Il Cinturato

Il CinturatoAppare per la prima volta nelle pubblicità verso la metà degli anni Cinquanta. Ma arriva un po' in sordina, assieme ai "fratelli" Stelvio e Rolle. Quasi fosse niente più che un nuovo ulteriore modello nella già grande famiglia dei pneumatici Pirelli dal nome "alpino" (ci sono anche Cisa e Sempione).

Così, come a non volerne troppo sottolineare la diversità. Che invece c'è...ed è dirompente.

La via Pirelli al radiale tessile si chiama Cinturato, dalla caratteristica tecnologica delle fasce che stringono la carcassa radiale a mo' di cintura.


Il Cinturato tessile -non ha ancora tele di cintura rinforzate in cord metallico- viene inventato attorno al 1951 e immesso cautamente sul mercato un paio d'anni dopo.

"Cautamente", perchè per le esigenze dell'automobilista medio degli anni Cinquanta, il Cinturato appare fin troppo "avanti": molto più rigido rispetto ai pneumatici convenzionali a tele incrociate, consente un'eccezionale tenuta in curva anche a velocità elevate penalizzando però il confort.

Anche per questo il Cinturato viene proposto, nelle pubblicità d'epoca, alle sole vetture sportive, dedicato a quegli automobilisti per i quali la velocità e la grinta ripagano di qualunque scossone.

Nel 1955 è infatti " il pneumatico per la Lancia Aurelia", o " per le Alfa Romeo": la sua vocazione alla guida sportiva è già segnata.

Il Cinturato tra velocità e sicurezza

Il Cinturato infatti diventa via via -nel corso dei tardi anni Cinquanta e poi nei primi anni Sessanta- " il pneumatico più sicuro per le vetture più potenti", quello che " vince la forza centrifuga", che garantisce " sicurezza in curva". E poi ancora il pneumatico " per le vetture eleganti".


Un posizionamento alto di gamma alimentato, nel suo immaginario, anche dalla splendida campagna pubblicitaria fotografata da Mulas nel 1962, dove il pneumatico torna ad essere accostato all'immagine femminile come ai tempi di Dudovich.


Il Cinturato fotografato da MulasTuttavia, proprio le assorte e tranquille ragazze in bianco e nero di Mulas sembrano a loro volta suggerire una nuova chiave di lettura del prodotto Cinturato: non più solo velocità e potenza -miti maschili- ma ora anche sicurezza e affidabilità, per piacere alle prime generazioni di giovani automobiliste...

Non a caso, la campagna pubblicitaria di Mulas comprende anche "Sempione Spalla di Sicurezza", cioè la versione più affidabile della linea convenzionale Sempione a tele incrociate.

Ma per non far pendere troppo il Cinturato verso il tema "sicurezza", tenendo sempre bene in vista la sua vocazione sportiva, ecco che nell'obiettivo di Mulas compare nel 1965 anche Juan Manuel Fangio. " Un tempo correvo con lo Stelvio Pirelli -racconta il campione automobilistico argentino nella pubblicità- Oggi sulla mia vettura ho il Cinturato. È un pneumatico veramente diverso dagli altri. Quello che più sorprende è l'assoluta precisione di guida. Extraordinario".

Tornerà nuovamente sul tema sicurezza, l'anno dopo, quel genio di Riccardo Manzi firmando la campagna " Andiamo sul sicuro", e dopo di lui un altro genio ancora (anzi, due geni: c'era anche Arrigo Castellani): quel Pino Tovaglia che fece del Cinturato una sintesi tra le due anime inventandosi " Un viaggio ma", legame stretto tra piacere di guida sportiva e tranquillità di assoluta sicurezza.

Nella fotogallery una raccolta delle più famose pubblicità del Cinturato Pirelli.

Alla conquista del mondo

? È sul finire degli anni Sessanta che il Cinturato può dirsi veramente affermato sul mercato automobilistico. E soprattutto è ormai conosciuto a livello internazionale: è del 1968 la famosa campagna pubblicitaria -sempre ideata da Pino Tovaglia- che spiega come in tutte le diverse lingue del mondo "cinturato" si dica sempre e solo "Cinturato".

Il Cinturato secondo Tovaglia" Anche in Italia (e Inghilterra, Francia, Svezia, Stati Uniti, Brasile....) come in tutti i mercati dove Pirelli produce o esporta, il Cinturato si è imposto come il radiale più sicuro; la carcassa del Cinturato è stretta da una cintura tessile che impedisce le deformazioni del pneumatico anche alle alte velocità e lo fa aderire all'asfalto con tutto il battistrada: i fianchi molto flessibili assicurano un'eccezionale comfort di marcia. Sicuro in curva, sicuro in rettilineo, sicuro in frenata, sicuro in velocità, sicuro sul bagnato".

La fortuna che il nuovo pneumatico sta ora vivendo la descrive bene Giulio Cappa in "Il futuro è radiale", pubblicato sul n°5-6 di maggio/giugno 1968 della Rivista Pirelli. Al Salone di Torino di quello stesso anno, la gamma del Cinturato Pirelli risulta composta dai modelli "H", "HS" per alta velocità, "DP34" per strade innevate o fangose.

E non è più un pneumatico solo per automobili veloci: tali sono i suoi vantaggi prestazionali che il Cinturato è prodotto anche nei modelli SN55 e AT89 per veicoli industriali, RM94 per fuoristrada e Tractor Agricolo per agricoltura. A fine 1968 sono 137 le nazioni dove Pirelli esporta o fabbrica direttamente il Cinturato.


I trionfi nei rally

? Sono questi gli anni in cui il Cinturato va raccogliere l'eredità lasciata dal Pirelli BS3 nelle gare rallistiche. Prodotto geniale e sicuramente in credito di fortuna commerciale, il BS3 -a battistrada separato- si merita un percorso a parte nella storia dei pneumatici Pirelli.

Il CinturatoCon la Fiat 124 Sport e poi con la Fulvia HF 1600 di Munari e Mannucci, il Cinturato si impone su strade e sterrati di tutto il mondo.

" Il pneumatico in gara sopporta sollecitazioni come colpi contro sassi e spigoli ad alto livello -racconta Fatti e Notizie nel 1972 a commento della vittoria nel Rally di Montecarlo- Il rally, per una società che produce pneumatici, si pone come test e verifica conclusiva, come analisi dello stato tecnologico, come stimolo e fonte di utili informazioni, come misura della validità delle proprie impostazioni.
E, alla fine, l'arte e i segreti del mestiere diventano patrimonio di tutti.

Il signor Bianchi monta gli MS35 sotto la sua vettura, lascia tranquillo la città -perchè queste coperture possono essere adoperate anche sull'asfalto e su terreni asciutti- si inerpica nelle prime zone di fanghiglia, poi di neve, supera con disinvoltura i lastroni di ghiaccio. Forse si sente un po' Munari
".

La "famiglia" Cinturato è ormai polarizzata alle due sigle CN36, per impiego Turismo e Granturismo, e MS35 per impiego "mud and snow".

Alla fine dello stesso anno 1972 entrerà in gamma anche il CN54, destinato ad allargare l'offerta radiale a fasce di mercato sempre più "popolari", mentre vengono introdotti i codici di velocità SR fino a 180 kmh di velocità massima e HR fino a 210 Kmh.


Verso il "ribassato"

PIl Cinturato nei rallyManca solo un passo da compiere: scendere al di sotto del tradizionale rapporto tra altezza e larghezza della sezione che per ora è pari all'80%.

È il 1974 quando Pirelli lancia un ennesimo nuovo modello di Cinturato: è il CN54 "Serie 70", che ora ha un fianco alto solo il 70% rispetto alla larghezza del battistrada.

"Con esso si fanno più chilometri, si ha meno consumo e si viaggia con tranquillità grazie al comfort e alla tenuta di strada- spiega il giornale aziendale del 1974- Dal punto di vista tecnico si è giunti a questa ristrutturazione considerando, tra l'altro, che l'aderenza al fondo stradale dipende in gran parte dall'entità della superficie di contatto tra battistrada e suolo."

La strada verso il "ribassato" si apre qui: arriverà presto e si chiamerà Pirelli P7.

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Ultima revisione: 02 2010