft Soft    
Canada Supersoft   Medium  
Gran Bretagna
    Medium Hard
Germania   Soft Medium  
Ungheria   Soft Medium  
Belgio     Medium Hard
Italia     Medium Hard
Singapore Supersoft   Medium  
Corea Supersoft   Medium  
Giappone     Medium Hard
India   Soft Medium  

Il team Pirelli F1: Fabrizio Tanfani, Chef

Si dice che un esercito combatta con il suo stomaco, e Pirelli non fa eccezione. Non solo: proprio la cucina del Motorhome Pirelli è stata eletta la migliore del paddock.
L’uomo dietro questa magia è lo chef Fabrizio Tanfani: una delle persone di maggior talento in Formula Uno. E’ lui a raccontarci la sua affascinante storia: “Ho iniziato a cucinare quando avevo 16 anni: una passione trasmessa da mia madre e dai miei zii, perché il cibo era come una religione in casa nostra”. “La mia vera fortuna è stata quella di avere amici e parenti che andavano a pesca e a caccia, per questo sin da giovane ho sempre lavorato con gli ingredienti migliori e più freschi e ho scoperto come sfruttarli al meglio.”
Fabrizio ha frequentato una scuola di ristorazione e nel 2005 ha incontrato Christian Staurenghi, direttore dell’Hospitality Pirelli. E’ stato Christian a traghettarlo in Formula Uno. “Ero abbastanza nervoso all’inizio, intimorito dalla presenza di piloti e di personaggi famosi da tutto il mondo. Ma non appena ho iniziato a cucinare e ho cominciato a sentire i sapori del cibo mi sono rilassato perché stavo facendo quello che ho sempre amato – racconta Fabrizio.
Fabrizio si occupa non solo di cucinare, ma anche di elaborare i menù e di comprare gli ingredienti (ovviamente, non mancano mai quelli italiani).
Il suo è un lavoro molto duro: i ragazzi del catering sono i primi ad arrivare ogni mattina e gli ultimi ad andare via. “Vorrei ringraziare i colleghi che lavorano con me in cucina e le ragazze che lavorano davvero tanto nell’hospitality” – aggiunge Fabrizio. Quando è a casa, Fabrizio ama leggere, correre, ascoltare musica e… incredibile, cucinare per i suoi amici.

Altre notizie da Pirelli:

Pirelli ha conquistato il titolo costruttori nel Campionato italiano Rally con Peugeot Italia. E’ la quinta volta che i due marchi ottengono questo importante risultato insieme.
Il titolo piloti era già stato vinto da Umberto Scandola, alla guida di una Skoda gommata sempre Pirelli.

Pirelli sponsorizzerà per cinque anni una cattedra presso una delle università più prestigiose degli Stati Uniti. L’azienda italiana, infatti, ha istituito la “Pirelli visiting professorship in Italian studies” presso l’Università di Princeton nel New Jersey. L’obiettivo è quello di promuovere lo studio della storia e della cultura italiana nel mondo.

Pirelli ha sviluppato nuovi pneumatici stradali P Zero dedicati alla nuova nata del gruppo Alfa Romeo, la 4C. Proprio questa vettura ha messo a segno, grazie agli pneumatici Pirelli P Zero Trofeo, il record sul circuito del Nurburgring, di 8m04s.

L’ultimo round del Campionato britannico rally, gommato Pirelli, ha avuto luogo lo scorso fine settimana. La gara è stata vinta dal pilota Citroen, Osian Pryce, mentre l’ex Pirelli UK Star Driver Jukka Korhonen ha conquistato il titolo.