I trionfi d'Anteguerra di Stella Bianca

"Nella febbrile ripresa del dopo guerra la Ditta ha saputo prontamente ritornare alla sua attività del tempo di pace, aggiornando e migliorando anche la fabbricazione dei pneumatici in armonia con le nuove esigenze del mercato.


Il Pirelli CordIl progresso in questo genere di lavorazione consiste in gran parte in continui perfezionamenti ed innovazioni che, pur migliorando sempre più le varie qualità che contribuiscono al miglior rendimento del prodotto, sfuggono spesso all'osservazione esteriore e si riconoscono soltanto dal risultato pratico."


Così, nel 1922, un opuscolo celebrativo per i cinquant'anni della Pirelli & C. ci racconta, alla svolta del primo ventennio del '900, l'introduzione di una nuova generazione di prodotti destinati a lasciare una profonda traccia nella storia dei pneumatici Pirelli. "Tra i veri e propri tipi nuovi va menzionato il nuovo tipo di copertura Cord per automobili. Introdotto nella nostra normale fabbricazione in seguito alle brillanti prove da esso date nelle corse automobilistiche del 1921, esso è lanciato con successo in tutte le principali misure".


E quindi, dopo le vittorie alla Targa Florio, sul Circuito del Mugello e al Gran Premio d'Italia del 1921, ecco che le generiche gomme Pirelli d'anteguerra sono hanno cambiato struttura, diventando Pirelli Cord, con sottoscritta Il Pneumatico delle Vittorie. E poi, subito dopo, con l'introduzione della struttura balloon a bassa pressione ecco che il Pirelli Cord diventa Pirelli Superflex Cord: siamo attorno al 1924.


Il Pneumatico delle Vittorie

Ancora qualche anno e tutte queste innovazioni -struttura cord, costruzione balloon- saranno associate ad un disegno battistrada completamente nuovo e massimamente aggressivo. Un prodotto unico, da premiare sul mercato con un "marchio di fabbrica" tutto suo: la tradizionale stella bianca con le lettere PC&M colorata tutta di bianco.


Nasce il Pirelli Stella Bianca, e anch'esso è il Pneumatico delle Vittorie.

Pirelli Stella BiancaIn una foto del 1932 scattata sulla pista di Monza, sopra un sorridente Enzo Ferrari campeggia già uno striscione Pirelli Stella Bianca.
Ma già dall'anno precedente, 1931, tutta l'abilità dèco di maestri come Bassi e Bertoglio si è scatenata nel ritrarre tutta la potenza dell'automobile -preferibilmente rossa- che grazie al suo pneumatico Pirelli Stella Bianca è in grado di controllare alla perfezione l'ardua montagna, o volare come un'aquila reale, o ancora esser valido ausilio ai coloni sulle sabbiose piste d'Africa.

Nel binomio pubblicitario -già storico ad inizio anni Trenta- tra dame sofisticate e automobili rombanti, il Pirelli Stella Bianca si ritaglia un ruolo da protagonista.

All'immagine corsaiola del nuovo pneumatico Pirelli si affianca però presto anche il messaggio di sicurezza: nelle pubblicità della seconda metà degli anni Trenta firmate Duse, "Stella Bianca" è sì sinonimo di "velocità" ma anche di "sicurezza", è "potente ausilio ai freni", è "sicurezza assoluta in qualsiasi condizione di clima", è il pneumatico che "supera ogni asperità del terreno". Stella Bianca è "la nuova copertura a bassa pressione per automobile: rinforzata, antisdrucciolevole, di altissimo rendimento chilometrico".

Vera e propria icona dell'automobilismo italiano degli anni Trenta, Stella Bianca finisce anche come pubblicità sulle cartoline postali... (nella fotogallery, alcune tra le più note pubblicità del Pirelli Stella Bianca).

Gli anni Trenta corrono via tra successi sulla pista e successi sulla strada. Un pieno di vittorie nel 1932 - tanto da ispirare un nuovo "pneumatico delle vittorie" versione 1933 - con Mille Miglia, Targa Florio, Coppa Acerbo, Gran Premio d'Italia e Targa Florio.

 

Pirelli Stella Bianca 'Pescara'Il nuovo "pneumatico delle vittorie", a sua volta, rafforza il già stretto legame tra Pirelli e Alfa Romeo nelle competizioni: la P lunga e il quadrifoglio vincono in quegli anni con Varzi sulla P3 2900cc, poi con Nuvolari e la 12C da 4100cc e la 8c da 3800 cc, e ancora con Pintacuda e la 308 del 1938.
La vittoria a Tripoli di Giuseppe Farina con l'Alfa 158 1500 cc gommata Pirelli Stella Bianca è l'ultima dell'anteguerra, ma il binomio vettura-pneumatico torna nel 1946 con Varzi -accanto a Farina- e poi ancora con il francese Wimille e Carlo Felice Trossi.

Sono gli anni in cui sulle piste si impone il "tipo Pescara", perchè adottati nelle corse disputatesi su tale circuito.

Giovanni Canestrini, in "L'autodoromo di Monza e i problemi dell'alta velocità" pubblicato sul primo numero della Rivista Pirelli, novembre 1948, ci spiega che "Le gomme di questo tipo vanno soggette a svariate sollecitazioni, tra le quali ricordiamo quella dovuta alla pressione di gonfiaggio, quelle dovute alle flessioni della carcassa, quelle determinate dalla forza centrifuga, quelle dovute alle curve, quelle create dal 'momento torcente' in accelerazione ed in frenata.
Sotto l'azione di queste sollecitazioni, il pneumatico è costretto ad un lavoro di deformazione che finisce per trasformarsi in calore, compromettendo la resistenza dei materiali che lo compongono.
E questo non è che un aspetto del problema del pneumatico da corsa, sufficiente peraltro a giustificare l'enorme interesse che hanno le prove di alta velocità per i costruttori di gomme".



Dal "tipo Pescara" al "tipo Monza"

Ancora il Pirelli Stella Bianca "Pescara" nel Gran Premio d'Europa a Monza, l'11 settembre 1949. Vince Alberto Ascari sulla nuovissima Ferrari 1500 12 cilindri. Scrive Giovanni Canestrini nell'articolo "Dopo le grandi giornate di Monza" (Rivista Pirelli n°5, ottobre 1949) "...ottimamente si comportarono le gomme. Alla vigilia la Pirelli aveva messo in prova sulle vetture Ferrari e Maserati un tipo di gommatura per grandi velocità con battistrada alleggerito, ma non si ritenne di montarlo in corsa, bastando il 'tipo Pescara' a garantire la tenuta per tutta la gara.
È comunque degno di rilievo il fatto che la nostra casa milanese abbia già pronto un nuovo tipo di carcassa per alte velocità"
.

Pirelli Stella Bianca versione 'Monza' Dello Stella Bianca 'tipo Monza' ne riparla Carlo Mazza in "La conquista delle altissime velocità" (Rivista Pirelli n°6, dicembre 1949): "Il classico disegno battistrada Stella Bianca non ha trovato finora altri disegni che lo potessero sostituire. Come nei pneumatici da turismo, così pure in quelli da corsa esso ha dato la sicurezza al pilota di avere in pugno la macchina, anche sul terreno reso scivoloso dalla pioggia.

Dal velocissimo circuito di Pescara alla estenuante Mille Miglia, ha tenuto sicuro fino alla fine, segnando, col suo inconfondibile disegno, tutte le strade d'Italia. Quando i rettilinei si allungano e diminuisce il numero delle curve, sulle piste destinate alla velocità pura, le irregolarità del disegno vanno a poco a poco scomparendo.


 

Pirelli Stella Bianca Si afferma allora, un nuovo pneumatico dal disegno quasi liscio, solcato da sottilissime righe longitudinali, ideali binari su cui la ruota scorre, liscia e silenziosa. Il disegno 'Tripoli', ha appunto colto, sul terreno africano della Mellaha, i più ambiti allori.

Un nuovo tipo di battistrada è stato provato quest'anno al "Gran Premio d'Europa" a Monza. Ha lungamente girato durante le prove, ed è sceso in campo sulla Maserati di Parnell, tolto di gara purtroppo al decimo giro per un guasto di macchina"
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Gli ultimi fuochi d'artificio per Alfa Romeo e Stella Bianca sono del 1950 e 1951, vincitori in 9 gran premi in totale con l'astro di Fangio a brillare assieme a Farina e Fagioli.

In quello stesso anno 1952, Alberto Ascari con la Ferrari 375 si impone due volte, per poi infilare 11 vittorie tra il 1952 e il 1953, che con le altre due di Hawthorn e Farina fanno della Ferrari 500 F2 il nuovo mito dell'automobilismo. E nella pubblicità, l'Ascari campione del mondo 1953 accarezza il suo nuovo "pneumatico delle vittorie": è il Pirelli Stelvio.


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Ultima revisione: 29 2010