Giovanni Battista Pirelli

E' rimasto famoso il ritratto che ne dà di lui il figlio Alberto in " La Pirelli - Vita di una azienda industriale", pubblicato nel 1946, dunque a quasi quindici anni dalla morte del Fondatore: " Piccolo di statura, grande di ingegno e di cuore, era l'ing.Pirelli. Limpido nel giudizio e fertile nell'azione e di una dirittura esemplare nella vita d'affari come in quella privata. Fedele al lavoro costruttivo anche quando per l'età raggiunta avrebbe avuto diritto al riposo, cercò e conobbe pur nei periodi più intensi di tale lavoro le gioie spirituali della cultura. Amò il silenzio degli spettacoli di natura così come il fervore delle discussioni con spiriti eletti. ".

Casa natale di Giovanni Battista Pirelli a Varenna

Giovanni Battista Pirelli nacque a Varenna il 27 dicembre 1848 " in una modestissima casa -sue parole, in un discorso fatto in occasione della nomina a senatore nel 1907- ove uniche dovizie erano la rettitudine e l'operosità".

Il padre Santino, morto quando Giovanni Battista aveva otto anni, era "prestinaio". La madre, Rosa Riva, era di famiglia di "possidenti".

Giovanni Battista era ottavo di dieci figli, cinque dei quali non sopravvissero all'età dell'infanzia.

Dopo i primi studi a Varenna e Como, nel 1861 si trasferì a Milano per frequentare l'Istituto Tecnico di Santa Marta (poi intitolato a Carlo Cattaneo), seguendo l'indirizzo fisico-matematico.

Nel 1865 si iscrisse presso l'Università di Pavia al biennio propedeutico di matematica e fisica, completato il quale si iscrisse alla scuola per ingegneri civili dell'Istituto Tecnico Superiore (poi Politecnico) di Milano.

" Il suo spirito ardimentoso ed aperto agli ideali della gioventù patriottica del tempo -ricorda Alberto Pirelli- trovò espressione nel volontarismo garibaldino e con Garibaldi egli combattè nel Trentino a 17 anni e a Mentana a 18. D'altra parte la sua mente quadrata ed incline alle discipline precise e severe della scienza e della tecnica già si era manifestata, in quegli stessi anni, negli studi di matematica e di ingegneria".

Il giovane G. B. Pirelli, garibaldino

Conseguendo -il 10 settembre 1870- il diploma di ingegnere con la miglior votazione fra i candidati della sezione industriale, Giovanni Battista Pirelli ricevette il "Premio Kramer", una delle due borse di studio da 3.000 lire che la nobildonna milanese Teresa Berra Kramer aveva istituito in memoria del figlio ingegnere.

La somma era da utilizzare per in un viaggio di istruzione all'estero allo scopo di " studiare una industria nuova o ancora poco diffusa in Italia".

Giovanni Battista poté così viaggiare -dal novembre 1870 al novembre 1871, secondo un programma studiato assieme al suo professore di meccanica generale Giuseppe Colombo- attraverso le regioni europee industrialmente più avanzate, maturando l'idea di introdurre in Italia una industria allora nuovissima che cominciava a svilupparsi in alcuni paesi: la lavorazione del caucciù.

Al viaggio di istruzione all'estero del giovane ingegner Pirelli, "Archivi e Futuro" ha dedicato un apposito percorso nella sezione storica.

Il suo progetto, sottoposto agli ambienti milanesi provvisti di capitali, dette luogo nel gennaio del 1872 alla formazione della società in accomandita G.B.Pirelli & C., di cui egli fu gerente e con i cui capitali venne eretta su un terreno dei Corpi Santi di Milano, alla periferia della città, una piccola fabbrica di oggetti in gomma.

Inizialmente concentrata su articoli per usi industriali, la produzione dello stabilimento abbracciò presto ogni categoria di prodotti di gomma e guttaperca.

E praticamente fin da subito Giovanni Battista Pirelli dovette assumerne anche la guida tecnica, in sostituzione di quel signor Goulard -francese- che inizialmente era stato scelto come Direttore Tecnico dimostrandosi ben presto però inadeguato al ruolo.

"Allora il Capo della nostra Ditta -si legge in una storia del Gruppo scritta nel 1922 per celebrarne il cinquantenario- affrontando risolutamente la situazione, assunse su di sè anche la direzione della fabbricazione, si trasformò in tecnico e, coadiuvato da uno dei suoi primissimi impiegati, il signor Emilio Calcagni, s'impegnò di roportare a galla la nave che minacciava di naufragare. Furono circa due anni di lavoro tormentoso e indefesso, di studi e tentativi disperati, di prove angosciose atte a fiaccare la più solida fibra. Ma il successo coronò finalmente quest'opera di volontà e di fede.. ".

Giovanni Battista Pirelli nel 1870

Gli ultimi due decenni del secolo videro la Pirelli & C. consolidarsi sotto la guida del suo fondatore e gerente.

Prima con l'entrata nel capitale sociale dell'industriale francese François Casassa e l'ampliamento della produzione agli articoli in gomma per merceria e chirurgia, poi con l'estensione al ramo dei conduttori elettrici isolati e dei cavi telegrafici sottomarini.

Per sostenere questo nuovo business, Pirelli creò appositamente -nel 1896- una succursale presso La Spezia, primo stabilimento di cavi sottomarini sul continente europeo, così come fece costruire la nave posacavi "Città di Milano".

Sul finire del secolo ecco l'apertura alla fabbricazione di pneumatici, destinata ad assumere in breve tempo una posizione di primaria importanza sia sul mercato domestico che su quello estero.

Fin dall'inizio della sua attività G.B.Pirelli prestò ogni cura all'esportazione, creando una rete commerciale gradualmente estesa a tutto il mondo; e quando alcuni mercati più interessanti si chiudevano all'importazione dietro insuperabili sbarramenti doganali, aprì al loro interno fabbriche col nome "Pirelli": così in Spagna fin dal 1901, poi in Sudamerica, Inghilterra ecc.

Queste realizzazioni industriali da lui iniziate all'estero vennero raggruppate nel 1920 sotto il controllo della Compagnie Internationale Pirelli con sede prima a Bruxelles poi a Basilea.

Intanto, fin dal 1905 gli si erano affiancati nella gerenza della società due dei suoi otto figli, Piero e Alberto. Un terzo figlio, Giorgio, diventava nel 1909 Amministratore Delegato della Pirelli Ltd inglese.

" Aggiungiamo che nell'aprile del 1909 il Capo della nostra azienda veniva chiamato a far parte del Senato del Regno -si ricorda nella Storia del Gruppo scritta nel 1922- in altissima attestazione di merito e di riconoscimento dell'importanza e dell'estensione assunta dalle industrie da lui fondate".

Ebbe cariche importanti in aziende industriali e bancarie non solo lombarde: fu tra l'altro presidente della Edison e del Credito Italiano.

Partecipò con spirito di servizio alla vita pubblica milanese: appartenne a lungo al Consiglio della Camera di Commercio, al Consiglio comunale (fu relatore del Piano regolatore cittadino del 1886) e a quello della Provincia; fu membro del Consiglio direttivo dell'Università Bocconi dalla sua creazione e tra i fondatori sia del Comitato scientifico-tecnico per lo sviluppo dell'industria sia della Associazione per lo sviluppo dell'alta cultura, promotrice dell'Università degli studi milanese.

Fu il primo presidente della Confederazione generale dell'industria.

Morì a Milano il 20 ottobre 1932.

Ultima revisione: 29 2010