Pirelli, la Storia Industriale

La storia di Pirelli coincide con la storia dell'industria degli pneumatici. Nata a Milano nel 1872, la Pirelli & C - questo il nome originario della società fondata dall'ingegnere 24enne Giovanni Battista Pirelli - è inizialmente uno stabilimento per la produzione di articoli in gomma, ma da subito inizia il processo di diversificazione dei propri prodotti, introducendo quegli elementi di innovazione e qualità che caratterizzano l'azienda ancora oggi.

Pirelli inizia così a produrre conduttori isolati per telegrafia, cavi telegrafici sottomarini fino ad arrivare al primo pneumatico per bicicletta. Il primo pneumatico per automobile, "Ercole", è del 1901. Con il nuovo secolo arrivano anche le prime vittorie sportive (la Pechino-Parigi nel 1907) e comincia il processo di espansione internazionale, con l'apertura di nuovi stabilimenti in Spagna (1902), Gran Bretagna (1914) e Argentina (1917).


Negli anni Venti Pirelli sviluppa l'innovativa tecnologia Cord e i suoi pneumatici approdano alle gare automobilistiche, segnando l'inizio di un cammino proseguito fino ai giorni nostri e coronato di numerose vittorie in gran premi di Formula 1, Rally, Superbike, oltre che nella celebre Mille Miglia. E proprio in questi anni Pirelli da il via alla produzione della prima gamma di cavi con l'innovativo isolamento in olio.

Sempre nei primi anni del secolo, in un lontano giorno del 1908, nasce la P dalla forma allungata che ha reso celebre Pirelli nel mondo. L'ambiente è quello di una New York in piena esplosione, groviglio di strade polverose e di fitte palazzine, dove approda l'uomo di affari della Pirelli per incontrare il rappresentante locale. Ai due manca un segno o, meglio, il tratto distintivo del prodotto italiano in grado di spiccare su quella selva di insegne commerciali. Ed è dalla mano felice del primo che su un pezzo di carta nasce, quasi per caso, quella P tanto curiosa da attirare l'attenzione per la sua forma insolita. Nessuno dei due immaginava certo di aver contribuito in maniera determinante alla nascita di un brand celebrato nell'industria, nel design, nella moda e in tutti i settori dove Pirelli ha avuto modo di esprimere la sua creatività e il suo modello industriale. 


La nascita della P lunga segna l'inizio di una storia di eccellenza e innovazione industriale tanto nel settore degli pneumatici quanto in quello dei cavi e diventa parte del patrimonio industriale italiano. All'inizio degli anni Cinquanta Pirelli sviluppa il rivoluzionario radiale Cinturato (peraltro recentemente riproposto con soluzioni all'avanguardia ed eco-compatibili), un prodotto innovativo e dalla vocazione sportiva, capace per la prima volta di assicurare un'elevata tenuta di strada in curva anche a velocità elevate.

Nel frattempo prosegue l'espansione all'estero con l'acquisizione della tedesca Germany's Veith Gummiwerke nel settore degli pneumatici e l'avvio di attività per la produzione di cavi in Australia ed in Perù. Sempre negli anni Sessanta in Italia aprono gli stabilimenti di Settimo Torinese per gomme vettura, di Villafranca Tirrena (Messina) per gomme motocicletta e di Giovinazzo (Bari) per cavi in plastica.

Dopo il successo industriale del Radiale Cinturato, Pirelli presenta a metà anni Settanta una nuova gamma di pneumatici, i "ribassati" (P7), così detti per la particolare copertura del fianco, molto più bassa rispetto alla larghezza del battistrada e proprio per questo in grado di aumentare la tenuta di strada. Di questi anni è la fusione con la britannica Dunlop. Intanto Pirelli sviluppa un prodotto destinato a rivoluzionare il settore cavi: la fibra ottica.


L'inizio del nuovo decennio è segnato dalla ristrutturazione del gruppo, impressa da Marco Tronchetti Provera che assume la guida operativa: per Pirelli inizia la stagione del rilancio internazionale che vede il gruppo puntare su tecnologie e prodotti innovativi e, soprattutto, allargare le proprie attività a nuovi mercati emergenti come l'Africa e l'Oriente. Mentre il settore pneumatici assiste a un'ulteriore evoluzione con il lancio della linea P Zero, l'ultra ribassato dal battistrada "tripartito" che adatta alla circolazione stradale le caratteristiche delle gomme da competizione, nasce la divisione immobiliare Pirelli Real Estate.

Il nuovo Millennio si apre all'insegna di profondi cambiamenti nel settore pneumatici, ma non solo. Il gruppo brevetta e introduce il nuovo processo produttivo MIRS per la fabbricazione automatizzata di pneumatici ad alte prestazioni. E mentre le minifabbriche Pirelli MIRS si diffondono in Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, nel polo di Milano-Bicocca prende avvio la futuristica sala mescole automatizzata CCM (Continuous Compound Mixing). Negli stessi anni l'area della fotonica e delle fibre ottiche del gruppo si arricchisce dei Pirelli Labs, motore dello sviluppo di nuove tecnologie e dello studio dei materiali, mentre il settore immobiliare vede Pirelli Real Estate entrare in Borsa nel 2002, al termine di un decennio di forte crescita che l'aveva vista conquistare la posizione di leadership del mercato immobiliare italiano.

Il consistente valore generato dalla cessione delle attività fotoniche di prima generazione alle statunitensi Cisco e Corning è il presupposto per investire nella telefonia. L'intento è quello di imprimere una svolta tecnologica e industriale e usare le competenze acquisite nelle reti per creare un grande gruppo di telecomunicazioni: l'obiettivo di Pirelli si concretizza nell'estate 2001, quando tramite Olimpia - holding creata con la famiglia Benetton, Banca Intesa e Unicredit  - diventa azionista di riferimento di Telecom Italia.


Dopo la cessione del settore cavi prosegue il processo di sviluppo del gruppo verso business innovativi con l'investimento in Pirelli Broadband Solutions, leader nel campo dell'accesso a banda larga e della fotonica, in Pirelli Ambiente, impegnata principalmente nel settore fotovoltaico, e in Pirelli Eco Technology per la produzione di filtri antiparticolato.

Il percorso nelle telecomunicazioni, dove Pirelli ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del broadband e ha avviato per prima l'integrazione tra piattoforme fisse e mobili, si interrompe nel 2007, con la cessione di Olimpia a Telco.

I proventi derivanti dal disimpegno dalla telecomunicazioni hanno permesso al Gruppo di rafforzare ulteriormente i propri core business e di attuare un piano di distribuzione di risorse ai propri azionisti nel corso del 2008.

Coerentemente con la strategia di focalizzazione sul settore pneumatici delineata con il piano industriale 2009-2011, Pirelli ha proceduto con la dismissione delle attività non strategiche (Telecom Italia, Alcatel-Lucent Submarine, Oclaro, Pirelli Broadband Solutions) e ha concluso la separazione dal gruppo delle attività di Pirelli Real Estate, trasformandosi pertanto in una 'pure Tyre company' i cui ricavi rappresentano a fine 2010 il 98% dalle attività di gruppo. Affiancano le attività nel tyre il progetto moda e high-tech di Pzero e, in linea con la strategia 'green performance' di Pirelli, le attività di Pirelli Eco Technology e Pirelli Ambiente, operanti rispettivamente nelle tecnologie per il controllo delle emissioni e nel settore dell'energia e dell'ambiente.

Ultima revisione: 02 Gen 2013