Rischi di Business Interruption


La frammentazione territoriale delle attività operative del Gruppo espone a scenari di rischio che potrebbero determinare l'interruzione delle attività di business per periodi più o meno prolungati nel tempo, con conseguente riflesso sulla capacità “operativa” e sui risultati del Gruppo.


Scenari di rischio correlati a eventi naturali o accidentali (incendi, alluvioni, terremoti, ecc.), a comportamenti dolosi (atti vandalici, sabotaggi, ecc.), al malfunzionamento degli impianti ausiliari o all'interruzione delle forniture delle utilities possono, infatti, causare significativi danni alla proprietà e/o riduzioni di produzione, in particolare là dove l’evento interessasse siti produttivi con elevati volumi o specifici prodotti (alto di gamma).

Nel corso del 2010, sono stati valutati e misurati scenari di business interruption (in termini di impatto, probabilità di accadimento e sistema di risk management in essere) per 5 siti produttivi rilevanti per le strategie del Gruppo. Nel 2011 l’analisi è proseguita su altri 7 siti produttivi. Le analisi condotte hanno confermato un adeguato presidio dei rischi di business interruption, grazie a un’articolata a serie di misure di sicurezza e di sistemi di prevenzione. E’ comunque in corso, per tutte le fabbriche analizzate, la predisposizione e l’adozione di specifici piani di “continuità operativa” che riguarderanno anche la catena di fornitura.

Nel corso del 2012 il perimetro dell’analisi relativa ai rischi di business interruption è stato esteso anche alla catena di fornitura Pirelli, con particolare attenzione ai fornitori Tier-1. Sono state analizzate il 70% circa (in termini di spending) delle materie prime impiegate nei processi produttivi del Gruppo e la loro criticità è stata valutata in funzione della sostituibilità del fornitore/del materiale stesso e della strategicità del prodotto finito di riferimento (produzione Premium/clienti di primo equipaggiamento/ attività motorsport). Per ogni materia prima analizzata è stato altresì valutato il rischio relativo ai fornitori di riferimento (in termini di rischi di mercato, rischio di force majeure, rischi reputazionali, rischi di qualità e rischi di capacità produttiva).

L’analisi ha portato il Gruppo ad avviare una serie di azioni di mitigazione volte a ridurre la vulnerabilità della supply chain; in particolare estensione del portafoglio di impianti omologati per singolo fornitore, omologazione di materiali/fornitori alternativi, aumento dei livelli di safety stock su materiali critici, audit sui fornitori etc.

Nel corso del 2013 l’analisi verrà estesa al totale delle materie prime utilizzate e successivamente anche ai macchinari e servizi industriali.




Ultima revisione: 28 Mag 2013