Gli esperimenti sulle fibre ottiche

" A Torino si telefona con la luce". Così, nel novembre del 1977, un articolo di "Fatti e Notizie" annuncia il primo collegamento sperimentale a fibra ottica in Italia realizzato da Pirelli, SIP, CSELT e STET.

" Da un mese due centrali telefoniche urbane della rete pubblica SIP di Torino sono collegate tra loro da un cavo sperimentale a fibre ottiche. Un cavo cioé che utilizza come mezzo di comunicazione non gli impulsi elettrici trasmessi dal rame, ma segnali di luce guidati attraverso sottilissimi fili di vetro speciale.


Le fibre ottiche, dopo anni di studi, sono uscite quindi dai laboratori. Diventa sempre più concreta la loro prossima applicazione su scala industriale".


fibra otticaQuell'articolo, a distanza di quasi trent'anni, appare oggi come il "certificato di nascita" di quella che sarebbe diventata da quel momento un'attività di punta del Gruppo: la fotonica.


Prima nel campo dei cavi ottici, poi direttamente nello studio e nella produzione della fibra, passo necessario per affrontare da una posizione di leader la ricerca sui componenti ottici.


L'obiettivo finale era già allora ben chiaro: concentrare nel diametro di una mina di matita migliaia di conversazioni telefoniche in contemporanea, utilizzando come mezzo di trasporto la frequenza della luce, che è diecimila volte maggiore rispetto alla frequenza radio.


" Inserite nel sistema telefonico urbano -continua l'articolo- le fibre ottiche potranno offrire all'utente, oltre al servizio telefonico, tutta una serie di servizi aggiuntivi che fino a ieri sembravano appartenere al futuribile: il videotelefono, la trasmissione di dati, la possibilità di vedere sullo schermo televisivo il quotidiano preferito, la propria situazione bancaria, oppure i prezzi e la merce del supermercato di cui siamo clienti abituali...".


Da COS1 a COS4: verso l'applicazione industriale

Utilizzando fibre prodotte dall'americana Corning Glass, sul cavo posato a Torino viene dunque sperimentato un sistema di trasmissione numerica a 140 Mb al secondo, equivalente a 2000 canali telefonici, realizzato dallo CSELT (Centro Studi e Laboratori Telefonici del Gruppo STET, specializzato nello studio di sistemi di trasmisisone avanzati), su una lunghezza di collegamento di 9 chilometri senza dispositivi intermedi di amplificazione o di rigenerazione del segnale.


Per questa capacità di trasmissione si tratta del collegamento in fibra più lungo mai sperimentato al mondo.

" La posa di questo cavo si inquadra nel programma di ricerca sviluppato dallo CSELT, a partire dal 1970, sui sistemi di trasmissione a fibre ottiche.

L'esperimento, denominato COS 2, (l'esperimento di Torino era stato preceduto nel 1976 dal pre-test "COS1", condotto all'interno dello CSELT su un cavo a fibre ottiche di produzione Pirelli) durerà oltre un anno e sarà svolto in stretta collaborazione tra lo CSELT, la SIP- Società Italiana per l'Esercizio Telefonico-, la Industrie Pirelli e la SIRTI- Società Italiana Reti Telefoniche Interurbane- che ha curato la posa e la giunzione."


Fibra otticaPassa poco più di un anno ed ecco, nell'estate del 1979, il primo collegamento a fibre ottiche effettivo tra centrali telefoniche urbane della rete pubblica di Roma.


" Ciò significa -racconta "Fatti e Notizie" del luglio di quell'anno- che, per la prima volta in Italia, gli abbonati serviti da alcune centrali tra Roma Centro e Roma Sud potranno telefonare utilizzando come mezzo di comunicazione, non più, come nei cavi telefonici tradizionali, segnali elettrici trasmessi dal rame, ma impulsi di luce guidati in frequenza attraverso sottilissimi fili di vetro speciale".


Ancora una volta il collegamento sperimentale COS3, realizzato da SIP, utilizza un cavo Pirelli da 16 chilometri messo in posa da Sirti.

Preceduti dall'esperimento COS4 -un cavo aereo esposto a temperature variabili da -30° a +60° a San Candido del Friuli- nel giugno 1982 i 35 chilometri di cavo in fibra ottica Pirelli posati, per conto dell'Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, tra una centrale ASST di Padova e una di Mestre consentono di raggiungere il record di duemila conversazioni contemporanee per coppia di fibre.


E dagli anni Novanta, la tecnologia ottica è tutta italiana

Ma nella primavera dello stesso 1982, Pirelli annuncia che da lì ad un anno sarebbe entrato in funzione un impianto destinato a produrre fibre ottiche.


" Puntando a realizzare cavi a fibra ottica con caratteristiche tecnologicamente sempre più avanzate -commentò l'allora responsabile del Gruppo Telecomunicazioni di Pirelli Cavi, Leopoldo Sansone- è diventato d'obbligo ormai pensare a produrci la fibra ottica in casa. Inoltre, la leadership tecnologica cui il Gruppo Pirelli partecipa a livello mondiale nel campo delle telecomunicazioni comporta, come naturale conseguenza, l'esigenza di dominare il processo di fabbricazione delle fibre ottiche che sono, inutile negarlo, il mezzo di trasmissione del futuro."


Fibra otticaL'epoca pionieristica poteva dirsi virtualmente chiusa: si apriva una nuova era, quella della fibra ottica "tutta italiana".

Ed era chiaro che la produzione in proprio di fibre ottiche non sarebbe stato solo un business: per Pirelli, il dominio dei sistemi di processo della Luce avrebbe soprattutto creato la piattaforma per un nuovo balzo in avanti della ricerca.

Solo studiando fibre speciali si sarebbero potuti infatti progettare componenti ottici e non più elettronici, congegni cioé (laser, ripetitori) che, "vivendo" della stessa tecnologia della Luce, consentissero di superare l'ostacolo del passaggio luce/elettronica/luce, permettendo di realizzare un unico sistema integrato di trasmissione.
Ultima revisione: 29 2010