I battelli pneumatici

I gommoni Pirelli P ZeroMaggio 2006: il mare di Santa Margherita Ligure, che da vari anni vede svolgersi a primavera le Regate Pirelli, tiene a battesimo un'imbarcazione che -lì per lì- potrebbe non avere un particolare significato di novità, visto che si tratta di un gommone.
Ma quel gommone che solca le onde tra le più VIP del mondo un significato forte ce l'ha, visto che è un esclusivissimo modello Pirelli P Zero.
Sono imponenti fuoriserie del mare, omologati fino a 18 persone per potenze di 750 HP e realizzati in una gamma di colori in cui il grigio va in contrasto con la "P lunga puntata" blu, rossa o gialla.


Il battello pneumatico NautilusSono imponenti fuoriserie del mare, omologati fino a 18 persone per potenze di 750 HP e realizzati in una gamma di colori in cui il grigio va in contrasto con la "P lunga puntata" blu, rossa o gialla.

Sono costruiti su licenza dalla Tecnorib, nata nella primavera del 2005 proprio per produrre e commercializzare questi Rigid Inflatable Boats che vogliono far tornare la P Lunga ad essere un mito anche sull'acqua, quasi sessant'anni dopo il varo del primo "battello pneumatico" targato Pirelli...
Correva l'anno 1948 quando nell'ambito del Gruppo Pirelli venne fondata l'Azienda Seregno, specializzata nella produzione degli articoli da lattice: "....cuffie da bagno, guanti per chirurgia e per uso domestico ed industriale, tettarelle, tubetti per uso sanitario, vesciche per il gioco del calcio e molti altri articoli di largo consumo, ormai apprezzati da una vasta clientela...". E canotti gonfiabili, appunto.

Con Nautilus, migliaia di leghe sopra i mari

Mino Maccari: Pirelli al mareÈ con il "Nautilus" -dall'indimenticabile color arancione- che il battello pneumatico Pirelli si affaccia agli Anni Cinquanta, entrando prepotentemente nelle cronache delle vacanze italiane, diventando icona del "boom marittimo".
La Rivista Pirelli gli dedica la quarta di copertina del numero di agosto 1949: assieme a materassini gonfiabili, palloni colorati, maschere e pinne, il Nautilus dell'Azienda Seregno decreta il trionfo della "gomma delle vacanze". Lo ritroveremo in tutte le edizioni estive della Rivista, grazioso mezzo d'acqua per la bella biondina in costume fiorito.
Una seconda di copertina se la prende addirittura Mino Maccari, nel 1951, che per i prodotti Pirelli da spiaggia disegna un'impareggiabile tavola con tanto di motto "Tanto sott'acqua che sui salsi flutti, Pirelli al mare fa contenti tutti": nella fantasia di Maccari, gli utilizzatori del Nautilus sono un po' meno gentili, ma indubbiamente fanno presa...

I battelli pneumatici Pirelli - test di tenutaAi battelli pneumatici dell'Azienda Seregno, il periodico aziendale Fatti e Notizie dedica un servizio nel numero di Giugno 1954, ambientato presso il Centro 852 dell'Azienda Articoli Tecnici. "...ecco i ‘materassi' di 25 fogli ciascuno, pronti per essere tagliati nelle varie sagome che comporranno poi i fianchi ed il fondo del battello...

I vari pezzi di tessuto, uniti uno all'altro, costituiranno in seguito le fiancate del Nautilus; la parte, per intenderci, destinata ad essere riempita con l'aria...

I battelli pneumatici Pirelli - 1960I bordi dei differenti pezzi vengono cosparsi, mediante pennellatura, con una soluzione che consente un attacco di completa aderenza. I pezzi vengono poi uniti l'uno all'altro sino a formare una sorta di robusta camera d'aria che costituisce il contorno gonfiabile del battello: poppa, prua e fiancate, un tutto unico...
Non resta che applicare, sempre con lo stesso sistema, gli scalmi per i leggeri remi in alluminio, il sedile, il soffietto ed il Nautilus è pronto per le prove a cui viene regolarmente sottoposto prima dell'imballaggio e della spedizione".
Nel 1958 arriva il modello "Jo" "fatto apposta per essere equipaggiato con motore fuoribordo, nel 1960 la bellina sul modello "Gabbiano" occupa la copertina di agosto. Per i cacciapescatori, poi, c'è il modello Folaga...

Chi non ha avuto un Laros?

I battelli pneumatici Laros Pirelli - 1970E così, un po' alla volta, il "canotto" diventa "gommone", e dal 1963 il Laros Pirelli è il simbolo transculturale della "motorizzazione" di massa degli italiani sull'acqua.


Inizialmente, la flotta pneumatica è costituita dai Laros 10 e Laros 25. Nel 1964 si aggiunge il Laros 35, nel 1965 il piccolo Laros 7, seguito due anni dopo dall'"utilitaria" Laros 5 mentre la gamma alta e medioalta si evolve dai modelli 7, 10, 25 e 35 ai Laros 8, 15, 30 e 40 con portata fino a otto persone e potenza massima di 50 HP.

Dal settore "nautica" dell'Azienda Seregno escono modelli sempre più sofisticati, allo storico color arancione si è aggiunto il sobrio grigio con inserti blu, le parti in legno sono in mogano, taglio e assemblaggio delle tele sono rigidamente manuali.
Ad inizio anni Ottanta la gamma dei Laros Pirelli è ampia e segmentata. Ai modelli tradizionali "da traversata" Laros 30 e Laros 40 si è aggiunto il "Commando" per uso impegnativo in raid acquatici estremi quando non addirittura per servizio militare, mentre i popolari Pram S, Laros 340 e Laros 40 P arancioni coprono l'escursionismo costiero.

I battelli pneumatici Laros Pirelli - 1968E poi c'è il Dinghy 240 a remi, da utilizzare in funzione di tender per piccole barche a vela.

E poi ancora, più tardi, il Laros Jet equipaggiato da un motore Piaggio da 50 CV: privo di eliche sporgenti, può viaggiare anche in prossimità di bagnanti e su fondali bassi.
Ad un prezzo che –tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta- viaggia tra un milione e mezzo e due milioni di lire, il Laros Pirelli unifica l'Italia delle vacanze, troneggiando dal portapacchi dell'utilitaria, elevato al rango di tender di lusso, protagonista di raid acquatici, casa per famiglie o passerella per bellezze da schianto.


Da Seregno una qualità assoluta

I battelli pneumatici Laros Pirelli - 1970Sono ormai prodotti sofisticatissimi che nascono in laboratorio, costituiti da tessuti in poliestere e nylon sottoposti a tutti i possibili test, montati uno a uno prima della vendita per controllarne la struttura, ognuno dotato di una sua "carta d'identità" personale.


L'Azienda Seregno, diventata Moldip nei primi anni Ottanta, si conferma un vero e proprio leader tecnologico nel settore.
Nel 1983 esce il Laros Master: disegno compatto, capacità di nove persone, tessuto grigio con accessori rossi.
Ma i tempi stanno cambiando e la crisi energetica probabilmente comincia a pesare su un mezzo non proprio popolare quale il gommone "di lusso" superaccessoriato.
Per le "Ferrari del mare" comincia un lento periodo di declino, finchè la cessione e successiva chiusura della Moldip di Seregno nel piano di dismissione del settore Prodotti Diversificati non porta, a ridosso degli anni Novanta, all'estinzione del mitico Laros.

Finchè, un mattino di maggio del 2006...

Ultima revisione: 29 2010