Linoleum, miracolo di sanità

Correva l'anno 1860 quando l'inglese Walton, osservando un barattolo di olio di lino cotto, si accorse che le scolature rimaste sull'esterno si erano solidificate formando una pellicola elastica.

Campagna pubblicitaria per il LinoleumE scoprì anche che la linossina che componeva quella pellicola aveva un miracoloso effetto antibatterico. Era stato scoperto il linoleum...
Olio di lino ossidato, sughero polverizzato e coloranti, il tutto steso a pressione su di una tela di juta: questa fu la scoperta di Federico Walton, il pavimento più naturale che si possa trovare.

Cominciò nel 1898 la avventura italiana nel Linoleum, quando Pirelli partì con la sua produzione allo stabilimento di Narni, acquistato nel 1894 dalla Banca Industriale e Commerciale; si chiamò Società del Linoleum.
L'importazione dall'estero di questo prodotto, che cominciava ad interessare il mercato italiano, era aggravata da pesanti dazi, mentre la produzione in Italia avrebbe significato dazio soltanto sull'olio di lino; il sughero veniva prodotto in Sardegna e nella provincia di Viterbo, la iuta da coltivazioni nazionali.


 

Panoramica dello stabilimento di NarniIl Linoleum venne preferito al parquet di legno perchè erano molto più pratico il lavaggio e la manutenzione quasi inesistente; inoltre il processo di ossidazione del prodotto procede lentamente ma indefinitamente, dandogli così proprietà antibatteriche, (presenza di linossina e di aldeide formica).

A Narni, in Umbria, Pirelli aveva acquistato nel 1895 uno stabilimento di caoutchouc, che aveva tutte le caratteristiche necessarie per essere facilmente trasformato in una fabbrica di linoleum: ampi saloni di lavorazione, facilità di accesso alle vie di comunicazione, (con duecento metri di binari in proprio per il collegamento alla stazione ferroviaria di Narni Scalo), disponibilità di abbondante manodopera a basso costo).


Pagina di un RicettarioLo stabilimento all'atto dell'acquisto già comprendeva una abitazione per i direttori, e alloggi per gli operai, oltre agli uffici e ai refettori. In quegli anni l'Umbria era una delle regioni italiane con maggiore numero di emigranti verso l'America.

In un opuscolo descrittivo dello stabilimento, pubblicato nel 1895, così si trova: "Fu impiantato su larga base nel 1888, col principale obbietivo di produrre gli articoli di gomma elastica applicata all'industria; nel 1895 fu comperato dalla ditta Pirelli & C., che lo mantiene in esercizio per la produzione di taluni degli articoli tecnici di maggior consumo sulle piazze dell'Italia Centrale edel Mezzogiorno".
E così fu fino al 1898, quando cominciò la produzione del linoleum.
Dal linoleum liscio si passò in breve alla produzione del linoleum stampato e quindi a quello colorato, si produsse anche la "lincrusta", calandrata su carta anzichè su tela di juta.
Nonostante il successo, lo stabilimento di Narni rimase l'unico produttore di linoleum in Italia, per moltissimi anni.

 

Per aggirare l'ostacolo degli altissimi prezzi del dazio sull'importazione dell'olio di lino, la Società del Linoleum acquistò nel 1904 un terreno nel Canton Ticino, a Giubiasco, dove costruì uno stabilimento gemello a quello italiano e cominciò nel 1906 la produzione di linoleum dedicata soprattutto al mercato estero.
Questo segnò un ulteriore consolidamento della Società, che si affermò anche grazie alla domanda continua che proveniva da Ferrovie e Marina Mercantile e Militare; per le sue proprietà antibatteriche grande fu la richiesta di linoleum per ospedali, scuole ed edifici pubblici.
Ottimo veicolo per il suo sviluppo fu anche l'efficace propaganda fatta attraverso le esposizioni nazionali ed internazionali, in cui la Società del Linoleum vinse numerosi premi.
Negli anni venti, nonostante le grandi crisi, aumentò l'esportazione che negli anni trenta raggiunse un terzo dell'intera produzione annua dello stabilimento di Narni, anche con prodotti destinati ai rivestimenti di pareti, mobili, carrozzerie ed altri utilizzi tecnici.

Linoleum: si può giocare anche con l'acquaNegli anni cinquanta si cominciò la produzione dei pavimenti in "gomma ed elastomeri", nel 1951 fu prodotto il primo pavimento sintetico in piastrelle, il prealino, che ebbe un successo enorme, tanto che ancora adesso lo troviamo in uffici ed edifici pubblici; il settore ebbe però a soffrire una grossa crisi soprattutto negli anni settanta.

Lo stabilimento di Narni, nonostante tutto, continua la sua avventura nel linoleum ancora oggi.
 
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Ultima revisione: 29 2010