Modello di gestione dei rischi


PHILOSOPHY: TURN RISK INTO A CHOICE

Mission

Pillars

Il modello di Enterprise Risk Management Pirelli si inserisce in tre momenti chiave del processo decisionale:

  • la pianificazione strategica (di medio lungo termine);
  • la pianificazione operativa (annuale e trimestrale);
  • i nuovi progetti di investimento.

Il Modello dei rischi Pirelli è stato valutato come best-in-class 2011 nel Settore "Autoparts and Tires" da SAM Group in sede di assessment per gli indici Dow Jones Indexes 2011.



L’analisi e la misurazione dei rischi accompagna il processo di pianificazione di mediolungo termine che si conclude con la presentazione del piano triennale agli investitori.
La metodologia adottata si articola in tre macro fasi:

  • definizione del risk model;
  • risk analisys;
  • risk management.

Il Risk Model Pirelli, modello attraverso cui è rappresentato il portafoglio rischi cui il Gruppo è esposto, si fonda su due aree principali:

  • Rischi Strategici, strettamente legati agli obiettivi di Pirelli e alle scelte strategiche. Fanno parte di questa categoria i rischi legati alle evoluzioni del “contesto esterno” in cui Pirelli opera, e alcuni rischi derivanti da fattori interni (rischi finanziari, rischi connessi ai processi caratteristici del business e rischi legati alle risorse umane e all’organizzazione).
  • Rischi Trasversali, che, a prescindere dalle strategie in atto, possono sempre interessare le attività operative. Sono inclusi in questa area i rischi di interruzione del business, i rischi legati ai sistemi informativi, i rischi di conformità normativa e i rischi connessi al processo di formazione dell’informativa finanziaria.

Nell'ambito del Risk Model, il Comitato Manageriale identifica le aree di rischio prioritare rispetto agli obiettivi ed alle linee strategiche di piano industriale (keyvalue driver) (quali ad esempio materie prime/commodites, congiuntura economica, concorrenti, tassi di cambio), aree che sono approfondite nella successiva fase di Risk Analysis. In relazione ai rischi trasversali di Business Continuity e Information Tecnology vengono altresì identificati i siti produttivi rilevanti per le strategie di crescita del Gruppo ed i sistemi informativi di supporto ai processi core.

Il Comitato Manageriale Rischi definisce la metodologia di riskanalisys, stabilendo le metriche di misurazione degli eventi di rischio, in particolare:

  • i parametri economico-finanziari di riferimento per la misurazione dei rischi e dei loro impatti (PBIT, Cash Flow e Oneri finanziari/fiscali);
  • le scale di probabilità;
  • i riferimenti per la valutazione del livello di maturità dei sistemi di gestione del rischio in essere (si intende il grado di presidio del rischio in funzione dell'esistenza di procedure/processi di gestione e controllo, di strumenti di monitoraggio/reporting, di responsabilità e "ownership" del rischio definite).

Le aree di rischio prioritarie sono analizzate e discusse con il Senior Management in modo da pervenire all'identificazione di specifici scenari/eventi di rischio su cui i manager, a livello di region/country e business function, sono chiamati ad effettuare una valutazione delle esposizioni.

Su alcuni eventi di rischio particolarmente rilevanti per Pirelli, sono applicate tecniche di inferenza statistica per costruire possibile scenari evolutivi alternativi a quelli considerati nella definizione del piano industriale al fine di valutare la "robustezza" delle sue assumption ed i possibili impatti sui risultati attesi.

L'utilizzo di metriche quantitative di misurazione degli impatti consente una aggregazione dei rischi e una rappresentazione dell'esposizione complessiva del rischio di Gruppo (c.d. Profit@Risk).
In relazione al c.d. Profit@risk il Comitato Manageriale Rischi garantisce che siano definiti:

  • i livelli target di esposizione ai rischi prioritari;
  • le strategie di risk management, in linea con la propensione al rischio esistente (trasferire, ridurre, eliminare, mitigare il rischio);
  • I piani di azione e gli indirizzi di "gestione" per mantenere i livelli di esposizione entro i limiti "target".

Il Consiglio di Amministrazione, in fase di approvazione del piano triennale, tiene conto della quantificazione dei rischi e delle opportunità e verifica che la volatilità dei risultati economico finanziari sia all’interno della soglia di tolleranza definita.

In relazione agli eventi di rischio più significativi, viene condotta un'analisi delle cause di rischio e dell'infrastruttura di risk management esistente in termini di:

  • strategie, policy e processi di gestione del rischio;
  • presidi organizzativi;
  • strumenti di monitoraggio/reporting e sistemi informativi a supporto al fine di definire mirati piani di mitigazione del rischio.

I target di piano triennale e le scelte strategiche in esso riflesse vengono altresì sottoposti a “test di robustezza” (o stress test) per verificare le “capacità” economico, finanziarie e patrimoniali del Gruppo al verificarsi di fenomeni di incertezza che difficilmente riescono ad essere “pesati” con elementi probabilistici.

L'esposizione complessiva del Gruppo ai rischi prioritari e le relative strategie e azioni di mitigazione confluiscono nell'Annual Risk Assessment and Management Plan.

L'implementazione dei piani di mitigazione concordati e il monitoraggio continuo delle esposizioni ai rischi prioritari è garantito dal Risk Officer che potrà proporre, in corso, una ridefinizione dei recoveryplan (ove non adeguati) e l'analisi di eventuali rischi emergenti.

Ultima revisione: 9 Ago 2012