Gli esperimenti sugli apparati ottici

È la conseguenza più evidente dello sviluppo frenetico delle telecomunicazioni: la sempre maggiore richiesta di banda da fornire all'utente finale.

La disponibilità di banda è necessaria non solo per i servizi tradizionali, quali la telefonia e la trasmissione dati, ma anche e soprattutto per rendere disponibili i nuovi servizi di videotelefono, video on demand, telemedicina, enterteinment on line ecc ecc.

Di qui la spinta verso lo sviluppo di tecnologie ottiche sempre più innovative e potenti, in grado di durare nel tempo senza dare origine a limitazioni di banda e senza necessità di essere modificate nell'infrastruttura di base.

Siamo nel campo della ricerca sui componenti ottici: quei componenti cioè che sono in grado di svolgere tutte le funzioni necessarie al sistema: modulazione del segnale luminoso, multiplazione e demultiplazione dei canali, amplificazione, filtraggio e compensazione di dispersione cromatica.

È la tecnologia DWDM, una metodologia di multiplazione (e demultiplazione) che consente di trasmettere -su una singola fibra ottica- più canali a diverse lunghezze d'onda. Con questa tecnologia, la capacità della fibra si espande di un fattore pari al numero di lunghezze d'onda utilizzate, rendendo possibile l'aumento fino a cento volte della capacità trasportata senza intervenire sulla infrastruttura esistente.
La DWDM comporta quindi la trasmissione simultanea di luce da più laser con differenti lunghezze d'onda in un multiplexer, che le affascia per la trasmissione su una singola linea.
Arrivati ad un demultiplexer, i segnali vengono separati e inviati a ricevitori sui punti di destinazione.


Verso il mercato con le nanotecnologie e la fotonica di II generazione


E ora, il XXI secolo ci pone un nuovo traguardo: la richiesta di penetrare con le tecnologie DWDM in maniera ancor più capillare nelle reti di telecomunicazioni, consentendo da un lato di migliorare le prestazioni di punta richieste nei sistemi a lunga distanza e dall'altro rendere disponibile la banda "virtualmente infinita" fino a casa dell'utente.
Su questa sfida tecnologica Pirelli ha concentrato i propri sforzi di ricerca, per giungere alla fotonica di II generazione.

Nel centro R&D dei Pirelli Labs la ricerca è andata infatti focalizzandosi sul processo di miniaturizzazione e integrazione dei componenti, in modo da consentire lo svolgimento di funzioni complesse in spazi ridotti, con costi limitati e perdite trascurabili.
Come? Con le nanotecnologie. Questo termine viene usato per definire un insieme di tecnologie capaci di eseguire lavorazioni a scala nanometrica (dimensioni di 1 milionesimo di millimetro).

L'obiettivo è controllare le proprietà fondamentali dei materiali, come quelle ottiche, senza cambiare la composizione chimica, ottenendo i cosiddetti dispositivi a cristallo fotonico in cui la scala dimensionale è ridotta a frandezze attorno al millesimo di millimetro.

La ricerca sulle nanotecnologie applicata ai componenti ottici è oggi diventata prodotto, disponibile al mercato nella gamma di soluzioni per la banda larga offerte da Pirelli Broadband Solutions.

Ultima revisione: 29 Lug 2010