Luigi Emanueli, un uomo ad alta tensione

La figura dell'ingegner Luigi Emanueli (1883-1959), padre della moderna elettrotecnica. Per cinquant'anni l'anima della Ricerca & Sviluppo cavi del Gruppo Pirelli: un genio che parlava in milanese...

"Adess ghe capissaremm on quaicoss: andemm a vedegh denter". Adesso ci capiremo qualcosa, andiamo a guardargli dentro.

Luigi Emanueli 1959Nel ricordo dei suoi collaboratori, questa milanesissima frase la ripeteva a quei tecnici che apparivano spaventati da risultati negativi di certe prove, un personaggio che è entrato a buon diritto nella storia della Pirelli, e non solo: l'Ingegner Luigi Emanueli.

Universalmente ricordato come uno dei più grandi luminari del sapere nel campo dell'elettricità, Emanueli " ...non dubitò per un istante che il progresso dell'industria dei cavi potesse conseguirsi per altra via che non fosse la ricerca teorica e sperimentale", dice Guido Vergani in "Pirelli 1872-1997. Centoventicinque anni di imprese".

Appunto, andando a guardare dentro le cose...

" Non sarebbe possibile [...] raccontare la storia dei cavi Pirelli senza sottolineare il ruolo svolto da un grande protagonista, l'ingegner Luigi Emanueli -spiega Vergani- che entrò a far parte dello staff tecnico della Pirelli nel 1907, subito dopo la laurea conseguita al Politecnico di Milano sotto la guida del professor Angelo Barbagelata, un pioniere nel campo delle misure elettriche.

Città di Milano - G.B.Pirelli a bordo Emanueli era, in un certo senso, un "figlio d'arte": il padre Leopoldo era stato un tecnico di grande valore, che alla Pirelli aveva realizzato le prime macchine per la fabbricazione dei cavi".

Troviamo infatti l'ingegner Leopoldo Emanueli, a fianco di Giovanni Battista Pirelli, a bordo della nave posacavi "Città di Milano" impegnata nel 1888 nella sua prima missione in mare.

Con loro c'è già l'ingegner Emanuele Jona, scienziato nel campo dell'elettrotecnica: Luigi Emanueli ne sarà il degno erede.

Jona morirà nel 1919, nel naufragio della "Città di Milano" al largo di Filicudi (vedi percorso collegato " Cent'anni di navi posacavi").

Nato a Milano nel 1883 e laureatosi in ingegneria industriale elettrotecnica a 23 anni, il giovane Emanueli entra dunque alla Pirelli appena ventiquattrenne, discostandosi dall'attività paterna per indirizzarsi piuttosto agli studi e alle ricerche in campo elettrotecnico, in particolare al fenomeno delle perdite del dielettrico sotto tensione alternata.

Emanueli: brevetto cavo olio fluidoProprio questi studi condotti in laboratorio consentono a Emanueli di inventare l'elettrodinamometro, strumento che gli permetterà di sperimentare per primo, nel 1911, il fenomeno della ionizzazione, cioè l'aumento delle perdite con l'aumento della tensione a causa di occlusioni gassose nel dielettrico.

L'attività si sposta dunque allo studio dei materiali isolanti -la carta e le le varie miscele di impregnamento- finchè nel 1918 non arriva la scoperta della legge che mette in relazione la porosità della carta con la sua rigidità dielettrica. Una serie di risultati che avrà il suo coronamento con la costruzione del primo esemplare di quel "cavo ad olio fluido" destinato poi a portare il suo nome. (" Il cavo respira olio", dalla Rivista Pirelli n°1 del 1948).

Eliminando le conseguenze della ionizzazione, il Cavo Emanueli consentirà da quel momento il trasporto di energia ad alte e altissime tensioni, superando un problema che ormai diventava preminente di fronte alla richiesta sempre più elevata di energia da parte dei grandi centri urbani.

1923: nasce il Cavo Emanueli

Il cavo a olio fluido viene sperimentato nel 1923 a Brugherio, presso Milano, in una stazione sulle reti della Società Interregionale Cisalpina a 132.000 volt.

Nel 1927 il Cavo Emanueli a 132.000 volt illuminava New York e Chicago. Nel 1936 Parigi riceveva una potenza di 220.000 volt.

Pochi anni ancora -dopoguerra- e sarebbero stati realizzati impianti Pirelli a 275.000 volt in Inghilterra, 300.000 volt in Canada, 330.000 volt in Australia.

Intanto viene nominato membro a vita dell'A.I.E.E., Presidente della sezione di Milano dell'Associazione Elettrotecnica Italiana, e poi Presidente dell'Associazione stessa.

Emanueli e Alberto Pirelli nel 1953Il lavoro di sperimentazione sui cavi energia e nel campo dell'elettrotecnica in generale non impedisce a Emanueli di sondare un altro universo che in quegli anni appare più che mai in veloce sviluppo: le telecomunicazioni.

È del 1910 lo studio e la realizzazione del cavo telefonico che collega Milano alla Centrale Idroelettrica di Grosotto su una distanza di 160 km: è il più lungo del mondo, a quell'epoca.

Del 1913 sono i cavi sottomarini destinati ai primi collegamenti telefonici con la Sardegna: per la prima volta viene applicata sopra l'isolante una corona di rame, in modo da ridurre la resistenza del circuito di ritorno.

Alcuni anni dopo ecco gli studi e la successiva esecuzione di un cavo sottomarino destinato alla massime profondità: sarà definitivamente installato nel febbraio-marzo del 1953 per il collegamento telegrafico tra Sao Vicente, nelle Isole Capo Verde, e Recife in Brasile.

Lo scoppio della Guerra vede Emanueli ricoprire in Pirelli la carica di Direttore Centrale e Consigliere di Amministrazione. La Direzione Generale arriva nel 1944. La Vicepresidenza nel 1954.

Dal Cavo a Olio Fluido al Cinturato

Luigi Emanueli - Rivista Pirelli 1953" Nel 1944, mentre si approssimava la fine della guerra -racconta Vergani- Piero e Alberto Pirelli chiesero a Emanueli di assumere la direzione tecnica e industriale di tutti gli stabilimenti del Gruppo, ed egli si impegnò subito anche nel settore dei pneumatici, che dopo la parentesi bellica aveva bisogno di un nuovo slancio innovativo. Il miglior prodotto dell'ingegno di Emanueli in questo settore fu il celebre Cinturato, il cui principio concettuale fu brevettato nel 1951: esso permetteva di prolungare consistentemente la vita del pneumatico per la sua speciale cintura inestensibile e perchè riduceva le deformazioni cicliche alternative cui i pneumatici erano particolarmente vulnerabili".

Nel 1952 l'ingegner Emanueli compie 75 anni. La Rivista Pirelli gli dedica la copertina del n° II del 1953. Dentro, alle pagine 26-29, uno splendido ritratto a firma di Alberto Cavallari.

Luigi Emanueli muore a Milano il 15 febbraio del 1959 (in allegato, l'accorato Ricordo del Presidente Alberto Pirelli nella sua comunicazione ai dirigenti, agli impiegati, agli operai).

Da Viale Sarca a Piazzale Egeo, la "Via Emanueli"

Nella primavera del 1971, il Comune di Milano intitola a Luigi Emanueli il tratto di Viale Rodi che unisce Piazzale Egeo a Viale Sarca.

Luigi Emanueli nel 1949Oltre al Sindaco Aldo Aniasi, al Presidente Leopoldo Pirelli, alla figlia di Emanueli, signora Emanueli Albergoni, alla cerimonia è presente anche l'ingegner Luigi Rossari, Vicepresidente delle Industrie Pirelli e per anni stretto collaboratore di Emanueli. Ed è proprio nell'aneddoto che Rossari racconta nell'occasione al giornale aziendale "Fatti e Notizie" che risalta l'immagine forte di Luigi Emanueli: "Erano gli ultimi giorni dell'aprile del 1945. I tedeschi avevano lasciato la Bicocca da diversi giorni, quando arrivarono i primi americani. Fra tanta gente che in quei tempi girava armata fino ai denti, questi sembravano senza armi; e in calzoncini corti e camicie con le maniche arrotolate avevano l'aspetto di turisti, solo vestiti tutti allo stesso modo. Il loro capo era un generale che guidava un gruppo di tecnici, e nella vita privata lui stesso era stato a capo d'una delle più grandi società elettriche americane. Le sue prime parole furono: ‘Dov'è l'ingegner Emanueli? Stà bene? Non gli è accaduto nulla?".

E forse il generale americano avrà anche imparato a dire ai suoi soldati andemm a vedegh denter...

Ultima revisione: 29 2010